Apple store a Milano: spazio pubblico ipogeo e accogliente

by • 25 luglio 2018 • Mosaico, Progetti2993

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Visita al nuovo Apple store firmato da Foster + Partners nei locali dell’ex cinema Apollo: tra scalinate e fontane, piazza del Liberty torna a nuova vita

 

MILANO. C’erano una volta, lungo il tracciato che da corso Vittorio Emanuele conduce verso piazza San Babila, molte sale cinema sotterranee realizzate nel dopoguerra sfruttando le voragini lasciate dalle bombe. Tra queste nel 1959 sorgevano quelle del cinema Apollo all’interno della torre costruita nel 1957 da Erminio ed Ermenegildo Soncini e che sotto piazza del Liberty aveva appunto le uscite di sicurezza ed un parcheggio. Ma i tempi cambiano e…

“Cosa farai domani Milano?” è la domanda che ha aperto ieri, martedì 24 luglio, l’anteprima stampa del primo flagship store Apple in Italia nella centralissima piazza del Liberty sfruttando appunto la superficie interrata dell’ex cinema Apollo. Il colosso di Cupertino voleva uno spazio in pieno centro, come molte altre multinazionali, e dopo una ricerca di anni, l’ha trovato: una bellissima piazza per anni poco vissuta, rilastricata più volte e che mai ha visto un vero progetto definitivo, forse anche per questioni legate alla proprietà dei suoli.

Il nuovo store ipogeo, progettato in stretta collaborazione tra Apple e Foster + Partners, ha l’ambizione di essere non solo un negozio ma soprattutto un nuovo parterre per la città con una grande scalinata pubblica che conduce all’interno e che farà da anfiteatro all’aperto per spettacoli, eventi e proiezioni, quasi a non voler dimenticare l’originaria destinazione d’uso.

Il progetto, come ci ha raccontato Stefan Behling (senior executive partner dello studio di Norman Foster) è anche il risultato del proficuo dialogo con il Comune e la Soprintendenza. Con molto entusiasmo, Behling ci ha anche ricordato che l’Italia è la patria della “Dolce vita”; impossibile quindi non pensare al binomio “cinema e acqua”.

Infatti si accede allo store anche attraverso il grande e suggestivo parallelepipedo di vetro che diventa fontana, per affermare ancora di più il suo ruolo di luogo pubblico. Getti d’acqua che s’innalzano per quasi otto metri e che, scendendo lungo la scala in pietra e metallo, danno la sensazione di camminare attraverso due pareti di acqua. Nella piazza inferiore la fontana è costituita invece da un velo d’acqua che dà l’impressione che questa provenga invece dal bacino superiore.

Quindi, nessun “cubone impattante”, a dispetto di quanto forse si aspettava qualcuno; anzi, anche la ricerca dei materiali è stata attenta utilizzando, sia per la piazza che per gli interni del negozio (pavimenti e rivestimenti) solo beola grigia locale per un totale di circa 3.500 mq di pietra.

Un progetto pensato proprio per Milano, che viene vista come una città ricca di storia, spettacolo e creatività; uno spazio dove chiunque possa essere ispirato, imparare, creare. Infatti, da settembre ospiterà la Milan Series, in cui 21  artisti locali condivideranno la loro visione sul futuro creativo del capoluogo lombardo.

Molti sono già pronti a far polemica aspettando incidenti sulle scalinate e problemi con l’acqua (Milano non ha molta fortuna con le fontane), ma ciò che conta è l’aver finalmente restituito uno spazio importante nel centro storico della città: non solo come spazio pubblico vivibile e non più semplice retro di negozi o passaggio, ma anche come occasione per restituire dignità ad importanti fatti architettonici come la torre di 12 piani dei fratelli Soncini, la facciata della Reale Mutua Assicurazioni (frutto del riposizionamento del prospetto liberty del Teatro di Milano distrutto dai bombardamenti) ed anche il vicinissimo edificio per uffici Ina in via San Paolo di Gio Ponti (1966).

“Cosa farai domani Milano?”… Speriamo continui a sorprenderci.

 

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