Lunga vita a la Rinascente!

by • 18 agosto 2017 • Mosaico, Reviews2610

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Una mostra al Palazzo Reale di Milano ripercorre in undici stanze i cento anni de la Rinascente

 

MILANO. L’occasione è delle migliori: ripercorrere 100 anni della storia della città e della nazione attraverso le vicende dell’azienda acquistata nel 1917 dal senatore Borletti affidando l’ideazione del nuovo nome a Gabriele D’Annunzio. Un nome, la Rinascente, che è stato un programma pienamente rispettato.

Le sale dell’appartamento del Principe di Palazzo Reale ospitano una mostra articolata, ricca, mai banale, curata da Sandrina Bandera e Maria Canella con il concept e l’allestimento di OMA/AMO. L’evento è stato reso possibile grazie a un’ampia e approfondita ricerca in archivi istituzionali e privati al fine di ricostruire il patrimonio di memoria dell’azienda che, come spesso è capitato in Italia, era andato disperso negli anni e con i vari passaggi di proprietà. Il risultato è meritorio ed è ben raccontato in undici “diapositive” che, come voluto dai progettisti, non costituiscono “un viaggio lineare, ma… un collage di contributi, identità, persone e stimoli differenti che, con la stessa varietà espositiva tipica dei grandi magazzini, raccontano come la Rinascente sia diventata l’esempio per eccellenza nel panorama dei department store europei”.

Le vicende sono note: la storia della Rinascente dal 1865 a oggi vede Marcello Dudovich e la nascita della cartellonistica, il cinema, i video e la fotografia, i cataloghi e gli house organ per arrivare alla nuova comunicazione e alla grafica dagli anni ’50, tutt’uno con l’architettura, gli allestimenti e gli eventi senza dimenticare i nuovi consumi, il costume e la moda con la rivoluzione del prêt-à-porter che il centro design Rinascente hanno registrato e condotto anche attraverso la nascita del Compasso d’oro, il famoso premio voluto da Gio Ponti che dal 1954 indaga e riconosce l’eccellenza del design italiano. I nomi sono quelli della storia del design, della grafica e dell’architettura: da Max Huber e Albe Steiner a Gio Ponti, Alberto Rosselli, Marco Zanuso, Franco Albini e Franca Helg, solo per citarne alcuni. Ciò che è meno noto è come tutto questo sia stato reso possibile da la Rinascente come motore, committente e ispiratore capace di coagulare le migliori forze e i migliori protagonisti dei vari campi in un’iniziativa privata, puramente “commerciale”, che si è poi tradotta in cultura e storia fondamentali in Italia, in Europa e nel mondo.

La vicenda dell’azienda si collega strettamente con i movimenti artistici che hanno attraversato il secolo breve e, in questo senso, sono presenti in mostra opere di artisti (Depero, Munari, Melotti, Fontana, Soldati, Ceroli, Rotella, Warhol, Pistoletto, Manzoni e altri) che risultano però, soprattutto all’inizio del percorso, penalizzate nell’allestimento e poco efficaci nello scorrere della narrazione.

Molto curata e creativa la comunicazione nella grafica, realizzata da POMO e sempre ben coordinata con l’allestimento. Le scenografie – di tale natura sono le soluzioni adottate in ogni stanza – sono brillanti e quasi sempre convincenti, anche se forse affette dal voler essere diverse fra loro a tutti i costi e, quindi, un po’ troppo autoreferenziali a discapito della corretta esposizione e comprensione dei contenuti da parte del pubblico. Le ultime due sale sono quelle a più ampio respiro spaziale ma, purtroppo, anche le meno interessanti. Qui i filmati storici lasciano velocemente il posto all’agiografia dell’attuale proprietà che, attraverso il proprio management, è sicuramente meritoria, ma i toni e i modi sarebbero stati più propri in una convention aziendale.

Lunga vita a la Rinascente!

 

Immagine di copertina: Franco Albini e Franca Helg, plastico del primo progetto per la Rinascente a Roma (1957 e seguenti). Foto di Arianna Panarella

 

LR100 — RINASCENTE · Stories of Innovation

Palazzo Reale – Piazza Duomo 12, Milano

24 maggio – 24 settembre 2017

Organizzazione: Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale; la Rinascente

Curatela: Sandrina Bandera e Maria Canella

Concept e progetto: OMA/AMO

Ricerca e produzione: Memoria & Progetto

Allestimento: Altofragile

Grafica e immagine coordinata: POMO

Catalogo: Skira editore


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