Ferrara, al MOF l’Urban center e l’Ordine degli architetti

by • 14 febbraio 2018 • Mosaico, Progetti4493

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Visita alla palazzina dell’ex Mercato ortofrutticolo Ferrara, restaurata e rifunzionalizzata in seguito al concorso vinto da qbatelier

 

FERRARA. Dal 23 marzo, l’Urban Center del Comune e l’Ordine degli architetti della Provincia saranno operativi presso la nuova sede nella palazzina ex MOF (Mercato ortofrutticolo Ferrara), inaugurata lo scorso 20 gennaio, dopo il completamento degli interventi di restauro e rifunzionalizzazione. Il progetto e i lavori, nella direzione artistica, sono stati seguiti dallo studio locale qbatelier (fondato nel 2012 da Filippo Govoni e Federico Orsini) e da Riccardo Russo (architetti tutti formatisi all’Università di Ferrara), incaricati a seguito di un concorso d’idee vinto nel marzo 2014.

La palazzina razionalista del 1937-38, realizzata da Carlo Savonuzzi, già dismessa negli anni ’90 e compromessa dal sisma del 2012, è un edificio identitario della città, riferimento nelle previsioni strategiche di rigenerazione urbana del centro storico e della darsena fluviale. Grazie ai finanziamenti europei per interventi post sisma, e per il suo valore storico architettonico, l’ipotesi del recupero si pone all’attenzione dell’Ordine degli Architetti, che si fa carico di finanziare il nuovo progetto e seguire l’iter di affidamento incarico, condividendo con il Comune di Ferrara, proprietario, il nuovo utilizzo.

L’intervento di restauro ha riguardato il miglioramento sismico, energetico e funzionale dell’immobile, sulla base di tre principi
essenziali: integrazione, valorizzazione e accessibilità. Il riferimento di vincolo storico-artistico ha portato a un dialogo costante con la Soprintendenza e alla formulazione di un progetto non invasivo. La palazzina, edificio a due piani con piccola torre, dalla struttura in setti e pilastri portanti in muratura e cemento armato, si mostrava gravemente compromessa in molte parti, in particolare nella torre dell’orologio divenuta pericolante. Si è così operato un miglioramento sismico del 60% delle strutture, anche in ragione della conversione dell’immobile in edificio di presidio, poiché destinato a ente pubblico di secondo grado. Sono stati effettuati consolidamenti alle murature. La torre e gli architravi delle aperture sono stati rivestivi interamente in fibre di carbonio; i pilastri al piano interrato consolidati con cerchiature metalliche; i solai irrigiditi all’intradosso con sistema a telaio perimetrale in profili metallici a “C” e croci di sant’Andrea; all’esterno, velette metalliche integrate alle modanature per recuperare tutti i profili architettonici originari del complesso. L’intervento all’intradosso dei solai è stato studiato integrando l’inserimento dell’impianto di climatizzazione con pompe di calore ad aria per il caldo e il freddo, da 30 KW, a garantire comfort termoigrometrico interno, insieme all’applicazione di un cappotto interno alle pareti perimetrali in Actis e alla sostituzione di tutti gli infissi con nuovi componenti in acciaio ad alta prestazione, che hanno portato l’immobile storico a una classe di consumo energetico B.

Un’integrazione che si è completata con l’inserimento di pareti attrezzate bifacciali a doppio uso, disegnate ad hoc per il contenimento funzionale dei corpi di climatizzazione e come arredo flessibile e modulare, al fine di coniugare le plurime necessità operative degli spazi ufficio privati dell’Ordine degli architetti al primo piano e gli ambienti pubblici dell’Urban Center a piano terra. La scelta è così diventata filo conduttore per declinare cornici delle porte interne, pareti temporanee divisorie e arredo, realizzati in legno scuro e vetro traslucido per poter leggere i nuovi inserimenti.

Accanto a tali interventi, concorrono in particolare alla valorizzazione della memoria dell’immobile altre scelte: il rispetto della tipologia edilizia; il recupero delle policrome pavimentazioni interne e dell’ardita scala; la pulitura di due affreschi dell’artista Cattabrighe raffiguranti scene di mercato presenti nella principale sala a piano terra; infine, in esterno, il ripristino della cromia originaria.

Essenziale lo studio dell’accessibilità, sviluppata su un doppio obiettivo: sia come vivibilità per tutti, sia per il rapporto interno-esterno di diretta connessione con lo spazio pubblico di corso Isonzo a nord e del comparto dell’Azienda trasporti comunali a sud. Così, se all’interno è stato inserito un ascensore, all’esterno nell’ingresso sud sono stati predisposti ampi gradini, affini tipologicamente all’edificio, con la presenza di una rampa, piccola piazza esterna vivibile come piano dalla lieve inclinazione, con funzione di connettore e accoglienza.

Un’accessibilità e integrazione fra pubblico e privato che, soprattutto negli aspetti immateriali, si è manifestata già durante il periodo di cantiere con tre azioni rivolte alla cittadinanza: la realizzazione di un telo di cantiere parlante, disegnato da un artista locale e raffigurante l’immobile nei nuovi usi ai diversi livelli; i disegni dei writers a decorare tutta la pannellatura perimetrale di cantiere; l’inserimento in essa di tre qr code che fornivano l’aggiornamento in tempo reale dell’avanzamento lavori e le informazioni sui soggetti promotori dell’intervento.

Ferrara città di concorsi

Le grandi criticità post sisma sono state per Ferrara opportunità di promuovere – attraverso due concorsi di progettazione i cui vincitori sono stati proclamati a fine gennaio – anche la riqualificazione del polo includente la Galleria d’arte moderna e contemporanea, il rinascimentale Palazzo dei Diamanti e il cinquecentesco Palazzo Massari con la Palazzina Cavalieri di Malta. Per l’ampliamento degli spazi espositivi di Palazzo dei Diamanti ha vinto la proposta del raggruppamento composto da 3TI progetti, Labics, Elisabetta Fabbri e Studio Vitruvio che prevede la realizzazione di un nuovo padiglione museale il quale collegherà le esistenti aree espositive connettendo le due ali dell’antico complesso edilizio. L’inserimento del nuovo spazio sarà all’interno del giardino e la sua trasparenza materica consentirà un’ampia relazione visiva e percettiva fra spazi abitati e naturali. Per il restauro e valorizzazione di Palazzo Massari e della Palazzina Cavalieri di Malta ha avuto la meglio lo studio ABDR Architetti Associati con Proger: a loro l’incarico per la riqualificazione architettonica e per un piccolo ampliamento a cerniera fra i due palazzi permettendone una migliore fruibilità, dopo la chiusura a causa d’inagibilità post sisma.

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