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Christian De IuliisWritten by: Forum

L’Archintruso. Glossario per architetti falegnofobi

Non capite quello che dice il falegname? Niente paura, ecco il glossario!

 

Ogni giorno decine di architetti rinunciano ad utilizzare il legno come materiale da costruzione perché intimoriti dalla categoria dei falegnami e dal loro lessico. Si tratta di un problema d’incomunicabilità assimilabile a quello tra genitori-figli e banca-poste. Quest’angoscia degli architetti è anche detta “falegnofobia”. Per aiutarli e spingere il mondo dell’edilizia verso l’utilizzo del legno, ecco un breve glossario dei termini più comuni e al tempo stesso meno comprensibili.

Architrave: Trave, solitamente in castagno, disposta orizzontalmente sopra un varco per consentire una equa distribuzione dei carichi. Viene preferita in legno per evitare di chiamare l’ingegnere per i calcoli del cemento armato o dell’acciaio.

Battuta: Parte del telaio e della porta, sporgente o rientrante, che consente la chiusura dell’infisso. Può stare a destra o a sinistra, indifferentemente, come Renzi.

Becco a civetta: Tipo di modanatura composto dall’unione di archi con raggio differente. Tecnicamente rappresenta il principale motivo di orgoglio e diversità della civetta rispetto al gufo.

Coda di rondine: Tipo d’incastro utilizzato con elementi sporgenti e rientranti di forma trapezoidale. Per la difficoltà di realizzazione, se evocato in cantiere, provoca solitamente reazioni gelide. Da qui il noto detto: “Una coda di rondine non fa primavera”.

Controtelaio: Parte fissa di infisso incassato nella muratura che compare all’improvviso, magicamente, sul cantiere senza che nessuno lo abbia mai evocato.

Coprifilo (anche detto mostra o stipite): Estesa categoria di manufatti che comprende qualsiasi elemento utile a nascondere parti grezze da rifinire o lasciate maldestramente “a vista”.  Principale motivo di litigio col piastrellista che in assenza di c. ne approfitta per abbandonare il cantiere lasciando il bordo delle pareti prive di battiscopa. 

Cristo: Elemento di puntellatura a forma di croce. Molto simile ad un tipo d’imprecazione blasfema pure molto utilizzata in cantiere.

Forma: Sagoma solitamente in cartone necessaria per realizzare superfici irregolari o curvilinee in legno. In genere il falegname chiede che sia l’architetto a farla, in modo da avere l’alibi in caso di errore.

Laccatura: Trattamento di verniciatura e protezione del legno solitamente non realizzata dal falegname ma da un altro, misterioso, personaggio definito laccatore, in genere inflessibile e sempre molto costoso.

Mascella: Tavola di legno squadrata, fissata su un piano inclinato per impedire lo scivolamento. Usato anche per indicare elementi di scarsa qualità o, con l’apposizione del prefisso “er”, operai particolarmente voraci.

Massello: Porzione di legno ricavata dalla parte più interna del tronco. Rarissimo e prezioso, viene citato con ossequio solo in presenza di committenti molto ricchi.

MDF: Acronimo di Medium Density Fibreboard per indicare pannelli realizzati con fibre di legno derivati da scarti di lavorazione, da non confondere con l’MMA, l’MP3, l’mRNA ed MTV.

Meccia: Nell’incastro tra due parti in legno, è l’elemento che si introduce. Può essere d’infinite tipologie, la maggior parte delle quali inspiegabili. Per questo quando il falegname chiede all’architetto “Qui facciamo una meccia?”, l’architetto risponde sempre “”.

Monaco: Elemento verticale di irrigidimento della struttura a capriata di un tetto. Spesso confuso col prete che interviene a cantiere terminato per la benedizione o il “frate” che è il nomignolo del figlio trapper del falegname.

Morale (il): Elemento segato a sezione quadrata generalmente di lato 10 cm, utilizzato nell’orditura secondaria del tetto. Da non confondere con la morale, che è quella che fa il falegname all’architetto sulla dignità del lavoro manuale rispetto a quello intellettuale.

Nodo: Difetto del legno. Riconoscibile con esattezza solo dai falegnami che hanno fatto gli scout.

Particolare costruttivo: Lavorazione specifica, disegnata in scala 1:1, che l’architetto spiega al falegname e che questi si rifiuta di eseguire rispondendo: “non si può fare”.

Perline: Tavole piallate di forma parallelepipeda con incastri laterali del tipo “maschio-femmina”. Da cui anche la sua estensione ad accessorio genderfluid.

Piallatura: Operazione utilizzata per levigare o spianare una superficie. Fu di uso comune anche in forma di metafora per indicare una vittoria schiacciante (es. “ti ho piallato”), ora sostituito da asfaltatura.

Tarlo: Parassita del legno in grado di ridurre in segatura un cassettone “Luigi XVI”; è generalmente imbattibile da cui l’ispirazione per il poeta che infatti cantò: “Poi, sconfitto, tornavo a giocar con la mente i suoi tarli”.

Zoccolino (o zoccolo): Tipo di rifinitura perimetrale molto utilizzata a Capri e nei Paesi Bassi. Sconsigliato sui pavimenti in parquet specie dagli inquilini del piano sottostante.

Autore

  • Christian De Iuliis

    Nasce, cresce e vive in costa d’Amalfi. Manifesta l’intenzione di voler fare l’architetto nel 1984, rendendolo noto in un tema in quarta elementare, raggiunge l’obiettivo nel 2001. Nel 2008 si auto-elegge “Assessore al Nulla” del suo paese. Nel 2009 fonda il movimento artistico-culturale de “Lo Spiaggismo”, avanguardia del XXI° secolo che vanta già diversi tentativi, falliti, di imitazione. All’attivo ha cinque mezze maratone corse e tre libri pubblicati: “L’Architemario. Volevo fare l’astronauta” (Overview editore, 2014), “Vamos a la playa. Fenomenologia del Righeira moderno” (Homo Scrivens, 2016) e "L'Architemario in quarantena. Prigionia oziosa di un architetto" (KDP Amazon, 2020). Ha ricevuto premi in diversi concorsi letterari. Premio PIDA giornalismo 2020 per la divulgazione dell'architettura. Si definisce architetto-scrittore o scrittore-architetto: dipende da dove si trova e da chi glielo chiede

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Last modified: 6 Febbraio 2024