Hadid mette in scena il parametricismo

by • 20 Gennaio 2010 • Professione e Formazione852

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Padova. L’ondeggiare dinamico delle pedane espositive definisce le linee di forza che percorrono il salone del Palazzo della Ragione in occasione della mostra dedicata a Zaha Hadid, organizzata contestualmente alla quarta edizione del Premio «Biennale Internazionale di Architettura Barbara Cappochin». Caratterizzato dai concetti di liquidità e di fluidità digitale, l’allestimento di Zaha Hadid Architects, come tutti i lavori dello studio, dalle posate ai piani urbanistici, risponde al parametricismo, uno «stile» che, nelle parole dell’architetto anglo-irachena e del suo socio Patrick Schumacher, è l’unica vera risposta al Movimento moderno, dopo la fase transitoria del post moderno e del decostruttivismo. La mostra si trasforma in una gigantesca installazione: «un campo ondeggiante definito da algoritmi che introducono la complessità e generano una condizione di interno urbano», dove «lo spazio diviene un paesaggio fluido ininterrotto che collega tra loro i vari frammenti e grappoli».
Strutturata in sei sezioni, la mostra raggruppa progetti e ricerche sviluppati in trent’anni di attività: aggregazioni, campi, topografia, onde, linee, fino alla ricerca parametrica in senso stretto. Il colpo d’occhio generato dalle sequenze volumetriche delle pedane, che lavorano a contrasto con lo spazio carenato del Salone, riporta, nella sua tridimensionalità, all’immaginario urbano, a partire dalla complessità dell’attraversamento della città, che viene qui confermata dalla necessità di munirsi di una piantina – o di consultare le mappe, a partire dal Voi siete qui – per orientarsi all’interno dei filari espositivi.
Per il Premio Cappochin, Hadid ha progettato anche l’allestimento, nella centrale piazza Cavour, del «Tavolo dell’architettura» (dove è esposta una scelta d’immagini dei progetti concorrenti di quest’ultima edizione): elemento che si trasforma in un oggetto scultoreo, una sorta di grande elica lungo la quale il piano espositivo oscilla da un punto di osservazione all’altro, agevolandone la visione, nonché sdoppiandosi in seduta continua. Il vincitore del Premio è il giapponese Hikohito Konishi (nominato nel 2006 tra gli «architetti nazionali eccellenti» dall’Istituto giapponese di architettura) per la realizzazione di un casale destinato a una famiglia di coltivatori che da quattro generazioni vive nel villaggio di Aikoku, nel nord del Giappone.

«Zaha Hadid», a cura di ZHA
Padova, Palazzo della Ragione, fino al 1° marzo.
«Tavolo dell’architettura», a cura della Fondazione Cappochin
Padova Piazza Cavour,
fino al 1° marzo.
www.barbaracappochin
foundation.net

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