Vancouver sarà la più eco del mondo?

by • 24 Agosto 2009 • Reviews532

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All’improvviso, lo skyline del centro illuminato dal sole si rivela all’orizzonte. Con le torri di vetro lucenti, i monti coperti di neve, i parchi enormi e le ampie spiagge, la città sembra una Manhattan rinata in una nuova era.
Il giovane sindaco idealista Gregor Robertson ha vinto le elezioni a dicembre con la promessa di fare di Vancouver la città più «verde» del mondo. Luogo di nascita di Greenpeace e leader nel settore idroelettrico, Vancouver prende il 90% della sua energia da fonti rinnovabili e si sta preparando a usare l’energia eolica, quella solare, quella delle onde marine e delle maree per ridurre in modo sostanziale l’uso del combustibile fossile.
Il sindaco vuole che Vancouver sia la culla dell’economia «verde» e dell’industria sostenibile dell’America del Nord e intende «capitalizzare il radicale passaggio globale all’economia verde». Per Robertson, la città attirerà nuove imprese verdi che «crescono producendo e mettendo in vendita beni e servizi ad altre città».
In America del Nord, per assicurarsi il primato «verde» mondiale gareggiano Toronto, San Francisco, Portland (Oregon), Santa Monica (California), Austin (Texas) e Chicago. Per il «Vancouver Sun», Vancouver sta recuperando in fretta il distacco da Toronto e San Francisco, ma è ancora dietro Reykjavik, Copenaghen, Stoccolma e Amsterdam. In gara ci sono anche Londra, Sydney, Barcellona e Bogotá.
Di recente Robertson ha messo a segno una dolce vittoria aggiungendo una pista ciclabile e pedonale a un ponte cittadino. Se la maggior parte di media, imprese e politici ha denunciato il progetto, prevedendo che sancirà la sua sconfitta alle prossime elezioni, le nuove piste, una volta aperte, non intralceranno il traffico, e comunque l’opinione pubblica ha reagito con entusiasmo. In un recente sondaggio, tre residenti su quattro approvano l’idea di dirottare i fondi dai progetti di ampliamento stradale a sistemi migliori di trasporto pubblico e a mezzi alternativi.
Gli elettori di Vancouver sembrano approvare anche l’approccio compassionevole ma pressante del sindaco al problema dei senzatetto e il suo obiettivo di risolverlo entro il 2015. Nel giro di alcune settimane dalla sua elezione, di concerto con la provincia, Robertson ha creato duecento posti letto temporanei e ha istituito la Homeless Emergency Action Team, fatta di rappresentanti di Comune, Provincia, enti non-profit e privati. Dopo tre mesi, cinque rifugi d’emergenza davano un letto e un riparo a oltre quattrocento persone.
Nel frattempo, a un costo maggiore di quello previsto, l’intensa trasformazione «verde» di Vancouver procede senza sosta. La città, che nel 2010 ospiterà le Olimpiadi invernali, ha costruito per i diecimila atleti un villaggio olimpico di nove isolati che, dopo i Giochi, diventerà un complesso residenziale. Il Green Building Council americano ha attribuito al villaggio olimpico la certificazione Leed oro. Metà degli edifici avrà tetti verdi, con piante rampicanti, in grado di fornire isolamento e ridurre l’energia necessaria a riscaldare o rinfrescare gli ambienti. Anche se i costi di costruzione sono esplosi costringendo la città a indebitarsi fortemente con un Hedge fund newyorkese.
L’ambientalista David Suzuki, secondo il quale entro il 2050 il riscaldamento climatico potrebbe eliminare il pattinaggio su ghiaccio, lo sci di fondo e lo sci da discesa a bassa quota, ha collaborato con Vancouver per ridurre l’impronta ecologica dei Giochi del 2010. Con un’attenta gestione degli impatti ambientali, Suzuki calcola che la compensazione delle emissioni neutralizzerà 300.000 tonnellate di anidride carbonica prodotta dai Giochi. Tra gli esempi ci sono il Richmond Olympic Oval (sede del pattinaggio di velocità), con una copertura realizzata recuperando il legno delle pinete, infestato dallo scarabeo, il riscaldamento del villaggio degli atleti, fornito da un impianto municipale di riciclaggio dei liquami, e il programma «Buy Smart», che valuta la sostenibilità e la partecipazione degli aborigeni ai giochi (la Nazione Squamish realizzerà 138 tamburi fatti a mano per premiare gli atleti). Per le case uni e bifamiliari, Vancouver ha già il regolamento edilizio più «verde» dell’America del Nord. I nuovi proprietari risparmiano fino al 30% di energia, usano meno acqua e hanno case più sane in cui vivere.
I residenti che intendono ristrutturare una casa hanno a disposizione sovvenzioni e incentivi. In questa fase, prima di diventare una città di sole bici e veicoli elettrici, è concesso il parcheggio gratuito a tutte le auto e gli scooter elettrici, le nuove case unifamiliari e i depositi per bici su suolo privato devono avere prese elettriche dedicate e in almeno il 20% dei parcheggi dei nuovi complessi e palazzi ci saranno gli apparecchi per ricaricare i veicoli. Vancouver ha incentivato l’aumento dei mezzi ibridi ed efficienti in termini energetici nelle flotte di taxi e, insieme alla BC Hydro, ha firmato un impegno con la Mitsubishi per testare la prima auto elettrica al mondo pronta per la produzione. Presto saranno inaugurati il bike-sharing pubblico e altre piste ciclabili, perché negli ultimi dieci anni l’uso delle due ruote è aumentato del 180%.
Tra le altre iniziative verdi di Vancouver si prevedono l’installazione di luci a led in tutti i 670 segnali stradali, un nuovo servizio di trasporto veloce, Sky Trains, che collega la città all’aeroporto e alle aree limitrofe e la costruzione di una comunità sostenibile modello in un’ex zona industriale chiamata Southeast False Creek. Persino una parte del prato del Municipio è stata convertita in orto per la comunità, dove coltivare prodotti locali. Anche se ancora relativamente miti, gli sforzi di Robertson sono solo il preludio dei suoi piani di completo e radicale rinnovamento dei modelli energetici e di consumo della città. Le piste ciclabili, i tetti verdi e le prese elettriche, però, sono tappe importanti per creare la necessaria cultura della sostenibilità affinché cambiamenti più profondi trovino un sostegno abbastanza ampio. Il sindaco sta anche cercando finanziatori tra altri governi, donatori privati e imprese che investano nell’ecotrasformazione della città. Roberston giura che presto la vecchia centrale elettrica inquinante che di notte illumina Vancouver lascerà il posto a una struttura per la produzione di energia rinnovabile. Il sindaco è coerente con quanto dice: l’altra sua macchina è una bicicletta, e gli piace passare i fine settimana con moglie e figli in una casetta autosufficiente senza strada carrozzabile vicino a Cortes Island.
 
Is Vancouver About to Become the Greenest City in the World?, www.AlterNet.org 30 luglio 2009

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