M9, il polo culturale della Fondazione di Venezia si fa attendere

by • 27 aprile 2017 • Progetti1245

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Posticipata a fine 2018 l’apertura del nuovo museo dedicato alla storia del Novecento. Il cantiere, nel centro di Mestre, è firmato dallo studio Sauerbruch&Hutton

 

MESTRE. Con una visita riservata alla stampa, sabato 22 aprile Fondazione di Venezia ha presentato lo stato di avanzamento del cantiere M9, il nuovo polo culturale in pieno centro cittadino a Mestre. Il progetto, a firma dello studio anglo-tedesco Sauerbruch&Hutton vincitore nel 2010 del concorso internazionale ad inviti bandito dall’istituzione veneziana che ne finanzia la realizzazione con un investimento iniziale di 100 milioni di euro, include il recupero dell’ex convento delle Grazie (cinquecentesco, poi riconvertito a distretto militare) con destinazione commerciale, la realizzazione del nuovo Museo del Novecento (con auditorium da 180 posti, mediateca, area didattica e ristorante) nonché una nuova palazzina a destinazione amministrativa e la ricostruzione dei volumi delle cosiddette ex cavallerizze.

Nell’ex convento la fine lavori è fissata entro l’estate. Qui, accanto alle attività commerciali e agli spazi destinati alla ristorazione all’ultimo piano (per una superficie di 4.650 mq totali) è prevista la copertura in vetro e acciaio dell’ampio chiostro interno che ne consentirà la fruizione per pubblici eventi.

Per l’edificio museale, che sarà caratterizzato dal rivestimento in ceramica invetriata policroma, le lavorazioni hanno ad oggi raggiunto il terzo e ultimo piano. Al piano terra, da cui si accede attraverso un’ampia hall, si concentrano una pluralità di funzioni: auditorium, bookshoop e un ulteriore ristorante che assicureranno una fruizione indipendente dagli orari di apertura del museo. Il primo e il secondo piano, conferma Guido Guerzoni, project manager di M9, verranno destinati all’esposizione permanente. Qui l’ampia superficie, priva di partiture interne (gli stessi pilastri verranno inglobati nell’allestimento, ci preannuncia) e di aperture sull’esterno (l’unico fascio di luce caratterizza la scala di collegamento ai piani, dalla finestratura a nastro che si allunga in diagonale) prefigura una totale immersione del visitatore nel percorso, dedicato alla storia del Novecento italiano. Il terzo e ultimo livello, denominato “white box” con copertura a shed, verrà invece dedicato esclusivamente alle esposizioni temporanee (3 all’anno) e principalmente orientate a prospettive future, per ambiti tematici. In tutto 4.500 mq riservati alla sola funzione museale ed espositiva.

Per entrare però nello specifico dettaglio dei contenuti Guerzoni rimanda ad un secondo appuntamento: a giugno verrà svelato il progetto museografico aggiornato. Va ricordato difatti che M9 non sarà un museo inteso in senso tradizionale bensì proporrà contenuti con il supporto di nuove tecnologie e multimedialità.

L’inaugurazione, secondo l’ultimo cronoprogramma, è fissata a fine 2018; quando venne presentato alla cittadinanza, con lo slogan a new museum for a new city (nel 2010, in concomitanza con la XII Biennale Architettura) la realizzazione del complesso era stata fissata in un primo momento al 2014. Poi la posa della prima pietra avvenne nel giugno del 2014, mentre una serie di avvicendamenti (ritrovamenti archeologici in fase di scavo e un contenzioso risolto con l’impresa vincitrice dell’appalto, la vicentina Maltauro) ne hanno segnato la storia recente. M9 rimane comunque l’unico, rilevante cantiere attivo in Italia per la realizzazione ex novo di una sede museale.


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