Alessandro Mendini (1931-2019)

by • 20 Febbraio 2019 • Design, Professione e Formazione998

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Designer, architetto, direttore di riviste, ha fondato scuole e tendenze senza mai atteggiarsi a maestro

 

La nostra opera è un sistema continuo la cui immagine globale è essa stessa il soggetto del nostro lavoro. I singoli progetti si presentano perciò come dei frammenti fissi in un sistema mobile, sono i materiali tangibili e parziali di un flusso astratto di idee. I progetti sono le componenti linguistiche di un puzzle in divenire e mai completo. Il senso va cercato nella progressiva ipotesi utopica di raggiungere una sintesi impossibile. Il senso si trova in questa dinamica espansa, centrifuga e senza fine. Sta in questo pulviscolo, in questo ritmo polifonico il messaggio del nostro lavoro. Una folla di figure piene di contrasti

(Alessandro e Francesco Mendini – dalla presentazione del sito Atelier Mendini)

 

Con la sua aria curiosa ed interrogativa, che ha sempre ispirato simpatia e stima immediate, Alessandro Mendini sembra annunciare, dai molti ritratti che tutti i media riportano, con la grazia del sorriso e gli occhi curiosi che ti guardano attraverso i grandi occhiali, la sua scomparsa dalla scena del consesso umano, ma allo stesso tempo la sua immanenza attraverso gli oggetti, dai più piccoli che stanno nelle mani, ai più grandi che stanno nel paesaggio sotto forma di architettura. Oggetti sempre freschi, colorati, leggeri, che lui ha concepito e che hanno cambiato il mondo del progetto negli ultimi 50 anni, con serena saggezza ed impressionante lungimiranza. Imitato, ma inimitabile, Mendini ha fondato scuole e tendenze senza minimamente mai atteggiarsi a maestro, ma piuttosto essendo instancabile ricercatore di modi d’interpretare la realtà attraverso la composizione di forme, colori e funzioni, sempre nuovi ed esaltanti. Ha fatto in modo che gli oggetti che vediamo ogni giorno, che popolano le nostre case ed il nostro ambiente, ci strappino un sorriso quand’anche non sorridano pure loro e siano anche nostri amici, ma in maniera colta e mai banale, mai per semplice apparenza, che fosse un cavatappi o un macina-pepe.

Rispondendo alla domanda cosa avrebbe fatto se non il designer, disse di se stesso che sarebbe stato un perfetto pentito, essendo ancora oggi fatto di «aria, colore e ripensamenti». È il pensiero, infatti, che gli permette di spaziare dall’architettura al disegno industriale, che non sono discipline separate ma il campo di azione di una capacità altissima mossa da una voglia irrefrenabile di disegnare il nostro mondo. Ricordato dai compagni di corso al Politecnico di Milano come disegnatore straordinario, era stato direttore di provata capacità da «Casabella», a «Modo», a «Domus»: ogni rivista prosperava nelle sue mani ed apriva inedite porte sul mondo del progetto.

Aveva la capacità di scherzare rimanendo serio su tutto. In una famosa foto scattata da Gianni Berengo Gardin per Alessi, dall’alto della sua minuta corporatura, con una tuta da operaio, in compagnia di Achille Castiglioni, Aldo Rossi, Enzo Mari e sotto gli occhi di Alberto Alessi, il nostro gigante del progetto sembra affermare che una cosa terribilmente seria come il design si possa affrontare con il sorriso di generazioni inimitabili che hanno fondato e segnato la nostra cultura.

È tale la forza della sua lunga e proficua vita che ci spinge a tentare di dare una risposta alla più difficile delle domande: dove sarà ora Sandro Mendini, cosa farà? Ci piace pensare che stia disegnando nello spazio del cielo un arcobaleno meraviglioso, fatto da colori mai visti prima.

