Salone del Mobile 2017: a “Space&interiors” le diverse declinazioni della leggerezza

by • 6 aprile 2017 • Design, Mosaico1225

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La mostra allestita al Brera Design District da MADE e Federlegno Arredo, unico evento del Salone del Mobile collocato in città, celebra i dettagli dell’architettura attraverso 43 espositori, che diventano specchio dinamico della produzione made in Italy

 

La leggerezza si scopre sottoterra, a qualche chilometro dalla Fiera, nel (nuovo) centro di Milano. I manifesti gialli, il colore d’ordinanza, accompagnano nella grande aula interrata, intesa e allestita – da Ico Migliore e Mara Servetto – come una lunga promenade in cui commercio e cultura si sovrappongono. Senza ben capire dove iniziano e finiscono, confondendosi reciprocamente.

Qui, dove tutto parla inglese (la mostra si chiama “Space&interiors”, siamo a The Mall, ai piedi della Diamond Tower, nel Brera Design District, la nuova scoperta della Milano Design Week), l’assoluta leggerezza (pardon, l’absolute lightness) è la chiave interpretativa scelta per illustrare il design italiano. Organizzata per il secondo anno come evento cittadino di MADE e di Federlegno Arredo, l’esposizione vuole proporre, attraverso la presenza di 43 espositori, non l’oggetto finito di arredo ma gli elementi e le superfici che lo rendono possibile: pavimenti, porte, maniglie, serramenti, decorazioni, rivestimenti, finiture.

Quei “dettagli per l’architettura”, come celebra il sottotitolo della mostra, artefici primi della qualità del vivere e che vengono articolati, spiegano Migliore e Servetto, “per mettere in evidenza il tema della leggerezza, un tema centrale, da sempre presente e fondamentale nell’architettura e in generale nel progetto che si confronta con materiali e spazi”.

Una leggerezza ovviamente da non leggersi in termini assoluti. Altrimenti sarebbe difficile comprendere l’integrata esposizione “La luce del marmo”, organizzata da Carrara Fiere, con 8 sculture d’autore (tra cui Kengo Kuma e Fabio Novembre) che svelano anche usi inediti della pietra e concludono idealmente il percorso della mostra. La leggerezza è sostenibilità, la leggerezza è rapporto con gli altri materiali, la leggerezza è rapporto con la luce. Questo vuole comunicare l’articolazione dell’ampia strada-mercato, virtualmente allestita su 3 livelli. A quello inferiore, nel flusso pedonale del movimento principale, si sviluppa la narrazione tra produttore, prodotto e uso: con gli stand espositivi alternati ai luoghi di sosta, approfondimento e confronto (ci sono anche un bookshop, un bar e l’area che ospita il ciclo di incontri organizzato da “Space&interiors”).

La linearità del percorso è sottolineata dai grandi tavoli disposti come fossero luoghi di lavoro. A guidare il visitatore c’è poi un livello intermedio in cui, dietro lastre specchianti intese come fattore di dilatazione e alterazione della spazialità interna, si sviluppa un racconto grafico con citazioni e immagini. Alzando lo sguardo invece, il livello superiore restituisce proiezioni dinamiche e giochi luminosi: qui la leggerezza è ricercata nella luce, nella natura e in una sequenza di architetture utopiche.

Il risultato è una complessa esperienza del luogo (ovattato per le sue caratteristiche) e del concetto stesso della leggerezza, forse non immediatamente percepibile ma che ha il merito di trasmettere il fascino di uno spazio che ha l’ambizione di proporsi come lo specchio dinamico della produzione che rende possibile l’arredo italiano. Anzi, made in Italy.


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