Cittadella della Giustizia civile a Roma, dov’è il progetto?

by • 6 marzo 2018 • Città e Territorio, Forum2124

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera in merito al riuso delle caserme di viale delle Milizie nell’ambito della realizzazione del polo giudiziario della capitale

 

L’Agenzia del Demanio lo aveva annunciato sul suo sito già nell’aprile dello scorso anno: “Con il trasferimento della caserma Manara al Ministero della Giustizia si completa il progetto del polo giudiziario della Capitale”. E cos’è questo progetto? Il Demanio lo spiega nella categoria “Razionalizzazioni e Federal Building” con toni entusiastici: la caserma Manara (nella foto a fianco), insieme all’ex caserma Nazario Sauro e alla caserma Cavour costituiranno la Cittadella della Giustizia civile della Capitale, ospitando le cancellerie civili e del lavoro della Corte d’Appello. Il Federal Building troverà la sua sede naturale in un unico complesso costituito dai tre edifici etc etc. Ed effettivamente il 7 marzo 2018 scade il termine per la partecipazione alla gara di appalto per l’affidamento dei “Lavori indifferibili urgenti per la funzionalizzazione dell’edificio demaniale” per un primo stralcio di oltre 18 milioni.

Del recupero delle caserme di viale delle Milizie si parla da tempo immemore. Costituiscono infatti un patrimonio pubblico molto significativo in posizione nodale per il quartiere Prati e per la città tutta. Il Piano regolatore di Roma ne tiene conto ed istituisce un ambito di valorizzazione, l’ambito C2 caserme viale Giulio Cesare – viale delle Milizie, con gli obiettivi, fra l’altro, della riqualificazione delle corti interne e la creazione di un sistema di piazze pedonali connesse ad una rete a fruizione pedonale, e con l’introduzione di servizi di quartiere e attività commerciali ai piani terra. In ogni caso, non può sfuggire come un progetto di razionalizzazione delle sedi della città amministrativa sia centrale per definire il futuro della capitale. E invece il tema sparisce dal dibattito per ripresentarsi come fatto compiuto, con lavori che prendono il binario dell’eccezionalità (indifferibili e urgenti) per dare sollievo all’ingorgo del tribunale di piazzale Clodio.

Ma cos’è questa Cittadella della Giustizia civile della Capitale? Affronterà in maniera organica il tema del distretto della giustizia amministrativa, dispersa in tante sedi in tutto il quartiere? I precedenti non sono confortanti: pochi luoghi raggiungono lo squallore dei tribunali già insediati nelle caserme; pochi uffici riescono ad essere più inospitali di quelli infilati fra viale Giulio Cesare e viale delle Milizie. E aggiungere un isolato di uffici non sembra garantire la qualità dell’operazione.

Eppure ormai funziona così. La Cittadella della Giustizia va nelle caserme, così come il Ministero della Salute acquista un edificio all’Eur o RFI realizza il parcheggione sopra i binari di Termini. E allora, chi prende queste decisioni? È evidente che l’Agenzia del Demanio non abbia le caratteristiche per governare il cambiamento delle nostre città. E il sindaco, l’assessore all’Urbanistica ne sanno qualcosa? Si sono accorti di questo importantissimo progetto del Ministero della Giustizia? Qualcuno ha rivendicato il diritto (verrebbe da dire la responsabilità) di dare forma al disegno complessivo della città pubblica?

Roma è in evidente crisi di ruolo. E non si capisce da dove si pensi di ripartire se si escludono programmaticamente queste occasioni.

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