Ourém, eleganza e innovazione per una casa da sogno

by • 16 luglio 2018 • Progetti1457

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In Portogallo, un progetto dalle forti valenze iconiche firmato dall’architetto Filipe Saraiva

*** articolo sponsorizzato

A un’ora e mezza da Lisbona s’incontra Ourém, piccolo comune immerso nel verde della campagna portoghese: una località poco nota al turismo di massa, eppure affascinante e ricca di sorprese. Qui nel 2001 ha fondato il proprio studio di architettura Filipe Saraiva, 45 anni, il quale nel 2010 ha concepito l’idea di una villa che fosse il frutto della propria innovativa ricerca linguistica e tecnologica, particolarmente attenta ai temi della compatibilità ambientale. Nel progetto di quella che sarebbe diventata la sua abitazione, Saraiva ha pensato in primis a come unire le caratteristiche strutturali di un prefabbricato con le esigenze della moglie, Isabel Ribeiro, insegnante di 48 anni, e del figlio Manuel, 12 anni. Nel 2015 ha acquistato un vasto terreno del valore di circa 60.000 euro nei dintorni del centro abitato, dove poi è stata edificata la villa di 4.400 mq, con due ampie camere da letto, quattro bagni e un open space al piano terra.

Per costruire la struttura ci sono voluti sei mesi ed un investimento iniziale di 700.000 euro, a cui si sono aggiunti altri 300.000 euro per realizzare la piscina al coperto, il recupero di una vecchia fattoria adiacente e altri interventi minori.

La dimora presenta una sezione archetipica quanto iconica, con copertura a due falde e dettagli curati ma ridotti all’essenziale. L’involucro è costituito da lastre di cemento lavorate con pigmento nero. Il risultato finale è una superficie scura e brillante, che ricorda l’acciaio. Il manufatto presenta un eccellente orientamento che consente, dalle finestre, di traguardare il castello medievale del villaggio. La struttura è immersa nel verde, con un arioso cortile circondato da alberi di ulivo e da un fertile terreno agricolo. La luce, abbondante ma soffusa, è protagonista nel passaggio dall’esterno agli interni, contrassegnati – come tutto l’insieme – da particolare eleganza e sobrietà. L’atrio, ad esempio, grazie ai serramenti traslucidi, modula la luce naturale del sole. Le partizioni nel soggiorno e nella sala da pranzo sono spoglie, senza quadri o altre appariscenti decorazioni, mentre la cucina presenta superfici in marmo di Carrara e pannelli in noce. Allo stesso modo, il garage, per quattro posti auto (l’architetto ne è un appassionato), è uno spazio rigoroso e altrettanto curato, caratterizzato da un portone sezionale grigio.

Un intervento esemplare, sorta di reinterpretazione dell’idea stessa di prefabbricazione, con richiami a maestri come Jean Prouvé per la perizia costruttiva e Achille Castiglioni per il gusto degli interni.

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