Ingvar Kamprad (1926-2018)

by • 30 gennaio 2018 • Design2036

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Breve ritratto del fondatore di IKEA; con i suoi prodotti di arredo ha cambiato la casa del XX secolo

Può un acronimo cambiare (in meglio) la vita di milioni di persone? Sì, se le prime lettere sono le iniziali del nome Ingvar Kamprad.

Si può fondare e gestire un impero commerciale con discrezione, senza clamore e guadagnare (e far guadagnare) una quantità enorme di denaro? Sì, se la vostra cultura è quella scandinava.

Kamprad, “fondatore di Ikea e uno dei più grandi imprenditori del XX secolo” come recita il profilo Instagram del gruppo che ha dato la notizia alle 11.39 del 28 gennaio, ha lasciato la sua laboriosa e proficua vita all’età di 91 anni. Personaggio dai tratti leggendari – da anni è entrata nel mito la sua vicenda di ragazzo che inizia vendendo i fiammiferi ai vicini e a 17 anni fonda il marchio che diventerà globale arrivando a fatturare oggi somme vicine ai 38 miliardi di euro, ma mantenendo pur sempre il suo stile di vita da avaro, ma anche filantropo – sintetizzò etica di vita e missione imprenditoriale nella frase “Se pratico il lusso, non posso predicare il risparmio”.

I come Ingvar, K come Kamprad, E come Elmtaryd, la fattoria d’infanzia, A come come Agunnaryd, il villaggio dal quale è partito: la storia di Mr Ikea è quella di un acronimo che ha cambiato la casa del XX secolo. Formidabili le intuizioni commerciali: il “pacco piatto” scoperto grazie alla designer del primo tavolino che non si riusciva a mettere in macchina e per questo fu realizzato con le gambe smontabili e ancora il montaggio affidato al cliente: «Tu fai la tua parte, noi facciamo la nostra e insieme risparmiamo».

Ma ciò che è più interessante e in fondo taciuto, è che questo signore, con la sua incredibile azienda composta oggi da 190.000 persone, ha portato l’idea del good design scandinavo, in fondo sempre appannaggio di pochi, a tutti, in tutto il mondo e a costi realmente accessibili. Un “diffusore di design low cost” diremmo oggi, ma che in sessant’anni dall’apertura del suo primo magazzino, a Älmhult in Svezia nel 1958, ha effettivamente contribuito in modo fondamentale e rivoluzionario a cambiare l’aspetto delle case di tutti e, quindi, a migliorare la qualità della vita nei cinque continenti nonostante, o proprio grazie, alle culture diverse che si sono potute comunque riconoscere nei prodotti e nello stile di vita proposto.

Una straordinaria carriera non priva di ombre: Kamprad era in verità di origine tedesca e le sue simpatie verso la parte non migliore della storia della Germania del XX secolo non gli hanno risparmiato critiche, così come le disinvolte pratiche in materia fiscale e occupazionale del gruppo. Situazioni imbarazzanti dalle quali si è sempre tratto d’impaccio scusandosi con una bella lettera ai dipendenti, come era uso fare. Oggi forse a scusarsi e a ringraziarlo dovremo essere noi, designer e architetti, che spesso guardiamo IKEA dall’alto in basso, ma che inevitabilmente, ci ritroviamo poi ad uscire dal più vicino magazzino con un bel pacco piatto da infilare in macchina e portare a casa.

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