MADE Expo: tra coloro che stan sospesi

by • 19 Marzo 2019 • Professione e Formazione1273

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Report dalla nona edizione della fiera del settore delle costruzioni: prove di connessioni virtuose, sperando in un futuro migliore

 

RHO (MILANO). «La nona edizione di MADE expo si apre in un momento complesso per il nostro settore e delicato per l’economia nazionale. Noi pensiamo di aver svolto appieno il nostro ruolo di aggregatore della filiera delle costruzioni e di sviluppatore di connessioni virtuose». Queste le parole del presidente di MADE Expo Massimo Buccilli, al quale fa eco Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo, ente promotore della manifestazione: «In uno scenario economico che negli ultimi mesi ha visto l’edilizia subire un nuovo e preoccupante rallentamento, risulta sempre più urgente un intervento deciso da parte delle istituzioni per riattivare un comparto strategico la cui ripresa porterebbe a un’immediata crescita del PIL e darebbe un contributo fondamentale allo sviluppo del Paese». I grandi progetti congelati, dei quali TAV è il triste simbolo mentre il ponte Morandi non fa primavera, sono i convitati di pietra di una manifestazione che, nonostante tutto, vuole credere in una ripresa e che, a questo scopo, stabilisce connessioni nel mondo reale del mercato, dell’economia e della professione, poiché «mettendo nel circuito economico i 25 miliardi previsti si genererebbe una crescita del PIL dell’1%» (stima MADE expo). Il settore vale, pur in queste condizioni, il 9% del PIL in termini d’investimenti e contribuisce alla crescita della ricchezza italiana per mezzo punto percentuale di PIL all’anno (dati Ance).

Presenti in forza all’inaugurazione le autorità locali, un po’ più defilate, in ruolo tecnico, quelle nazionali tra le quali, all’apertura, il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Michele Geraci ha ribadito che «il settore dell’edilizia è strategico. L’incoming di buyers è importante, stiamo aumentando i fondi di budget promozionale ICE a essi dedicati con l’obiettivo d’incrementare l’export». In tutti e quattro i settori di MADE expo (costruzioni materiali, design d’interni e finiture, involucri serramenti e software-tecnologie-servizi) l’Italia è effettivamente player fondamentale a livello mondiale. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha ricordato che «uno degli obiettivi prioritari dell’XI legislatura, finalizzati a limitare la riduzione del consumo di suolo, è quello di facilitare, attraverso una proposta di legge […] gli interventi di rigenerazione urbana e di recupero edilizio, attraverso la diminuzione dei costi e dei tempi di realizzazione, il ricorso a incentivi e la semplificazione delle procedure». Il sindaco di Milano Beppe Sala ha sottolineato infine che «oggi le città e i cittadini chiedono innovazione ed efficienza: bisogna costruire e, quando occorre, ricostruire meglio».

 

A spasso tra eventi e stand

Tra gli stand di FieraMilano si respira un’aria di (poco ottimistica, in verità) attesa. La manifestazione si conferma leader italiana nel settore ma – al tempo stesso – sembra accusare qualche segno di stanchezza: nei numeri (90.000 visitatori quelli dichiarati a fine evento, 10% stranieri). Emblematico, e illuminante, il fatto di trovare molte più persone agli incontri (di varia foggia e natura, in totale oltre 250) che valgono crediti formativi per gli ordini professionali, piuttosto che laddove vengono presentati i prodotti più innovativi da portare in cantiere.

Tra gli eventi rassicura la rassegna Archmaraton Selections, che sembra ricordarci che i disegni – pur sempre – si possono realizzare, forse più all’estero che in Italia. La selezione dei progetti costruiti – nell’ambito dell’ormai noto concorso internazionale giunto alla sua seconda edizione, in vista della finale del 2020, che si terrà sempre qui a Milano – è proseguita con la vittoria di 14 lavori che si sono garantiti il posto tra i 50 finalisti, a giudizio della giuria formata da Luca Molinari (presidente), Benedetta Tagliabue e Matteo Fantoni, che hanno tenuto una lectio magistralis, nel giorno conclusivo di MADE.

E ancora più emblematica è la coincidenza temporale che ha collocato il salone milanese dell’edilizia proprio nel weekend della marcia globale dei ragazzi per il clima (nel solco del movimento dei Fridays for Future, lanciati da Greta Thunberg) e della manifestazione sindacale dei lavoratori dell’edilizia a Roma (che chiede più tutele e più lavoro, nelle settimane in cui il governo – reduce dall’esercizio di equilibrismo sul tema TAV – sembra voler mettere mano al Codice degli appalti). Così, tra sostenibilità e piccola scala come chiave per la ripresa, MADE Expo ha scelto il tema della qualità dell’abitare e delle connessioni, che abbiamo rintracciato in una selezione di presenze (sugli oltre 900 espositori distribuiti nei 47.500 mq di superficie) per forza di cose parziale:

1. La prima istantanea la regala il Friuli Venezia Giulia, con le sue foreste e la rete di una trentina di aziende della filiera del legno. La Regione riunisce le sigle e lancia un bel progetto solidale che sensibilizza all’acquisto di legname delle zone colpite dal devastante ciclone dello scorso ottobre, che ha abbattuto circa 15 milioni di alberi stravolgendo interi paesaggi.

2. Dal legno alpino al sughero sardo, basta cambiare padiglione per trovare un’altra storia di sostenibilità e attenzione all’ambiente. Uniko…Isola è la soluzione di mono-blocchi termoisolanti realizzata interamente in sughero che l’azienda calabrese Sistema Infissi presenta qui in anteprima.

3. I serramenti giocano, anche quantitativamente, la parte del leone di questo salone dell’edilizia. Spicca, anche per la qualità dell’allestimento, l’azienda campana Sciuker Frames (che, come Spa, è la prima realtà italiana produttrice di serramenti quotata in borsa) che presenta una linea di profili in legno multi-lamellare. Il tutto all’interno di una campagna eco-social innovativa (Sciuker4Planet) che, tra le altre iniziative, dona alberi ai clienti per realizzare una foresta nel Parco Nord di Milano. La luce zenitale come antidoto ad ambienti interni bui è invece la scommessa della proposta – anche questa stimolante nei contenuti e nelle modalità, con un affascinante percorso nel verde – di Velux, con la sua ricca selezione di lucernari e abbaini.

4. Non può mancare, nel racconto della sostenibilità in edilizia, il led, tecnologia ormai padrona incontrastata dell’illuminazione da interni ed esterni. Faraone e Saint-Gobain (che si presenta insieme a Logli Massimo) portano alle estreme conseguenze la ricerca e le possibilità connesse al suo uso, inserendone strisce in parapetti e pensiline vetrate, conferendo così una luce dinamica e cangiante agli elementi architettonici. Hanno lo stesso scopo di riempire facciate e interni di elementi mutevoli le tele metalliche presentate da TTM Rossi, che festeggia i 60 anni di attività assecondando con i suoi prodotti una tendenza emergente della progettazione contemporanea.

5. Guarda al suolo e ad un totem delle nostre politiche urbanistiche (invarianza idraulica vs artificializzazione dei terreni) il piccolo e semplice stand di Terra Solida, della ditta Promotec. In linea con una sensibilità sempre più spiccata sul tema, permette di realizzare pavimentazioni da esterni (anche carrabili, e destinate ad importanti flussi di traffico) miscelando terre locali e leganti: come l’asfalto ma senza l’asfalto.

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