Salviamo la Villa dei direttori a Sermide

by • 5 giugno 2017 • Patrimonio2411

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Riceviamo e pubblichiamo un appello per salvare dal degrado e trasformare in centro studi e museo sull’architettura razionalista la Villa dei direttori dello zuccherificio di Sermide a Mantova

 

Sono un appassionato di architettura del 900 e sono venuto a conoscenza dello stato di degrado in cui versa la Villa dei direttori dello zuccherificio di Sermide (Mantova), di cui questo Giornale si è già occupato. Ho così pensato di lanciare una petizione su Change.org per risollevare l’interesse verso questo magnifico esempio di architettura razionalista. Da anni abbandonata al suo destino, la villa è scivolata nella più totale incuria, tanto da essere stata depredata ed esposta ad un degrado irreversibile. Questa è l’inesorabile sorte di un’architettura tanto decantata quanto trascurata. Vorrei che le Amministrazioni locali attraverso questa petizione se ne prendessero cura, riportandola agli antichi splendori. La mia idea sarebbe di poter realizzare al suo interno un centro studi e un museo sull’architettura razionalista italiana. Attualmente la petizione ha raggiunto quasi mille firme; un buon traguardo che sta ad indicare un alto livello di interesse per questa importante struttura.

La Villa dei direttori, realizzata negli anni 30 su progetto dell’architetto di origine mantovana Renzo Zavanella per ospitare le famiglie dei due direttori del grande zuccherificio di Sermide, costituisce uno dei migliori esempi di “razionalismo nautico” italiano. L’edificio è un chiaro esempio (raro se non unico nella provincia di Mantova) di quel linguaggio architettonico che ha caratterizzato in modo significativo gli esordi del razionalismo italiano. La collocazione della villa all’interno di un’area industriale dismessa (l’ex zuccherificio) è quindi soggetta a passaggi burocratico-urbanistici lunghi e complessi. Grazie a un’azione congiunta tra Politecnico di Milano, Direzione regionale Lombardia (MiBAC) e Soprintendenza di Mantova, Brescia e Cremona l’edificio è stato oggetto finalmente di un decreto di tutela, primo tassello necessario ma non sufficiente per la conservazione di questa preziosa struttura.

 

Luigi Matteoni, Milano


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