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Lucia Pierro e Marco ScarpinatoScritto da: Città e Territorio

“Countless Cities” a Favara: un approccio più umano per le città

“Countless Cities” a Favara: un approccio più umano per le città
Promossa da Farm Cultural Park, la seconda edizione della Biennale delle città del mondo indaga le sfide del futuro in tre temi: Housing Diversity, Good Business e Parkifying the Future

 

FAVARA (AGRIGENTO). Dopo il rinvio a causa della pandemia e il confinamento che ha comunque permesso una grande presenza sul web della Farm Cultural Park di Favara (sotto i riflettori anche perché il ritorno alle aree interne pareva essere la svolta del futuro), il 25 e 26 giugno (in occasione dell’undicesimo compleanno della Farm) è finalmente partita la Biennale delle città del mondo “Countless Cities.

La seconda edizione si concluderà il 16 gennaio 2022 ed è promossa da Farm Cultural Park, recentemente divenuta partner del New European Bauhaus (NEB) lanciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per promuovere un cambiamento culturale basato sulle parole chiave Beautiful, Sustainable e Together. Non a caso le due giornate d’apertura sono state scandite da incontri con curatori, artisti, architetti e studiosi chiamati a confrontarsi su come costruire un’Europa coesa, inclusiva e sostenibile; tra i contributi di rilievo quello di Alessandro Rancati (EU Policy Lab e responsabile NEB) il quale ha sottolineato che il padiglione “In-Mobility: Tangeri, Redeyef e Irbid”, con il suo lavoro sulle piattaforme culturali, è una possibile fonte ispiratrice del NEB, mentre il padiglione “Puebla: Gente colaborativa” esemplifica la forza trasformatrice delle comunità.

Quest’edizione intitolata “People Live Here. A More Human Approach” parte dall’idea che nelle città si giocano il presente e il futuro dell’umanità e ricerca alternative all’approccio top-down per coinvolgere cittadini e autorità nei processi di valorizzazione dei luoghi, facilitare l’emergere di leadership civica a servizio della comunità e individuare nuovi strumenti per valorizzare i contesti urbani sotto-utilizzati migliorando la qualità degli spazi pubblici.

Pur non essendo tutti egualmente impegnati a definire un “approccio più umano” per reagire alle sfide del futuro, i padiglioni raccontano varie città secondo tre diversi temi: Housing Diversity esplora diverse modalità individuali e plurali dell’abitare i luoghi; Good Business ricerca lavori e mestieri manuali capaci di alimentare passione, territorialità e durevolezza; Parkifying the Future indaga le strategie per costruire nuovi rapporti tra persone e piante migliorando la qualità urbana con interventi di depavimentazione.

Superati i confini del nucleo iniziale dei Sette cortili (dove sono allestiti i padiglioni Hong Kong, Puebla, New Delhi, Santiago del Cile, Palermo e Buenos Aires), Farm Cultural Park s’è ampliata a palazzo Miccichè, la cui Sky Walk guarda il paesaggio di Favara. Parzialmente aperto nella prima edizione di “Countless Cities”, l’edificio nobiliare dell’Ottocento sopravvissuto all’abbandono nelle nuove sale ospita ora i padiglioni di Bruxelles, Borca di Cadore (Belluno), Soveria Mannelli (Catanzaro), Yirrkala, Prato, Tangeri-Redeyef-Irbid, Bangkok e Abu Dhabi. Il palazzo accoglie anche la rigogliosa colonia vegetale di edere, palme e felci della Human Forest (ideata da un team multidisciplinare e realizzata con il contributo di Piante Faro-RadicePura) che, dopo il primo approccio mostrato al Festival d’Architettura, s’è ormai diffusa nell’edificio.

Altri padiglioni si trovano a palazzo Cafisi che ospita Napoli, San Paolo, Tirana e Pittsburgh, mentre a Quid Vicolo Luna si trova L’Aquila. Oltre a talk, workshop e appuntamenti, gli eventi collaterali includono “Have you been to Favara Lido?” (selezionato con una open call); “Flower Attack”; “Temizu 2021” (The hope of hobo punk) e “People-Oriented Resilient Cities Porto_Barrio de Dona Leonor”.

Nel corso della sua attività Farm Cultural Park ha attivato collaborazioni nazionali e internazionali, diventando un simbolo di rigenerazione urbana la cui fama è attestata anche da vari premi e da tre presenze al Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Negli anni sono sorte varie attività culturali e ricettive che hanno trasformato questa città della provincia di Agrigento in un hub culturale e turistico con un focus sulle strategie di comunità. Ora però quest’attivismo deve affrontare la sfida di continuare a crescere e rinnovarsi, ritrovando quell’energia pop, non istituzionalizzata e dissacrante che caratterizzava gli esordi.

Immagine di copertina: Human Forest (©Archivio AutonomeForme)

 

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Tag: , , Last modified: 7 Luglio 2021