IDD 2018: gli ambasciatori del design italiano nel mondo

by • 21 marzo 2018 • Design1455

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Riportiamo le mission di 10 noti ambasciatori in giro per il mondo per darvi un’idea del ricco mosaico che ha contraddistinto l’Italian Design Day 2018

Due marzo duemiladiciotto: arrivato il fatidico giorno, 100 ambasciatori sono partiti per raggiungere 100 città nel mondo e diffondere il verbo del Design Italiano nell’orbe terracqueo. Come già ricordato da queste colonne La Giornata del Design Italiano nel Mondo, progetto di promozione a livello internazionale delle eccellenze del design italiano organizzato dalla Farnesina in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, la Triennale di Milano, ICE Agenzia, il Salone del Mobile di Milano, l’Associazione per il Disegno Industriale, la Fondazione Compasso d’Oro e la Fondazione Altagamma, è dedicata al rapporto tra design e sostenibilità sulla scia del tema della prossima XXII Triennale ed è giunta alla sua seconda edizione. Un‘operazione sicuramente positiva e stimolante, ma che necessita di una programmazione e di una  sistematizzazione che ne possano mettere a frutto i risultati oggi troppo dipendenti dall’improvvisazione del momento demandata ai pur eccezionali protagonisti dell’operazione. In particolare il follow up in ogni singolo paese appare il momento più difficile, ma anche il più promettente, di questa azione oggi fatta più col cuore che col metodo. Ogni missione è una storia a sé, ogni paese una realtà con le proprie regole e le proprie possibilità e prospettive, ogni ambasciatore porta con sé una visione ed una personalità. Per restituire questa dimensione abbiamo chiesto, a dieci di loro, noi compresi, di inviarci una riflessione ed un’immagine in modo da poter dare un’idea del ricco mosaico che ha contraddistinto l’Italian Design Day 2018.

Fulvio Irace

Istituto Italiano di Cultura di Lima, Perù

Disegno para todos

Una lezione per interpretare il tema della XXII Triennale Broken Nature attraverso una serie di mostre tenuto presso la Triennale a partire dal QT8, passando per la Casa per tutti del 2007 e arrivando a Made in Slum del 2014 e con l’esempio dell’autoprogettazione di Enzo Mari (1973 Manuale della progettazione) con la quale cedeva i diritti di sfruttamento a dei giovani africani. Il design esce dalle vetrine e va nella strada.


Marva Griffin con Luisa Collina

Università di Montreal, Canada

L’Italian Design Day a cui ho partecipato come Ambasciatrice insieme all’Architetto Luisa Collina, Direttrice della Scuola del Design del Politecnico di Milano, si è svolto all’Anfiteatro 1120 dell’Università di Montreal, “Ville UNESCO de Design”, ed ha visto tra il pubblico la presenza di architetti, designer, imprenditori e professionisti del settore del Design e dell’Architettura, con grande interesse verso il design italiano. Inoltre, ho potuto presentare il MANIFESTO del Salone del Mobile.Milano e le iniziative che si terranno dal 17 al 22 Aprile.


Marco Romanelli

Liceo Artistico italo-svizzero, Zurigo, Svizzera

Broken Nature – Design Takes on Human Survival”: varie possono essere le interpretazioni del titolo della prossima Triennale di Milano, la XXII nel 2019. Personalmente propendo per un concetto di “sostenibilità estetica” ovvero una progettazione tesa a creare oggetti senz’altro rispettosi di principi ecologici (questo dovrebbe essere un dato di fatto da non portare più alla discussione), ma soprattutto capaci di durare nel tempo: una vita, o meglio più di una vita. Ecco allora che si passerebbe dall’economia del consumo all’economia dell’uso: quale miglior riciclo del “non riciclo”? Inoltre, visto che si è voluto tirare in ballo la natura, credo che dalla natura possa discendere soprattutto una lezione di bellezza: la bellezza è la prima funzione. Da sempre la natura “usa” la bellezza. Un preciso insegnamento per il mondo del progetto: solo la bellezza potrà salvare il mondo e il nostro ruolo di designer deve sempre più essere quello di trasformare l’estetica in etica.


Elena Santi

Istituto Italiano di Cultura, Praga, Repubblica Ceca

«Una ventata di freschezza, un incubatore di talenti per la crescita imprenditoriale nel campo del design», in questi termini si è espresso l’Ambasciatore Amati a Praga aprendo la mostra di OpenDesignItalia.

 

 


Massimo Roj

Istituto Italiano di Cultura, Pechino, Cina

Massimo Roj ha chiuso così il suo discorso: «È stata questa una esperienza intensa ed incredibile condivisa con le altre ambasciate italiane nel mondo al fine di promuovere sempre meglio il nostro Design. Citando il nostro ambasciatore in Cina: l’Italia non produce il Design, l’Italia è il Design».


Massimo Iosa Ghini

Istituto Italiano di Cultura, Londra, Gran Bretagna

La bellezza della sostenibilità

Nella mia conferenza ho fatto vedere vedere i vari progetti frutto di questa idea umanistica del progetto attento alle esigenze tecniche, ma anche culturali dell’uomo in una prospezione umanistica dell’operare progettuale, tipico della tradizione del Made in Italy che sa, vuole e forse tende a coniugare le tecniche del risparmio energetico e della integrazione all’ambiente senza perdere di vista l’idea che si può esprimere una opinione estetica, un carattere, uno stile.


Matteo Vercelloni

Osaka, Giappone

La conferenza di Osaka illustra tramite una serie di esempi storici e di ‘ritratti’ di ‘giovani’ designer italiani particolarmente attenti a queste tematiche (Massimiliano Adami, Paolo Ulian, Lorenzo Damiani, Forma Fantasma) e attraverso due cases study significativi (la collezione Briccole veneziane e Barrique di Riva 1920), sino ad una lezione che ci arriva dal Giappone tramite i lavori washi e urushi di Toshiyuki Kita (design giapponese ma anche un pò italiano), come il design possa attivarsi e rispondere in modo certo non risolutivo, ma sostanziale e poetico, alle complesse tematiche dell’emergenza ambientale.

Un Design Sostenibile, letto attraverso alcune espressioni e suggerimenti del progetto italiano.


Davide Rampello

IED Rio de Janeiro/San Paolo, Brasile

Alle Origini del Design Italiano

Indagare sulle reali origini del design italiano vuol dire approfondire il senso profondo della “Cultura di Progetto” rendendosi conto che declinando il Design si addiviene ad una visione del mondo, ad una interpretazione della vita perché tutto è Cultura di Progetto.


Lorenzo Matteoli

Institute for Architectural Culture Wengzhou/Tongji University Shanghai, Cina

Le politiche sostenibili sono oggi un tema centrale sia nell’azione dei governi, sia nelle scelte del settore privato e l’Italia, leader mondiale nel settore del Design, intende presentare idee, progetti e soluzioni di qualità, promuovendo un dibattito internazionale su uomo e natura.

 

 


Alessandro Colombo

Istituto Italiano di Cultura, Jakarta, Indonesia

Turismo e sostenibilità, binomio impossibile o motore di sviluppo e di diffusione della cultura? Italia ed Indonesia a confronto su un tema per il quale la cultura di progetto italiana può dare soluzioni colte e sostenibili anche per i grandi numeri.

 

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