LinaProject.com: per il centenario della nascita la Bo Bardi diventa crossmediale

by • 5 Novembre 2014 • Professione e Formazione1480

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Una tra le più importanti architette del secolo scorso, l’’italiana naturalizzata brasiliana Lina Bo Bardi (1914-1992) nel centenario della sua nascita (il 5 dicembre) diventa ora start-up con LinaProject.
Vedremo dunque come e quando un lavoro di lunga lena, originato dalla costola della ricerca accademica multidisciplinare “Site Specific Museums” www.sismus.org condotta da Giacomo Pirazzoli (Università di Firenze, Dipartimento di Architettura), Alessandra Lanciotti (Università di Perugia, Dipartimento di Diritto pubblico) e Guido Guerzoni (Università Bocconi, Milano), quindi parzialmente sviluppato in collaborazione con il Festival della Creatività di Firenze (2008) diretto da Daniele Laurìa, infine promesso come terzo passo di una trilogia multimediale della quale però ad oggi è pubblicato solo “Site Specific Museum_ONE” (Gli Ori, Pistoia 2011) a firma di Giacomo “Piraz” Pirazzoli con sismus.org, troverà compimento secondo questo innovativo format.
Per l’attuale progetto (promosso dal Dipartimento di Architettura DiDA-Università di Firenze in collaborazione con Nanof Film e il supporto di Regione Toscana/ToscanaInContemporanea in partnership con Festival dei Popoli, Lo Schermo dell’Arte e Image di Marco Brizzi), Giacomo Pirazzoli e il regista e documentarista Filippo Macelloni (già co-autore di Silvio Forever etc.) propongono un iter creativo aperto per la costruzione di un documentario interattivo – al momento dunque start-up, con funzione esplorativa commisurata all’esiguità dei fondi, di un più vasto lavoro dedicato alla vita e all’opera della Bo Bardi.
In tal senso è da intendersi la collaborative platform, non-luogo plurale accessibile a tutti gli utenti di fb (LinaProject.com) – che va di pari passo con il sito www.LinaProject.com sviluppato in collaborazione con MICC-Università di Firenze, dove sta il teaser del documentario interattivo con la sua struttura in fieri – punto d’incontro virtuale che unisce studiosi di Bo Bardi a livello internazionale con la comunità di cultori e amatori della straordinaria architetta.
A Zeuler Lima, autore della recente monografia edita da Yale University Press (2013), è toccata la responsabilità di aprire, lo scorso maggio presso il museo Marino Marini di Firenze, gli eventi previsti nell’ambito del progetto, che costituiscono anche utile materiale per il webdocumentary. Dopo che il lavoro è stato selezionato per i CrossVideoDays di Parigi in giugno, in luglio a Salvador de Bahia sono cominciate le riprese, in partnership con il produttore esecutivo locale Sereia Filmes. Le prime interviste che indagano la svolta bahiana dell’architettura e del design di Bo Bardi comprendono, tra gli altri, Gilberto Gil, che fu committente della Casa do Benin (1985), a sua volta parte di un più largo ragionamento su due musei – origine della ricerca e pertanto base della unità start-up – progettati, insieme all’etnofotografo di origine francese Pierre Verger, tra Africa e Brasile. Così, assieme alla peculiare microstoria “Lina e Pierre – vite parallele” che unisce riflessione sull’architettura a contenuti di complessità focalizzati grazie al contributo dell’antropologo Filippo Lenzi Grillini, sono stati raccolti anche altri materiali e testimonianze per il prosieguo del progetto.
Dopo la preview all’Art Doc Festival di Roma in ottobre – con proiezione di un frammento della testimonianza di Gilberto Gil, filmato sotto la famosa e bellissima scala in legno disegnata da Lina Bo Bardi per il Museu de Arte Moderna da Bahia – il prossimo appuntamento di LinaProject.com è per FilmCup a San Paolo in Brasile, il mercato di cinema professionale Italia-Brasile per cui il progetto è stato selezionato.
Mentre a Firenze, il 6 dicembre, nell’ambito del prestigioso Festival dei Popoli, verrà lanciato il workshop, coordinato sempre da Pirazzoli e Macelloni, offerto agli studenti di Architettura, Lettere e Ingegneria per il primo follow-up del lavoro, a partire dai materiali documentari e di archivio esistenti sulla ricchissima figura di “dona Lina”, ponte tra Europa, Brasile e Africa. È inoltre prevista una conferenza di Ana Araujo (Architectural Association, London) dedicata al rapporto tra i due “ultimi umanisti” Lina Bo Bardi e Gio Ponti, insieme a relazioni tenute da professori del corso iCad_International Course on Architectural Design dell’Università di Firenze. Grazie al flessibile format del documentario interattivo, LinaProject.com sta costruendo ponti con altre importanti iniziative nel centenario di Lina: tra queste vale ricordare la mostra “Lina Bo Bardi 100” curata da Vera Simone Bader al Museo di architettura del Politecnico di Monaco di Baviera, il convegno “Centenàrio Lina Bo Bardi” a Salvador da Bahia, organizzato da Ana Carolina Bierrenbach e Carla Zoellinger, e le mostre di San Paolo, “Maneiras de expor: arquitetura expositiva de Lina Bo Bardi”, al Museu da Casa brasileira per la cura di Giancarlo Latorraca, oltre ad “A arquitetura política de Lina Bo Bardi” curata da Marcelo Ferraz e André Vainer e “Lina gráfica” a cura di João Bandeira e Ana Avelar, entrambe al SESC Pompeia.
Va infine ricordato che, dal 5 settembre al 5 ottobre scorso, anche la Triennale di Milano ha reso omaggio all’architetta ospitando la mostra itinerante “Lina Bo Bardi: Together” (a cura di Noemí Blager), una reinterpretazione della sua opera attraverso il lavoro dell’artista Madelon Vriesendorp, dei film di Tapio Snellman e delle fotografie di Ioana Marinescu.

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