REbuild 2019 è “(RE)making cities”

by • 28 Maggio 2019 • Professione e Formazione735

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L’ottava edizione dell’evento si sposta da Riva del Garda a Milano concentrandosi sulla rigenerazione di città e periferie

 

MILANO. Appuntamento il 26 e 27 giugno con REbuild 2019, l’ottava edizione dell’evento annuale diventato punto di riferimento per la riflessione sull’edilizia sostenibile e l’innovazione nelle costruzioni e nel real estate, ma anche una convention ricca di momenti di formazione, networking e business. La due giorni, che negli anni scorsi si è tenuta a Riva del Garda, si sposta a Milano. Al centro della riflessione, le città e le periferie.

«“(RE)making cities. Piattaforme innovative per la città” è il titolo che abbiamo scelto quest’anno – commenta Thomas Miorin, presidente di REbuild – guardando con interesse alle iniziative di riqualificazione che si distinguono per il ruolo attivo dei cittadini, che dal basso contribuiscono a ridisegnare gli spazi in cui vivono, dando linfa ed energia a progetti che si vanno ad affiancare alle più note operazioni di sviluppo promosse dai big del settore. In quest’ottica, oggi Milano rappresenta non soltanto uno spazio di rinnovamento e il cuore del real estate italiano, ma il laboratorio dove il cambiamento è capace di coniugare la crescita con la sostenibilità e l’inclusione sociale». Ne è un esempio lo stesso quartiere Ripamonti, che ospiterà REbuild 2019 negli spazi della Fabbrica Orobia: lezione di rigenerazione urbana che parla di sostenibilità, sinergia tra pubblico e privato, mix di funzioni, eccellenze di architettura contemporanea e laboratorio di start up.

 

I casi studio sotto la lente

In un contesto in cui tutto diventa connesso e le informazioni sulle persone e sui luoghi acquisiscono valore e potere senza precedenti, diventa centrale capire come il dato possa creare opportunità in modo condiviso attraverso una piattaforma digitale, open, per il cittadino e la città. Un esempio che verrà raccontato a REbuild, e che mostra come i dati possano essere centrali anche per scelte d’indirizzo urbanistico, è quello di New York. La metropoli statunitense utilizza le informazioni di una startup italiana, Cuebiq, estraendo quelle utili per perfezionare la pubblicità negli spazi urbani, con l’obiettivo di capire come e da chi vengono utilizzati i luoghi nel tempo, per una gestione più intelligente degli sviluppi urbani. Interessante anche il caso di Toronto, dove Google, attraverso l’iniziativa SideWalk Labs della sua innovation company Alphabet, ha sviluppato il progetto per il waterfront: nonostante i criteri siano tra i più avanzati al mondo in termini di sostenibilità e innovazione, molti cittadini si oppongono all’iniziativa perché non vogliono correre il rischio che i dati che riguardano le loro vite siano disponibili nella piazza digitale.

REbuild 2019 accende un faro sul tema delle piattaforme, compresa quella energetica, che nei quartieri trova nuovi e inesplorati spazi di efficienza per superare quanto finora abbiamo ottenuto dal singolo impianto o edificio. Tra le case history ospiti su questo tema, l’esperienza di Powerhouse, con una filiera che vede in campo tra le altre uno studio come Snøhetta e un’azienda come Skanska, in grado di realizzare sviluppi immobiliari che producono più energia di quella che consumano, anche con il timido sole della Norvegia. Una testimonianza del tipo di risultati che l’operatore immobiliare può raggiungere quando lavora su un prodotto edilizio innovativo, attraverso nuove piattaforme e con una filiera collaborativa e non competitiva. Di rilievo anche le nuove sperimentazioni di Edison, che prevedono analisi e simulazioni energetiche in grado di compensare dinamicamente le energie prodotte e consumate in un quartiere, considerando simultaneamente il sistema edificio-impianto con un alto coefficiente d’innovazione.

«Per poter usufruire di queste possibilità – aggiunge Miorin – è necessario che l’intera filiera delle costruzioni si coordini attorno a queste piattaforme che devono essere integrate: per questo ospitiamo rappresentanti del mondo della finanza, dell’immobiliare, costruttori, progettisti e esponenti delle principali industrie di componentistica».

Ospite di REbuild anche l’americana Delos, una delle maggiori realtà esperte di salubrità e comfort degli spazi, che ha inventato lo standard Well e che vanta Leonardo Di Caprio e Deepak Chopra nel proprio advisory board. Focus quindi su prestazioni e benessere delle persone negli ambienti, oltre gli standard previsti dalle certificazioni.

Jacobs e Bryden Wood sono alcuni degli studi di architettura e ingegneria che parteciperanno alla kermesse milanese, portando l’esperienza internazionale sotto i riflettori italiani. Non mancheranno le esperienze della giovane architettura italiana con protagonisti come Demogo o GGloop, per illustrare le sperimentazioni nel campo dell’offsite, tenendo sempre al centro del processo edilizio la qualità del progetto.

Per il programma e le iscrizioni www.rebuilditalia.it

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