Archeologia rock, ok a Siracusa

by • 26 aprile 2017 • Patrimonio1457

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Il cortometraggio «Echoes at Teatro Greco», girato nel Parco archeologico di Siracusa, celebra i valori del sito. Altrove, dalla stessa Sicilia a Roma, destano invece perplessità gli usi impropri della vestigia antiche

 

SIRACUSA. Cultura greca e musica rock per una promo che riesce a mettere in valore la bellezza di uno dei siti archeologici siciliani maggiori, la Neapolis, rispettandone i valori monumentali e paesaggistici, di recente offuscati, invece, da immagini di degrado.

L’1 aprile è uscito il film cortometraggio girato tra il Teatro greco e l’Orecchio di Dioniso nel Parco archeologico di Siracusa (nella foto di copertina di Carmelo Bartucciotto), col quale la Pink’s One, band tributo ai Pink Floyd fondata nel 2010, rende omaggio al celebre «Live at Pompei» dei Pink Floyd in occasione del 45° anniversario del leggendario concerto-documentario. La band siracusana è la prima in Italia a suonare «Echoes», la celeberrima suite contenuta nell’album Meddle (1971), in un emozionante dialogo con Eco, una delle ninfe oreadi della mitologia greca, interpretata dall’attrice Santa Aprupe.

Preceduto da un trailer che ha fatto migliaia di visualizzazioni solo nella prima settimana di diffusione sul web, «Echoes at Teatro Greco» è un progetto frutto di un lungo percorso organizzativo, nato da un’idea di Alessandro Di Mauro, fondatore della band siracusana, sviluppato sotto la direzione artistica di Andrea Anfuso per la regia di Giuseppe Saglimbene e prodotto dai Pink’s One in collaborazione con la Regione Sicilia e l’Assessorato regionale ai Beni culturali, la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa, l’Assessorato al Turismo del Comune di Siracusa e la Sicilia Film Commission.

Un buon progetto, dopo tante polemiche sugli usi impropri o quanto meno poco consoni delle aree archeologiche. A cominciare dall’ultima, quella a Roma per lo spettacolo kolossal su Nerone al Palatino, con la realizzazione di una struttura scenica con platea ad alto impatto (36 m di larghezza, 27 di profondità e 14 di altezza; nella foto accanto, © “la Repubblica”), quanto meno sui valori paesaggistici (tant’è che sono previsti tende e veli a mitigarne la vista), dato che sembra che quelli monumentali non siano stati intaccati. Anche se, a proposito d’impatto, c’è da considerare quello antropico, con oltre 3.000 persone previste a sera, per un evento che si protrarrà da giugno a settembre. Ben diverso, insomma, dal caso siracusano.

Polemiche, peraltro, che non mancano nella stessa Sicilia. Come per l’Aperol Spritz al tempio di Segesta dell’ottobre scorso, con logo e scritte pubblicitarie sparate da fasci di luce multicolor sul frontone del tempio durante l’appuntamento notturno, animato dal concerto della band Elio e le Storie tese; e quelle che si rinnovano ad ogni stagione estiva sulle emissioni acustiche incontrollate al Teatro antico di Taormina, con conseguenti sollecitazioni sulle murature antiche. Mentre resta lettera morta quel decreto regionale del 2010 (n. 827) che, recependo la Carta di Siracusa del 2004 promossa dal Centro regionale per la progettazione e il restauro, detta gli indirizzi per la conservazione, fruizione e gestione dei teatri antichi.

Una buona promozione, insomma, quella del cortometraggio al Teatro greco di Siracusa; oltre che per l’immagine del monumento antico, si spera anche in direzione della definitiva istituzione (per ora è stata solo perimetrata l’area, con un decreto, peraltro, annullabile) del Parco archeologico di Siracusa, strumento di tutela e al contempo, grazie all’autonomia gestionale e finanziaria prevista, in grado di favorire uno sviluppo economico sostenibile del territorio.


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