La sfida costiera da Pozzuoli a Sapri

by • 8 giugno 2017 • Città e Territorio1815

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Con la terza edizione del “Master Architettura|Ambiente” di NewItalianBlood si amplia il ragionamento sulla rigenerazione urbana dei litorali campani

Con la terza edizione del “Master Architettura|Ambiente” tenutasi a Salerno anche quest’anno per sei mesi, NewItalianBlood ha sfidato degrado, precarietà, stratificazioni, tensioni sociali e il forte potenziale della Campania più prossima al mare attraverso un processo di scientifica ricerca progettuale e confronti imprenditoriali, tecnici, istituzionali, perseguendo le finalità della rigenerazione urbana. Alla ulteriore indagine lungo il litorale Domitio, condotta già nel 2016, si è affiancata quella in sua continuità sulla costa napoletano-salernitana da Pozzuoli fino alla Costa sud di Salerno e Sapri. Gli studi compiuti dai giovani progettisti hanno confermato l’esattezza identificativa di una porzione territoriale risultante nei fatti strategica per lo sviluppo economico e la rigenerazione paesaggistica della regione sia per le oggettive bellezze intrinseche che, di contro, per l’essersi rivelata accumulatore di contraddizioni e, quindi, campo di sperimentazione.

I 50 km della fascia costiera lungo l’antica consolare Domitiana sono stati segnati da una serie di interventi dettagliati sul piano urbanistico, architettonico, ingegneristico, dopo aver intercettato, e non casualmente, le maggiori criticità e i conflitti più evidenti. La summa di questi progetti ha prodotto un masterplan strategico con una rete di punti in un nuovo tessuto connettivo, complementare a quello normalmente evidenziato dagli interessi istituzionali e collettivi. Aree di margine, spazi residuali, beni confiscati, complessità idrogeologiche, confluenze storiche ambientali consolidate, edifici abbandonati, costituiscono ora una sorta di città parallela a quella conosciuta e riconosciuta, con un suo sistema di percorsi fisici riconoscibili, luoghi di incontro, ludici, di lavoro alternativo e autocostruzione, svago, accoglienza, formazione, scambio, identificazione percettiva.
Il fil rouge del corpo teorico e progettuale si è dipanato lungo i punti delle due entità più evidenti: acqua e terra (in senso lato) sono state presenze costanti nel dialogo architettonico e paesaggistico tra natura ed artificio dove quest’ultimo ha assecondato tempi, consistenze, aspetti estetici e formali della dirompente forza ambientale. L’inevitabile emersione, tangibile e ideale, del corpo idrico soggiacente il territorio urbanizzato è una componente non più sottovalutabile, così come le alterazioni e le spinte che producono la presenza del mare e del tessuto agricolo. Questi fattori, nel complesso, sono immediatamente individuabili nelle soluzioni progettuali proposte, in stretta coerenza con la denominazione e gli interessi concreti del Master. Le esperienze condotte sul campo, lo scambio con i soggetti locali competenti, il rispetto di una griglia parametrica fatta di limiti inderogabili e deroghe possibili, hanno prodotto come risultato un quadro propositivo pragmatico e fattibile sostenuto dall’ossatura teorica e innovativa dei partecipanti.

Intanto è già organizzata la fase successiva che si svolgerà da ottobre 2017 a marzo 2018 in continuità con le edizioni precedenti e con le analoghe opportunità di borse di studio da parte di NIB (60.000 Euro per gli under 35) e di enti  istituzionali. Tra le altre anche quest’anno è a totale copertura l’iscrizione ai prossimi Master Architettura|Ambiente e Progettazione|Ricerca attraverso la partecipazione al programma “Torno Subito” promosso dalla Regione Lazio e “Formazione Liberi Professionisti” della Regione Campania.


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