Ri_visitati. La Défense 60 anni dopo

by • 20 Novembre 2018 • Città e Territorio, Mosaico1486

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La Défense, il quartiere degli affari situato ad Ovest di Parigi, celebra i 60 anni dalla fondazione, nel tentativo d’imporsi come luogo di sperimentazione urbana

 

Il passato

L’ente pubblico di sviluppo della Défense venne fondato nel 1958 nel contesto di un tentativo dello Stato francese di dedicare, alle porte di Parigi, uno spazio in cui convergessero i grandi gruppi del capitalismo transalpino e internazionale e l’apparato ministeriale di pianificazione del territorio. La forma del quartiere, letteralmente posto al di sopra della geografia municipale esistente (Courbevoie, Puteaux e Nanterre) con un suolo artificiale di 31 ettari, deriva ampiamente di questa configurazione iniziale.

Quando cominciarono i lavori della Défense, già c’era il CNIT, il grande centro di congressi costruito nel 1956 (progetto di Bernard Zehrfuss, Robert Camelot e Jean de Mailly). Vennero poi negli anni ’60 le prime torri: Esso (Gréber e Lathrop Douglass) e Nobel (Jean Prouvé e Robert Giudici), la cui altezza era limitata a 100 m. Negli anni ’70 le torri potevano arrivare a 184 m, come la torre FIAT (1974, Skidmore, Owings & Merrill). Ma già in questo decennio la Défense conobbe una grave crisi. Decolonizzazione, fine dell’ottimismo aziendale degli anni del boom post-bellico, crisi del settore petrolifero, deindustrializzazione e ritardi nello sviluppo dell’economia terziaria: il rallentamento della Défense era simbolo di quello della Francia in generale. La salvezza venne allora dalla diversificazione funzionale, con l’apertura nei primi anni ’80 di un immenso centro commerciale. Così, grazie alla redenzione resa possibile dal consumismo, la Défense raggiunse la soglia dei 100.000 posti di lavoro, oggi quasi raddoppiati dopo una nuova fase di espansione. Nel 1989, con la costruzione della Grande Arche (Johan von Spreckelsen) in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese, la Défense prese posto nella grande prospettiva monumentale parigina che parte dal Louvre e passa per l’Arco di trionfo. Altre torri furono costruite, e quelle della prima generazione furono o sostituite o ristrutturate.

 

Il presente

Ma la vera sfida, negli anni 2000, riguardò la negoziazione, con la Municipalità storicamente comunista di Nanterre, l’estensione della Défense oltre la Grande Arche, fino alla Senna. Ne risultò il progetto Seine-Arche: altri uffici, ma anche un terzo di edilizia sociale e un grande parco urbano. In seguito a questa fase, ma anche alla sempre minore accettabilità politica in Francia di un’urbanistica di enclave burocratica nella quale le collettività locali erano sottomesse al potere dello stato centrale, la governance della Défense si è progressivamente modificata. Nel 2009, la gestione degli spazi pubblici passa alla società Defacto, nella quale sono rappresentate le collettività locali. Nel 2018, dopo altre battaglie politiche e giuridiche, i comuni ottengono gran parte del controllo sulla governance della Défense, con la costituzione di una nuova struttura che raggruppa l’ente statale e quello controllato dalle collettività locali. Nel contesto del clientelismo politico locale e dell’affarismo delle élite che controllano storicamente il dipartimento Hauts-de-Seine e la maggior parte dei suoi comuni, roccaforti della destra moderata, questo mutamento non manca però di aprire nuove questioni. Oggi la Défense conosce una nuova fase di crescita. Sono in costruzione una decina di torri, tra le quali la torre The Link (244 m, progetto Philippe Chiambaretta) e la torre Hekla (220 m, Jean Nouvel). Con l’arrivo previsto delle nuove linee ferroviarie del Grand Paris Express, l’ente della Défense ha anche firmato un nuovo accordo col Comune di Nanterre per la trasformazione del quartiere di Les Groues.

 

Il futuro

Il sessantesimo anniversario è l’occasione per riflettere sulla necessità di ripensare l’impianto urbano originario alla luce dei cambiamenti recenti dell’economia, del rapporto tra stato centrale e amministrazioni locali e di quello tra spazi del lavoro e urbanità. Per la Défense nel suo insieme, la sfida, oggi, è anche quella di adattare le forme di organizzazione e di localizzazione del lavoro ai nuovi modi di pensare il rapporto tra azienda e dipendenti, tra spazi lavorativi e spazi di ricreazione che stanno diventando principi chiave dell’economia e della società contemporanea. Nuova economia, coworking, ruolo del verde, fine del posto di lavoro individuale, mutamenti del salariato, invenzione di nuovi usi per gli spazi ipogei: la Défense si vuole ormai presentare come un luogo di sperimentazione urbana. Al di là della difficoltà di offrire spazi (e canoni d’affitto) adatti alle start up nelle torri della Défense, resta però anche l’inerzia non solo della forma urbana originaria, ma anche quella di processi decisionali ancora profondamente legati alle sfere della tecnocrazia e del clientelismo politico.

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