Aga Khan Award: la cura dell’ambiente come segno di dialogo e tolleranza

by • 4 Settembre 2019 • Mosaico, Professione e Formazione713

Share
I sei premiati dell’edizione 2017-19 dell’Aga Khan Award for Architecture

 

«Avendo al cuore della sua concezione il sistema tradizionale di terrazzamenti, il progetto pone il paesaggio agrario al centro della sua missione curatoriale. Integrandosi con la topografia naturale, l’edificio adotta l’antico linguaggio architettonico della regione, trasformandolo in moderne geometrie». Con questa motivazione la giuria dell’Aga Khan Award for Architecture ha conferito uno dei sei premi – che si spartiranno un montepremi di un milione di dollari – per il ciclo 2017-19 al Palestinian Museum di Birzeit, commissionato dalla Taawon-Welfare Association a Heneghan Peng Architects per celebrare il patrimonio culturale e paesaggistico palestinese e promulgare una cultura di dialogo e tolleranza nella regione. A quasi un anno dall’inserimento dell’arte dei muretti a secco nella lista del Patrimonio immateriale dell’Umanità, il museo è stato premiato in quanto progetto “resiliente”: integrandosi e completandosi con i suoi terrazzamenti (sanasil) al paesaggio agrario circostante, esso sottolinea il legame tra edificio e suolo e simboleggia la resistenza all’occupazione militare della Cisgiordania. Un’architettura sostenibile, quindi, non solo in senso energetico, così come attestato dalla certificazione LEED Gold, ma soprattutto rispetto alla forma dei luoghi e delle pratiche agricole e architettoniche locali.

Sono stati proprio gli aspetti di resilienza e di sostenibilità, oltre all’attenzione per la componente paesaggistica, ambientale e per le aspirazioni delle comunità locali, i caratteri accomunanti i sei progetti premiati per questo nuovo ciclo dell’Aga Khan Award for Architecture.

Simile per impostazione ed impatto al museo di Birzeit è, infatti, il Wasit Wetland Center, tassello d’una più ampia azione condotta dall’Environment and Protected Areas Agency di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) per il restauro dell’ecosistema di una rete di zone umide lungo la costa del Golfo Persico. Il centro di educazione ambientale progettato da X-Architects s’incastona nella topografia del sito minimizzando l’impatto visivo e integrandosi col contesto, permettendo di osservare il paesaggio circostante e gli uccelli nel loro habitat naturale.

Sono invece volti al recupero del paesaggio urbano i progetti per la rivitalizzazione del centro di Muharraq, capitale del Bahrain e sito Unesco, e il Public Spaces Development Programme del Tatarstan (Russia). La prima è stata premiata per la capacità di aver trasformato, attraverso un programma intitolato “Pearling Path, Testimony of a Island Economy”, i siti restaurati negli epicentri delle comunità e degli spazi pubblici ad esse associati. Di maggiore estensione il secondo, un processo altamente partecipativo di progettazione e implementazione volto al recupero di 328 spazi pubblici, progettati come infrastrutture per attività culturali, in 33 villaggi e 42 città del Tatarstan.

Sono stati premiati, infine, per aver saputo sfruttare sapientemente le risorse locali per realizzare progetti energeticamente sostenibili, la Alioune Diop University a Bambey  (Senegal) e, per la particolare attenzione posta al rispetto del paesaggio naturale circostante, l’Arcadia Education Project (Bangladesh). Quest’ultima è un’architettura anfibia in bambù che, adattandosi al cambiamento del livello dell’acqua sulla riva del fiume, fluttua per cinque mesi all’anno, costituendo un paradigma per la costruzione di un edificio resiliente: rispettoso dell’ecosistema e realizzabile dalle comunità locali svantaggiate con materiali disponibili localmente.

(Visited 233 times, 3 visits today)

Pin It

Comments are closed.