Trieste. La nuova vita della centrale idrodinamica

by • 19 Novembre 2012 • Patrimonio958

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trieste. Il primo passo è stato fatto. In marzo si è concluso il recupero della centrale idrodinamica (cfr. «Il Giornale dell’Architettura», n. 85, giugno 2010): un evento per Porto vecchio, ma comunicato senza alcuna enfasi dagli enti interessati. Insieme alla contigua sottostazione elettrica, i cui lavori sono stati avviati nel dicembre scorso, diventerà un nuovo polo museale, culturale e didattico. Un progetto che, al di là del valore storico e monumentale degli edifici, ha segnato la concreta ripresa della progettualità in Porto vecchio, dopo trent’anni d’ipotesi rimaste sulla carta. Un esempio virtuoso, che si spera abbia effetti sul travagliato percorso di recupero del comparto.
Affidato all’impresa Dottor Group, in Ati con la Fiel Fornasier per la parte impiantistica, il restauro ha visto impegnati nella direzione lavori Favero & Milan Ingegneria Spa, e la direzione artistica dell’architetto Giovanni Damiani. Chiuso nei tempi previsti (15 mesi) e puntualmente documentato nel giornale di cantiere on line (www.centraleidrodinamica.it), il restauro ha interessato aspetti strutturali e in particolare gli impianti, posti a pavimento e nei grandi controsoffitti della sala macchine; per il rifacimento delle coperture è stato utilizzato quasi esclusivamente materiale originario, con il recupero delle pregevoli controsoffittature delle due sale principali. Un lavoro che ha richiesto l’inedito studio in situ dei sistemi costruttivi, di notevole interesse. Le scelte relative a pavimentazione, serramenti, ecc., concordate con la Soprintendenza, hanno puntato alla massima flessibilità degli spazi.
Tra circa un anno si prevede anche la consegna della sottostazione elettrica, progettata tra 1913 e 1915 e attribuita a Giorgio Zaninovich, allievo di Otto Wagner e tra i protagonisti delle fertili relazioni architettoniche tra Vienna e Trieste a cavallo tra Otto e Novecento. Il riuso prevede l’allestimento di un archivio, di uno spazio di consultazione e di uno espositivo. Per la realizzazione del progetto elaborato dall’Autorità portuale (Giulia Zolia ed Emiliano Elisi), i lavori sono stati affidati alla Riccesi Spa, con Mhk Consulting (impianti), Iztok Smotlak (strutture), e la riconferma del gruppo già impegnato alla centrale idrodinamica per la direzione lavori.
Ora, la gara a inviti bandita dall’Autorità portuale per gli allestimenti interni della centrale idrodinamica è di fondamentale importanza per il destino del polo museale e culturale di Porto vecchio. Tuttavia, i nomi e il programma non sono stati resi noti: si spera lo siano almeno con la proclamazione del vincitore. La scelta di modalità innovative e interattive di allestimento, la capacità di richiamare un adeguato numero di visitatori rinnovando nel tempo l’offerta (anche per superare le difficoltà legate alla posizione molto interna a Porto vecchio, i cui processi di trasformazione saranno lunghi) e la possibilità di entrare a sistema con le altre esperienze di archeologia industriale in corso di valorizzazione nella regione (e non solo) saranno aspetti fondamentali per il successo dell’operazione.

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