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Caterina PagliaraWritten by: Città e Territorio

Il fuoco dell’arte accende l’immobiliare svizzero

zurigo. Negli edifici della vecchia fabbrica di birra, già nel 1996 sotto l’influsso di un boom mondiale nel settore sorge un centro integrato d’arte contemporanea: Kunsthalle Zurich, Museo Migros e altre gallerie private. Ma con la PSP Swiss Property-AG, proprietaria dell’area, i locatari avevano solo contratti a tempo determinato e il gruppo artistico rischiava di non sopravvivere nella formula originaria.
La Kunsthalle nel 2002 indice un concorso vinto l’anno successivo ex aequo da due studi zurighesi: Gigon-Guyer, autori della Prime Tower (l’edificio più alto della Svizzera) e Atelier ww, già impegnato nel recupero di aree industriali come quartieri abitativi. Il Consiglio comunale nel novembre 2005 delibera un piano per uso misto della Löwenbräu Areal, di cui almeno 4.500 mq a destinazione culturale, ma la crisi finanziaria del 2008 produce un momento di stallo. Analizzati diversi modelli gestionali, nella primavera 2011 la Città, la Fondazione Kunsthalle e la Federazione della Cooperativa Migros fondano la società per azioni Löwenbräu-Kunst AG, partecipando ciascuna per un terzo al capitale azionario di 27 milioni di franchi e rilevano nella Löwenbräu Areal gli edifici ristrutturati e le nuove costruzioni. Lo statuto della Löwenbräu-Kunst AG contempla la gestione per fini artistici del distretto, la cui tutela a lungo termine (25 anni) è garantita da patti parasociali.
L’intervento architettonico prevede, entro il 31 agosto, la sopraelevazione della Kunstalle (che acquista un’ulteriore sala di 650 mq alta 5 m) e, nell’estate 2013, una nuova torre residenziale da 60 appartamenti (di cui 50 già assegnati). Si aggiungono nuovi spazi per archivio, atelier e uffici. Una nuova fascia distributiva connette tutti i settori espositivi, con la possibilità di mostre comuni tra le istituzioni. Vecchie e nuove sale hanno pavimentazione continua in calcestruzzo, con pareti eteree e soffitti bianchi, realizzando un’unità volumetrica tra le parti storiche, caratterizzate dai mattoni a vista, e l’integrazione in cemento bianco, astratta rispetto alle facciate storiche fortemente strutturate. La media annua è di 22.000 visitatori: un ricco programma di manifestazioni con visite guidate pubbliche, conferenze, un’offerta pedagogico-museale per bambini rendono meno elitaria la presenza di questa prestigiosa istituzione nella città.
Con più di 50 musei e oltre 100 gallerie, dopo Londra e New York, Zurigo è nodo cruciale del commercio mondiale di opere d’arte. Nella casa natale del movimento Dada la promozione dell’arte contemporanea è un tema centrale dell’economia e della legislatura: «Kultur-und Kreativstadt Zürich» (Zurigo città di cultura e creatività), l’obiettivo già fissato dal 2004 nelle «Leitbild der städtischen kulturförderung» (Direttive per la promozione della cultura cittadina), è confermato nelle Strategie del Consiglio comunale per il 2025.
Altri progetti completano questa visione: il Festival Art and the City, inaugurato il 9 giugno come piattaforma artistica ed espositiva nel cuore di Zurich West, quartiere industriale riconvertito all’intrattenimento e alla cultura. Fino al 23 settembre comporranno installazioni d’arte e design in un museo a cielo aperto: più di 30 opere di artisti da tutto il mondo. Il programma del curatore Christoph Doswald punta su personalità coinvolte nei temi dello sviluppo urbano negli anni settanta, tra gli altri Yona Friedman, assieme a esponenti dell’attuale generazione artistica che si occupa di cultura urbana, quali Martin Creed, Oscar Tuazon, Ai Wei Wei. In corso fino al 2 settembre anche la mostra «Deftig Barock. Manifeste des prekär Vitalen», curata da Bice Curiger alla Kunsthaus, il cui ampliamento è previsto per il 2017 su progetto di David Chipperfield Architects. La cittadinanza si pronuncerà in merito con una votazione popolare quest’autunno.
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Last modified: 18 Luglio 2015