 

Alessandro Mendini: biografia e pubblicazioni
(fonte: sito Atelier Mendini)

Milanese, ha diretto le riviste «Casabella», «Modo» e «Domus». Sul suo lavoro e su quello compiuto con lo studio Alchimia sono uscite monografie in varie lingue. Realizza oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture. Collabora con compagnie internazionali come Alessi, Bisazza, Philips, Cartier, Swatch, Hermés, Venini ed é consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente, per l’impostazione dei loro problemi di immagine e di design. È membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme ed è professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou Academy of fine Arts in Cina. Nel 1979 e nel 1981 gli è stato attribuito il Compasso d’oro per il design, è “Chevalier des Arts et des Lettres” in Francia, ha ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano e all’Ecole normale supérieure de Cachan in Francia. È stato professore di design alla Hochschule für Angewandte Kunst a Vienna. Suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private. Nel 1989 ha aperto assieme al fratello, architetto Francesco, l’Atelier Mendini a Milano, progettando le fabbriche Alessi a Omegna, la nuova piscina olimpionica a Trieste, alcune stazioni di metropolitana e il restauro della Villa Comunale a Napoli; il Byblos Art Hotel-Villa Amistà a Verona, i nuovi uffici di Trend Group a Vicenza; una torre ad Hiroshima (Giappone); il Museo di Groningen (Olanda); un quartiere a Lugano (Svizzera); il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach (Germania); il Museo della ceramica e il Complesso fieristico a Incheon (Corea del Sud), oltre ad altri edifici in Europa e Stati Uniti.

 

Peasaggio casalingo, Editoriale Domus, Milano 1979 – IDZ, Berlino 1981
Architettura addio, Shakespeare 1 Company, Milano 1981
Cibi e Riti, records of planning seminar held at the IDZ, Berlino 1981
Casa per Giulietta, Bianca & Volta Editori, Bologna 1982
Conseguenze inpreviste arte moda design (con Alchimia), Electa, Firenze 1983
Progetto infelice, RDE, Milano 1983
Alessandro Mendini, Prodomo, Vienna 1985
Frammenti banali (con Roberto Remi), Petruzzi, Città di Castello, 1985
Ollo. Rivista senza messaggio (con Alchimia), Giancarlo Politi Editore, Milano 1988; L’Archivolto, Milano 1990
Existenz Maximum, Tipolito Press, Firenze 1990
La poltrona di Proust, Tranchida Editori, Milano 1991
100% Make up. La fabbrica estetica (contributi di A. Alessi, G. Celant, A. Magnin, F. Morace, E. Pirella), Alessi -Tendenze, Crusinallo 1992
La fabbrica estetica. La dernière génération du design italien création, humanité, engagement, ICE- Assarredo, Milano 1993
Museum Market, Design Gallery Milano 1993
33 Mirrors, Quaderni Piccola Scuola, nc edizioni, Milano 1993
Mesacem. Appunti per un progetto culturale, Quaderni Aldebaran N.3, Mesacem, Milano1994
Easy Home, Memphis Milano 1995
Mastrangelo – Milan Furniture, Mastrangelo, Milano 1996
International design Yearbook 1996 (coordinamento di C. L. Morgan), Laurence King, London 1996 (ed. inglese); Bangert Verlag, München 1996 (ed. tedesca)
Artinmosaico. La collezione Bisazza, con interventi critici di Achille Bonito Oliva, Piero Bisazza, Skira Editore, Milano, 1996Miraggi, 2001
Tea & CoffeeTowers, Electa, Italia 2003
Scritti, (a cura di L. Parmesani), Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea- Skira, Italia, 2004
Pulviscoli. Disegni e parole di Alessandro Mendini, (a cura di S. Annicchiarico), La Triennale di Milano – Charta, Italia, 2005
Art of Italian design, Megaron Plus, Atene, Grecia, 2005
Quali cose siamo (catalogo della mostra), Triennale Design Museum, Mondadori Electa, 2010
«Domus», Editoriali dal n.935 al n.945 (aprile 2010-marzo 2011)

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