Se 22.621 centri storici vi sembran poco

by • 10 ottobre 2017 • Mosaico, Reviews3063

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Alla Triennale di Milano la mostra “Il Bel Paese. Un progetto per 22.621 centri storici”, a cura di Benno Albrecht e Anna Magrin, indaga un tema da tempo trascurato

 

MILANO. Nel 2012 la mostra “L’architettura del Mondo” ci aveva raccontato di infrastrutture, nuovi paesaggi, territori e città. Dopo molti anni, sempre alla Triennale, riprende il dibattito sul nostro Bel Paese con un’importante ricerca che ha indagato il trascurato tema dei centri storici, attraverso un confronto fra tessuti urbani eterogenei. 22.621, per l’esattezza, sono i centri presi in esame, perché questo non è un tema esaurito ma, al contrario, c’è la necessità di valorizzare il ricco patrimonio che abbiamo a disposizione studiandone le vicende e le trasformazioni e, non ultimo, partire dall’attuale sviluppo urbano per rileggere le ricerche passate.

La mostra, divisa in sezioni, racconta le evoluzioni di alcuni dei 22.621 centri attraverso video, carte geografiche e infografiche ma, soprattutto, attraverso i disegni originali di Leonardo Benevolo.

Nella prima sezione l’Italia, vista come una moltitudine di singolarità, viene rappresentata attraverso gli esiti della ricerca che, al contempo, introducono alla mostra. Sulle pareti, da una parte vengono illustrati i dati più significativi, attraverso un’elaborazione cartografica che restituisce graficamente “un’Italia per punti”, mentre sulla parete opposta un video sintetizza, con immagini evocative anche per i non addetti ai lavori, i contenuti più significativi dell’esposizione. Al centro, il visitatore incontra una fitta sequenza di pannelli che illustrano i centri storici dei capoluoghi di provincia con le principali informazioni demografiche.

La seconda sezione della mostra è un omaggio al lavoro di Leonardo Benevolo, divulgatore dell’architettura italiana insieme a Bruno Zevi, il quale nella sua lunga attività ha messo l’accento su tale specifica questione e, più in generale, su quella del progetto. Un lavoro teorico, ma anche concreto, intrapreso tra gli anni cinquanta e novanta, raccontato attraverso i disegni originali che mostrano i suoi studi, il suo approccio e la sua metodologia nel lavorare sulla città, come per esempio per Roma nei Fori imperiali, per Venezia nel Piano della città lagunare, e per Palermo nel restauro della cinta muraria e dell’affaccio a mare.

La terza sezione è rappresentata dalla grande parete che fa da sfondo ai tavoli che custodiscono i disegni di Benevolo, dove troviamo illustrata la cultura della conservazione; ovvero, seguendo una linea temporale, vengono raccontati i principali eventi, convegni, mostre, pubblicazioni, progetti e, soprattutto, i pensieri sull’argomento da parte dei più noti personaggi della nostra cultura.

Nella quarta e ultima sezione troviamo invece le tavole di piano e i modelli realizzati con stampanti 3D di alcune città, che illustrano e cercano di comparare le esperienze operative avviate fra gli anni cinquanta e ottanta, le quali sono state un modello adottato anche da alcune istituzioni internazionali.

Negli anni recenti abbiamo sentito parlare di centri storici soprattutto dopo i grandi disastri naturali, perché il nostro Bel Paese ha la fortuna di avere un grande patrimonio ma la sfortuna di essere un territorio fragile. Il conservare è, infatti, una tematica importante per il nostro Paese. Se è vero che in tal senso molto è stato fatto, va anche rilevato che era almeno da fine anni sessanta che non venivano realizzate indagini importanti come questa sullo stato dell’arte. Parlare di centri storici significa parlare anche di cultura, attività e servizi; significa parlare di chi le abita e non solo di ricchezze storiche. Inoltre, un’altra problematica è che molte volte viene tralasciata l’importante relazione con le periferie.

La mostra ci presenta un microcosmo di paesi poco conosciuto ma molto importante perché, se i tessuti urbani sono lo spazio in cui meglio si leggono i cambiamenti sociali, i dati di questa ricerca mostrano che c’è un ritorno e una volontà di valorizzazione dei centri storici. Si tratta dunque di un processo conoscitivo necessario, se vogliamo che la cultura presieda lo sviluppo delle città.

 

 

Il Bel Paese. Un progetto per 22.621 centri storici
A cura di Benno Albrecht e Anna Magrin
Curatore Triennale Architettura: Alberto Ferlenga
27 settembre – 26 novembre 2017
Triennale di Milano


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