Marco Tamaro: musica antica nel genius loci di San Teonisto

by • 4 gennaio 2018 • Interviste940

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Il direttore di Fondazione Benetton Studi Ricerche ci parla della prossima stagione concertistica, in rapporto con l’offerta culturale della città e come tassello di un circuito internazionale di ampio respiro

 

L’acquisizione, la scelta della destinazione d’uso, la programmazione concertistica anche e soprattutto in rapporto con l’offerta culturale della città. La Fondazione Benetton Studi Ricerche  sarà responsabile della futura gestione di San Teonisto. Il suo direttore, Marco Tamaro, ci anticipa alcuni celebri nomi che caratterizzeranno la prossima stagione auspicando che questo nuovo spazio diventi tassello fondamentale di un circuito d’ampio respiro. Un punto di riferimento internazionale per la musica antica ma non solo.

 

La destinazione d’uso ad auditorium era sin dall’inizio nei vostri intenti o avevate pensato anche ad altre possibili scelte?

L’intera operazione va in porto in seguito all’acquisto del bene da parte del signor Luciano Benetton che l’ha poi donato alla Fondazione affinché la chiesa venisse così valorizzata e aperta alla fruizione pubblica. Tra le prime idee c’era l’uso museale, poi si è fatta strada quella di realizzare un luogo che potesse accogliere diversi tipi di eventi culturali scegliendo una programmazione adatta, così come previsto anche negli atti della Direzione Regionale dei Musei. Si tratta, dopotutto, di una scelta quasi naturale: stiamo parlando di un bene che, seppur sconsacrato, mantiene tutte le caratteristiche d’un edificio di culto, peraltro adiacente all’attuale seminario vescovile. Un simile luogo racchiude in sé un genius loci. Una chiesa restaurata inserita in un contesto religioso con opere d’arte ricollocate dopo decenni di assenza, per sua stessa natura si presta alla fruizione culturale. Sarà dunque possibile la destinazione per esposizioni (grazie al sistema delle tribune a scomparsa l’aula può rimanere completamente sgombra), per convegni o per concerti. L’attuale programma musicale è nato due anni fa appositamente per essere ospitato nella chiesa.

 

Com’è stata costruita la programmazione culturale? Durante la conferenza stampa inaugurale faceva riferimento anche a possibili contributi esterni…

Ritengo che i contributi esterni siano necessari. La chiesa è un luogo della Fondazione che viene inserito nel circuito culturale della città di Treviso e non solo: contiamo abbia un respiro più importante. Siamo convinti che altri saranno interessati all’utilizzo del luogo per eventi culturali di livello. Abbiamo difatti già ricevuto richieste per eventi culturali organizzati da privati. Ciò permette anche un abbattimento dei costi di gestione che per luoghi del genere sono sempre rilevanti.

 

Può già anticiparci una parte del calendario concertistico?

Siamo partiti con il progetto “Musica antica in Casa Cozzi”, così denominato perché trova il suo “pensatoio” nella casa di campagna donata alla Fondazione dal Professor Gaetano Cozzi e destinata alla ricerca nel campo della musica. Dopo anni di sperimentazione e concerti tenuti altrove, ora il nostro progetto troverà la sua ideale sede di esecuzione. Quest’anno abbiamo costruito un programma  dedicato alla geografia della musica antica, con repertori non solo centro europei e italiani bensì anche di scala più ampia. Il 12 dicembre scorso abbiamo già tenuto in San Teonisto un concerto di musica vocale a cappella con un ensemble strepitoso di giovani inglesi e proveniente da Londra: Apollo 5. Seguirà l’appuntamento del 21 gennaio con l’Ensemble Maraghi. Il 16 aprile sarà il momento di Jordi Savall: il Maestro è ricercatissimo e in tal caso forse i 300 posti della chiesa saranno stretti. Contiamo che San Teonisto sia destinato a diventare un punto di riferimento internazionale.

 

State pensando anche ad un utilizzo non legato all’attività concertistica?

Per ora pensiamo principalmente a concerti e soprattutto con forte componente vocale. Per le esposizioni siamo ancora in una fase di verifica. Le 19 opere originarie e oggi appartenenti alle collezioni civiche sono appena state ricollocate e stiamo mettendo a punto una serie di ultimi accorgimenti tecnici per l’acustica del parlato. Per la musica vocale invece la resa è già strepitosa. Certo che, in tempi nei quali si fa un gran parlare di economia della cultura, di investimenti in cultura e di bonus di natura fiscale, l’attuale intervento diventa un esempio che costituisce un apporto significativo. Peraltro Treviso si è appena candidata a Capitale italiana della Cultura 2020 e io sono stato invitato a ricoprire la presidenza del comitato scientifico del progetto di candidatura. San Teonisto in questa prospettiva può diventare un tassello importante nella continuità dell’offerta. L’auspicio del nostro Presidente è che la collettività possa fruire il più possibile di questo luogo: siamo da sempre convinti che la promozione della cultura sia fondamentale per lo sviluppo di una comunità matura, cosciente e responsabile. Sono cose che molti dicono… non è poi così scontato che altrettanti le facciano.

 

Immagine di copertina: © Nicoletta Boraso

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