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Daniele ManciniWritten by: Reviews

La vitalità di muffe, croste e macchie, cangiante metafora dell’universo in espansione

Per iniziativa di Cramum, lo spazio Gaggenau DesignElementi di Roma ospita la mostra “Fiori invisibili” del duo Ttozoi, che indaga il rapporto tra uomo e habitat

 

*** contenuto sponsorizzato

ROMA. Lo spazio di Gaggenau DesignElementi ospita fino al 12 novembre la mostra “Fiori invisibili” del duo Ttozoi (Stefano Forgione e Giusppe Rossi). L’esposizione, curata da Sabino Maria Frassà, direttore artistico di Cramum, s’inserisce nel ciclo “Extraordinario” che, partito dall’hub Gaggenau di Milano con la personale di Fabio Sandri intitolata “IO | N”, ha l’intento di coinvolgere artisti che esplorano il rapporto invisibile tra l’uomo e il suo habitat.

A Roma, non poteva essere più felice l’accostamento tra Gaggenau, azienda leader tedesca nella produzione di elettrodomestici di altissimo livello, che vanta tre secoli di storia, e le opere di Ttozoi. Da una parte la perfezione funzionale, la massima cura dei dettagli e la sofisticazione del design e della scelta dei materiali che ben si adattano ad ambienti domestici di altissima qualità, privi di imperfezioni, lucidi, nitidi e incorrotti. Dall’altra la vitalità orgogliosa di croste e muffe, di microcosmi evolutivi su tele di juta porosa, materica, povera e slabbrata. La mostra infatti appare una convincente lettura della “complessità e contraddizione” della condizione di Roma città moderna e contemporanea.

Roma infatti oscilla paradigmaticamente tra la suggestione monumentale e barocca della pietra lucida e perfetta, specchio impeccabile e indulgente di fasti scenografici, e la suggestione altrettanto forte e misteriosa di una realtà caravaggesca in penombra imbevuta dall’acqua delle cloache, dalle infiltrazioni e dalla corruzione dell’umidità. Roma si nutre anche della compresenza tra le composizioni di volumi architettonici razionalisti, calandrati di lastre di travertino perfettamente incastrate della città moderna dell’EUR, e la vitalità imprevedibile delle baracche neorealiste delle borgate fatiscenti accostate agli acquedotti dell’agro romano. Roma offre non solo la ricchezza di senso della stratificazione archeologica in verticale, luoghi in dialogo tra epoche diverse, ma gode anche della fruttuosa compresenza e integrazione di paesaggi pianificati orizzontalmente, e le borgate abusive e informi, che sono paesaggi tridimensionali indeterminati, polisemici e meticci.

In luglio 2021 il duo di artisti avellinesi s’incontra nello showroom di Roma per dare vita a un rito maieutico: su una tela di juta tesa orizzontalmente vengono stese pennellate di acqua e farina con l’aggiunta di pigmenti colorati. È l’atto iniziale di un processo invisibile che durerà 40 giorni. La composizione viene infatti lasciata maturare in teche chiuse: assorbendo l’umidità dell’habitat circostante, le muffe proliferano in maniera imprevedibile. Ecco che questo secondo passaggio introduce un elemento d’indeterminatezza potente, sebbene informale. Il processo biologico di trasformazione invisibile mappa come un’istantanea il genius del luogo. Dopo una certa temporalità, gli artisti interrompono l’evoluzione dell’opera-organismo e danno alla luce un’opera profondamente tridimensionale fatta di croste, macchie, e microcosmi cromatici che rassomigliano all’immagine sempre cangiante del fondo sconosciuto dell’universo in espansione. Il 21 settembre vengono aperte le teche e le opere sono presentate al pubblico.

Immagine di copertina: la complessità e contraddizione di Roma contemporanea è espressa da questo accostamento: il travertino lucido, moderno, perfetto e statico, e l’incrostazione imperfetta ma espressiva e viva (© Francesca Piovesan, courtesy TTOZOI, Gaggenau, Cramum)

 

“Fiori invisibili”
mostra del duo TTOZOI a cura di Sabino Maria Frassà
Dal 5 luglio al 12 novembre 2021
lunedì-venerdì ore 10:30 – 13:00 / 15:30 – 19:00
Gaggenau DesignElementi, Lungotevere de’ Cenci 4, Roma
Visite aperte al pubblico nel rispetto delle norme sanitarie vigenti e solo su appuntamento previo contatto email o telefonico: E-mail: gaggenau.roma@designelementi.it – T. +39 06 39743229, +39 371 1733120, infocramum@gmail.com

 

Autore

  • Daniele Mancini

    Nato nel 1974, è architetto e vive, insegna e lavora a Roma. È dottore di ricerca in Teoria dell’architettura e si occupa i processi di rigenerazione urbana e di strategie di urbanismo tattico. Ha lavorato a Maastricht presso Wiel Arets e a Parigi presso Jakob+MacFarlane. Ha realizzato installazioni alla Biennale di architettura di Venezia, alla prima Biennale di architettura di Pechino, al Victoria&Albert Museum di Londra. La sua attività è stata presentata al MAXXI nel contesto degli Architeture Talks. Nel 2021 prende parte alla Biennale dello spazio pubblico di Roma. È stato docente invitato presso l’Architectural Association di Londra, l’École nationale supérieure d'architecture di Versailles, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Nicosia, la Bezael Acadamy for Art and Design a Gerusalemme

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Last modified: 29 Settembre 2021