LeapHome: la casa che guarda al futuro, fatta come un’auto

by • 14 giugno 2017 • Mosaico, Progetti2327

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Visita, presso Cleaf, al prototipo residenziale messo a punto da LEAPfactory, che ripensa in chiave industriale il concetto di prefabbricazione

 

LISSONE (MONZA E BRIANZA). A Home is not a House: così Reyner Banham titolava un saggio pubblicato nel 1965 sulla rivista «Art in America». Sullo sfondo dell’elementare ma elegante dark box, il capannone di produzione dell’azienda Cleaf – gente che sa cos’è l’architettura: fatevi un giro nell’annesso showroom e nel corpo uffici -, la casetta LeapHome con tetto asimmetrico a capanna che vi si staglia, montata sul parcheggio di pertinenza e visitabile dall’8 giugno a fine luglio, sembra raccogliere la sfida. Ovvero: «addomesticare», rendere «famigliare» lo spazio abitativo di un corpo prefabbricato. Un termine – prefabbricazione – quasi sempre legato a connotazioni negative per l’edilizia: quantità senza qualità; grandi impatti; anonimato. Eppure, LeapHome intende giocare questa sfida sul terreno di processi prettamente industriali: realizzazione meccanica integrata di tutti gli elementi – taluni affidati alla perizia manifatturiera del distretto brianzolo, talaltri di provenienza mitteleuropea – ed assemblaggio in loco rigorosamente a secco, da parte di maestranze anche non specializzate. Obiettivo: sostituire al cantiere tradizionalmente inteso, con i suoi inconvenienti e ritardi, il montaggio di componenti in kit, con tanto di istruzioni. Modello Ikea e precisione meccanica per la consegna «chiavi in mano» di un prodotto che, come un’automobile, si acquista in base a un catalogo di vari modelli, tutti personalizzabili con gli optional. Utopia, trovata di marketing o radicale cambio di paradigma per l’immaginario residenziale privato e per il sempre arretrato mondo dell’edilizia? Agli operatori del settore e ai potenziali utenti l’ardua sentenza.

Di certo c’è che i due fondatori di LEAPfactory, architetti con grande passione per il settore manifatturiero, Stefano Testa e Luca Gentilcore, hanno trasferito l’esperienza del costruire in alta quota – sono loro gli artefici del bivacco Gervasutti nel gruppo del Monte Bianco (2835 m), diventato un’icona nota internazionalmente ben oltre i cenacoli alpinistici – ai contesti e alle pratiche ordinarie. Le condizioni degli ambienti estremi, infatti, richiedono tecnologie semplici ed efficaci, materiali e componenti ad alte prestazioni, ottimizzazione delle risorse e precisione nelle soluzioni di posa in opera.

Il primo esemplare di LeapHome visitabile a Lissone è la versione denominata Frame: un modulo abitativo su due livelli (130 mq totali), organizzato intorno ad un nucleo centrale di servizi ed impianti che disimpegna su un fronte il soggiorno a tutt’altezza con accesso al ballatoio adibito a zona studio, e sull’altro fronte l’area cucina-pranzo al piano terra e a quello superiore due camere collegate da un balcone esterno. Alle pareti, tutti gli arredi – in legno e derivati, tra cui alcuni semilavorati di Cleaf – sono fissi e integrati nella struttura, così come tutti gli impianti e i cablaggi sono già predisposti, secondo una concezione che intende superare le lavorazioni per fasi e soggetti diversi, dagli elementi portanti, all’involucro, alle finiture e alle dotazioni per giungere, appunto, fino agli arredi.

Se la signora Maria – che, comunque, non è solitamente annoverata nell’Olimpo dei committenti di architettura – acquisterà la casa a catalogo, personalizzata a sua immagine e somiglianza, allora lo sterminato popolo degli architetti potrà definitivamente darsi all’ippica? «Niente affatto», ribatte Testa, «noi abbiamo semplicemente voluto mettere a punto un sistema costruttivo flessibile che ci piace immaginare come i nuovi mattoni del futuro».

 

Guarda il video di presentazione di LeapHome

 

 

La carta d’identità di LeapHome

Chi sono i progettisti
LEAPfactory srl nasce a Torino nel 2012. Negli anni lo studio si evolve in start up innovativa che realizza progetti e manufatti in ambiente alpino contrassegnati dall’elevata qualità nel pieno rispetto della natura. I suoi fondatori, entrambi appassionati di montagna, sono Stefano Testa (Milano, 1966; architetto, dottore di ricerca in Architettura degli interni e allestimento, già docente di Interni e Progettazione architettonica e urbana presso il Politecnico di Milano e di Disegno industriale presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano; contitolare dal 1996 del gruppo Cliostraat, studio di progettazione multidisciplinare basato a Torino, con spiccata propensione alla ricerca ed alla sperimentazione) e Luca Gentilcore (Sanremo, 1978; laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2004, già attivo professionalmente sia in proprio che collaborando con diversi studi di architettura torinesi, fra i quali Cliostraat; dal 2011 istruttore di sci-alpinismo; a sinistra nella foto).

I principali fornitori
elementi strutturali: Pollmeier BauBuche
isolanti speciali: Actis
rivestimenti esterni impermeabili: Prefa
componenti elettrici e domotica: Wieland Electric
viterie speciali: Rothoblaas
supporto operativo locale: LCM Group, Nord Compensati

LeapHome e Cleaf
L’azienda brianzola Cleaf ha fin da subito sostenuto il progetto, condividendone la filosofia progettuale. La collezione di superfici Cleaf è un sistema aperto, in continuo sviluppo. Pannelli nobilitati, laminati e bordi caratterizzati da una molteplicità di finiture e decorativi che creano una sorta di pelle nobile per il mondo dell’arredo e dell’interior design. L’ampia personalizzazione nella configurazione degli interni di LeapHome, resa possibile da un innovativo processo industriale per le fasi di progettazione e fabbricazione, rappresenta l’ideale terreno di applicazione delle superfici Cleaf. All’interno di FRAME sono presenti quattro prodotti di Cleaf tra cui, in anteprima assoluta, Piombo, una superficie che entra a far parte della collezione Hyper Materials, composta da soluzioni originali, sintesi di tecnica, materiali, gusto e sostenibilità. Piombo, grazie all’impiego di innovative resine acriliche applicate mediante il processo Electron Beam Curing, è una superficie opaca, anti impronta, morbida al tatto e con una bassa riflessione della luce. Proposta sia come pannello nobilitato che come laminato è adatta ad applicazioni verticali e orizzontali. Piombo HM01 nella versione pannello nobilitato è utilizzata per gli arredi, i contenitori e le ante. Nadir FB14 nella versione pannello nobilitato è utilizzata per il rivestimento del nucleo servizi e del blocco cucina. Nadir FA68 nella versione pannello nobilitato è utilizzata per il rivestimento delle pareti e dei soffitti. Ecopelle FB45 nella versione pannello nobilitato è utilizzata per il rivestimento dei bagni.


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