Piano CASE, gare in mano alla Protezione civile

by • 13 Agosto 2009 • Inchieste910

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L’AQUILA. Prosegue senza sosta la costruzione delle abitazioni del Piano CASE (Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili), che riguarda solo L’Aquila città. Dopo l’individuazione delle aree e l’avvio delle procedure di occupazione d’urgenza, a inizio giugno sono partiti i primi cantieri per la realizzazione delle piattaforme. Nei siti (Cese di Preturo e Bazzano) sono anche stati montati i pilastri e gli isolatori sismici su cui verrà realizzata la piastra che costituirà il basamento delle nuove abitazioni.
Dei 150 edifici previsti, 40 (circa 1.000-1.200 appartamenti su 4.000) saranno realizzati da imprese locali. La consegna dei primi 30 edifici è prevista per fine settembre, mentre i restanti 120 saranno ultimati entro fine anno. Dei 16 appalti banditi per l’esecuzione delle opere propedeutiche, distinte per fasi (scavi e fondazioni, realizzazione delle piastre in cemento, fornitura di calcestruzzo, fornitura e posa in opera di pilastri in acciaio e isolatori sismici), solo 4 coinvolgeranno imprese abruzzesi quali aggiudicatarie o consorziate. La ragione è probabilmente da ricercare nella mancanza di ditte specializzate in loco: ad esempio, nella realizzazione di pilastri in acciaio e isolatori sismici (due appalti su tre per l’esecuzione di scavi e movimenti terra sono invece stati affidati a imprese di Chieti e L’Aquila). La conferma della necessità di una superspecializzazione viene anche dall’esito delle gare per l’appalto delle piastre, che ha visto prevalere la torinese Zoppoli e Pulcher e i veneti del Consorzio Edile C.M. Gruppo Bison e della Sacaim. Secondo i dati della Protezione civile, la gara per i moduli abitativi ha coinvolto, invece, anche imprese locali. Oltre al Consorzio Consta (di cui fa parte il gruppo Sicap che ha una sede anche in Abruzzo), aggiudicatario di 10 edifici prefabbricati in calcestruzzo armato, 25 unità saranno realizzate da Taddei Spa (acciaio e pannelli in legno), mentre altre 5 saranno a carico di un’ATI (composta dalle ditte A. Frezza e W. Frezza, in associazione con Arclegno), entrambi abruzzesi.
Anche se i malumori locali sono stati parzialmente temperati dall’esito delle successive gare, occorre comunque segnalare che le ditte partecipanti, individuate autonomamente dalla Protezione civile in base alle evidenze del mercato, sono state contattate con una lettera d’invito in ragione dell’urgenza richiesta dalla situazione. Va poi evidenziato che, nella selezione dei progetti che hanno partecipato alla gara di appalto, bandita con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo complessivo unitario a corpo, chiavi in mano, per ciascun lotto costituito da cinque edifici (per un totale di 30 lotti) di 11 milioni di euro, sui 65 punti a disposizione per il merito tecnico ben 20 sono stati assegnati al grado di efficienza energetica, alla qualità degli impianti e alla sostenibilità ambientale, 15 alla qualità architettonica degli edifici e dei prospetti esterni e 10 alle finiture interne. Oltre al merito tecnico, sono stati valutati anche prezzo e tempo di realizzazione, rispettivamente con 25 e 10 punti.
Il Piano CASE dovrebbe togliere chi ha perso la casa dai container prima dell’inverno, ma gli sfollati sono più di 13.000 e la Protezione civile sta ipotizzando di aumentare il numero delle unità, che verranno assegnate dal Comune in base a criteri di necessità e urgenza. A fine giugno sono partiti anche i bandi europei per la selezione delle imprese che realizzeranno le opere di urbanizzazione e i basamenti per i circa 1.000 Moduli abitativi provvisori (MAP, le casette unifamiliari di legno prefabbricate) che sostituiranno le tende dei campi base nei comuni del «cratere sismico», esclusa L’Aquila. Sarà compito dei sindaci emanare i bandi di gara, da definirsi sulla base del capitolato speciale d’appalto preparato dalla Protezione civile, per un importo complessivo di circa 60 milioni. Nel frattempo è già iniziato il montaggio di 800 strutture in legno donate da imprese e istituzioni. Sono stati offerti o verranno finanziati anche asili nido, laboratori mobili, scuole prefabbricate, una tensostruttura per l’università, una cittadella scolastica, poliambulatori e una struttura per bambini disabili. Nel centro storico del capoluogo è iniziata la rimozione delle macerie per liberare strade che potrebbero essere riaperte, aggiungendosi al primo tratto di centro storico già fruibile ai cittadini. Intanto proseguono le verifiche di agibilità. I sopralluoghi effettuati dai tecnici della Protezione civile sono stati 58.701, il 52,7% dei quali hanno decretato l’agibilità, il 13,4% l’inagibilità temporanea ripristinabile con provvedimenti di pronto intervento, il 2,8% la parziale inagibilità e il 25,2% l’inagibilità totale. Sono stati ispezionati 55.105 edifici privati, 1.283 pubblici, 53 ospedali, 167 caserme, 591 scuole e 1.495 attività produttive.

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