Fendi + Nouvel a Roma = palazzo Rhinoceros

by • 11 ottobre 2018 • Mosaico, Patrimonio, Progetti3017

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Nell’area del Velabro inaugurato dopo un intervento di recupero uno spazio d’incontro per arte, architettura, design e restauro

 

ROMA. Dal 12 ottobre la capitale dispone di un luogo dove arte, architettura, design e restauro trovano una sintesi felice e inaspettata. Qui una mecenate proveniente dal mondo della moda, Alda Fendi, uno degli architetti più riconosciuti internazionalmente, Jean Nouvel, e un poliedrico direttore artistico, Raffaele Curi, si incontrano – e scontrano – per dare vita a un esperimento unico per la realtà capitolina. Nell’area del Velabro – dove si dice sia stata trovata la cesta con Romolo e Remo – a due passi dalla Bocca della Verità e a ridosso dell’Arco di Giano, palazzo Rhinoceros ospiterà attività espositive, negozi d’arte e 24 appartamenti aperti ad artisti ma anche a chiunque voglia vivere questo spazio.

L’idea parte dalla Fondazione Alda Fendi Esperimenti che dal 2001 è attiva con progetti per la città di Roma. Tutto comincia con la riqualificazione dell’area che comprende il recupero e la ristrutturazione di un complesso di tre edifici per un totale di 3.500 mq. L’idea era di avere un unico luogo dedicato all’arte, motore di creatività e cultura per produrre esperimenti in assoluta libertà. Un sogno portato avanti da Alda Fendi con risorse economiche private.

L’Atelier Jean Nouvel comincia i primi studi nel 2011. I tre edifici – del più antico dei quali si hanno attestazioni a partire dalla seconda metà del Seicento – che verranno poi uniti internamente in un unico corpo, erano a vocazione residenziale con una grande varietà di linguaggi. «Rivisitare il palazzo voleva anche dire giocare con tutte le differenze e le caratteristiche interne per creare 24 appartamenti tutti unici», spiega Nouvel. All’interno infatti ogni appartamento è un progetto a se stante dove spesso le tracce del passato, come pavimenti e rivestimenti, vengono mantenute ed enfatizzate. È il caso delle stampe sulle imposte delle finestre che mostrano frammenti degli appartamenti prima del progetto, dei trompe-l’oeuil che creano stimolanti corto circuiti.

All’esterno la facciata è stata oggetto di un restauro conservativo attento e delicato, nel totale rispetto della preesistenza e dell’area, come ci racconta Livia Tani, local architect di Nouvel in Italia. «Sulle facciate abbiamo conservato tutto ciò che poteva testimoniare il passaggio del tempo… per mettere meglio in evidenza le differenti stratificazioni, per permettere la scoperta di un palazzo che ha smesso di invecchiare» chiarisce Nouvel che sottolinea come «costruire a Roma sia difficile. L’architetto è logicamente obbligato a rispettare la gerarchia delle architetture storiche, siamo dunque obbligati a una grande sobrietà».

Dopo 24 mesi di cantiere palazzo Rhinoceros apre al pubblico con una programmazione che per il primo anno declinerà il tema del rinoceronte nelle arti visive e performative. Come sempre accade però, soprattutto a Roma, sarà la gestione di questo spazio a fare la vera differenza. Perché il rischio è che una visione esemplare e coraggiosa si riduca a un’operazione speculativa più simile a quella di un esclusivo boutique hotel nel centro di Roma che a una città dell’arte.

Fondazione Alda Fendi – Esperimenti

Oggi Alda Fendi promuove con un atto di mecenatismo la valorizzazione dell’area del Foro Boario e ha incaricato Vittorio e Francesca Storaro di realizzare l’illuminazione permanente dell’Arco di Giano. La riqualificazione dell’area sponsorizzata da Fendi comprende anche la costruzione di una cabina elettrica Acea per tutta la zona, regalata alla città di Roma, il rifacimento e la manutenzione del tratto di strada via dei Cerchi – via del Velabro e la valorizzazione dell’area all’interno della cancellata dell’Arco di Giano.

Creata da Alda Fendi, con le figlie Giovanna e Alessia Caruso Fendi, la Fondazione ha nel suo nome la sperimentazione: gli Esperimenti sono la sua anima, una continua sfida ad andare oltre i confini canonici tra le discipline: arte, teatro, letteratura, musica, performance, con la scelta di rendere l’accesso libero e gratuito. Al primo Esperimento, lo scavo dell’abside della Basilica Ulpia,  si susseguono undici anni di performance, con la partecipazione, tra gli altri, di Vincent Gallo, Roberto Bolle, Dominique Sanda, Angélique Kidjo e Cecilia Bartoli. Dall’antichità al contemporaneo, con incursioni alla Festa del Cinema di Roma, alla Peggy Guggenheim Collection e alla Biennale di Venezia con il Laboratorio internazionale di teatro e la partecipazione alla 54. Esposizione internazionale d’Arte.

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