A Parigi, Ando in punta di piedi nella Borsa targata Pinault

by • 12 luglio 2017 • Mosaico, Patrimonio, Progetti1276

Share
Svelato a Parigi il progetto di Tadao Ando per la trasformazione della storica Borsa del commercio in terzo centro d’arte per la Collezione Pinault

 

PARIGI. «Fine cantiere: 17 dicembre 2018; apertura: inizio 2019». Il tempo tonico di François Pinault concretizzerà l’installazione del nuovo museo della Collezione Pinault, dopo il restauro e la ristrutturazione dell’ex Borsa del commercio la cui storia risale al XVI secolo. Il 26 giugno, intorno al celebre industriale collezionista d’arte, a suo figlio François Henri Pinault, ad del Gruppo Kering e presidente della holding familiare Artémis, di Anne Hidalgo sindaca di Parigi e dell’ex ministro della Cultura Jean-Jacques Aillagon, consigliere di Pinault, una conferenza stampa ha permesso agli attori del progetto di precisare i contorni di questo nuovo faro per la diffusione della creazione contemporanea a Parigi. Come a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana a Venezia, Pinault ha sottolineato l’impegno di un percorso al quale la sua famiglia e soprattutto i suoi eredi sono legati. Convinto che lo Stato abbia altre priorità, egli, al contrario d’altri collezionisti, rinuncerà ai vantaggi fiscali del caso, finanzierà lavori per 108 milioni e contribuirà, attraverso dotazioni successive, ai costi di gestione, versando alla Città una somma annuale le cui modalità dipendono dalla locazione in enfiteusi di 50 anni accordata dal Comune.

In pista qui come a Venezia, Tadao Ando stavolta è accompagnato da Pierre-Antoine Gatier, architetto capo dei Monumenti storici, e dai suoi colleghi Lucie Niney e Thibault Marca dello studio NeM. Sotto l’egida, per conto della committenza, di Daniel Sancho, già direttore d’altri grandi cantieri culturali emblematici, essi orchestreranno il futuro d’un edificio che conobbe molte vite. Celebrata in occasione dell’Esposizione universale del 1889 per le sue innovazioni architettoniche e strutturali, la Borsa del commercio è l’esito della trasformazione, ad opera di Henri Blondel, dell’ex magazzino del grano edificato nel XVIII secolo sul sito della dimora privata di Caterina de Medici. Costruiti nel corso del tempo, il suo impianto anulare, la sua colonna del XVI secolo, lo scalone Chambord, la cupola e la sua struttura in ferro realizzata nel 1813 da François Joseph Bélanger, nonché i balconi interni, sono altrettanti elementi rimarchevoli che Gatier restaurerà nel rispetto della loro condizione storica, così come le facciate.

All’interno, fedele al suo materiale prediletto, Ando tesse una connivenza dinamica con l’esistente iscrivendo nel vuoto della rotonda un cilindro in cemento di 29 metri di diametro su 9 di altezza. Strutturato attraverso elementi metallici, ospiterà lo spazio espositivo aperto sotto la cupola ritmando la circolazione tra l’auditorium sotterraneo e le gallerie espositive sviluppate su tre livelli.

Aillagon ha ricordato il parere elogiativo delle Commissioni dei Monumenti storici e del Vieux Paris in merito al permesso di costruire, nonché il percorso svolto a seguito della firma del contratto nel luglio 2016, la consegna delle chiavi e poi l’affidamento del cantiere all’impresa Bouygues. Undici anni dopo essere stato costretto a rinunciare al suo progetto sull’île Seguin, Pinault sembra dunque beneficiare dei migliori auspici su questo sito storico adiacente alle Halles e prossimo al Louvre, dove 7.700 mq – di cui 3.000 espositivi – saranno offerti al pubblico. A Martin Bethenod, direttore generale delegato della Collezione Pinault-Paris e direttore di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana, il compito di mettere in risonanza i tre luoghi.

 

LEGGI L’ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE

Immagine di copertina: schizzo di Tadao Ando (© Tadao Ando. Courtesy Collection Pinault – Parigi)

 

 

 

 


Pin It

Comments are closed.