Michele Alinovi: per Parma meno slogan e più sostanza!

by • 13 marzo 2017 • Città e Territorio, Forum3843

L’assessore all’Urbanistica traccia un bilancio e guarda avanti: con il nuovo piano strutturale Parma vedrà l’avvio di una nuova stagione. Molti i temi d’azione tra i quali le periferie e il centro storico, la partecipazione e le politiche di risanamento del patrimonio

PARMA. L’inchiesta de Il Giornale dell’Architettura sul rapporto architettura-politica fa tappa a Parma con il bilancio di una delle amministrazioni comunali più anomale. Nel 2012 Federico Pizzarotti diventa il primo sindaco M5S di un capoluogo, in una città sull’orlo del baratro finanziario. L’assessore ad urbanistica, lavori pubblici, energia ed edilizia («Scelto tramite la valutazione di curriculum e colloqui», precisa) è un tecnico: Michele Alinovi, architetto locale ed esperienze di docenza al Politecnico di Milano. Dopo 5 anni Pizzarotti – archiviata la rottura con i grillini – tenterà la rielezione con una lista civica. E Alinovi (mentre prepara il programma elettorale, «Adesso mi metto in gioco direttamente») traccia un quadro dell’esperienza.

Una comunità solidale al centro di uno sviluppo consapevole

La necessità di attuare un cambio di paradigma all’interno della nostra società e nelle politiche di governo del territorio è evidente a tutti. Non vi sono ricette facili soprattutto in un momento di così grande disorientamento politico e sociale. Abbiamo cercato di traguardare nuovi orizzonti dove alla quantità si possa preferire la qualità, affrontando così le sfide di uno sviluppo consapevole, dove l’agenda urbana dell’Amministrazione si è posta l’obiettivo della costruzione di una comunità solidale attenta ai beni comuni, che metta al primo posto la cultura, la sostenibilità ambientale, il lavoro e le eccellenze produttive del territorio.

Tra centro e periferie

Negli ultimi anni i forti processi di espansione urbana hanno modificato gli equilibri centro-periferia. In particolare la costruzione di numerosi centri commerciali – nuovi luoghi di aggregazione e di consumo – lungo le tangenziali, ha indotto fenomeni di periferizzazione del centro città. Ci siamo immaginati una doppia ricetta in grado di invertire questo processo degenerativo: nel centro storico abbiamo pensato che la rigenerazione urbana potesse passare attraverso una strategia di promozione e rafforzamento dell’identità culturale della città, in grado di aumentare l’attrattività turistica, la coesione e la sicurezza sociale oltre al rilancio commerciale, pianificando importanti interventi di riqualificazione di spazi pubblici in rete ed investendo sulle politiche dei distretti socio-culturali, ovvero sulla rifunzionalizzazione di complessi storico monumentali sottoutilizzati, dove incardinare importanti funzioni culturali, trasformandoli in autentiche polarità urbane in grado di attivare parti di città in sofferenza. Nelle periferie abbiamo pianificato una rete diffusa dei servizi al cittadino dedicati alla cultura e alla pratica sportiva, per favorire l’inversione di fenomeni di marginalizzazione, aumentando il senso di comunità e la qualità delle relazioni sociali, promuovendo così la consapevolezza civica e i corretti stili di vita, oltre ad un presidio del territorio funzionale all’aumento della sicurezza percepita. In questa logica abbiamo programmato la realizzazione di nuove biblioteche di quartiere, l’incremento della rete dei centri civici e dei servizi scolastici, oltre alla realizzazione di un nuovo importante centro sportivo.


Il metodo della partecipazione

Non possiamo nasconderci che i processi partecipativi sono molto complicati e che alcuni non hanno funzionato adeguatamente, tanto da ritenersi di poter tracciare un bilancio in chiaro-scuro. Tuttavia è una metodologia di lavoro che non vogliamo e non possiamo abbandonare. Vogliamo ripartire dalle esperienze migliori, in particolare dall’esperienza straordinaria del Workout Pasubio. Un luogo ex industriale ha ripreso vita grazie ad un grande lavoro collettivo che ha coinvolto l’Amministrazione, l’Ordine degli Architetti, numerose associazioni ed oltre 120 cittadini in un workshop che ha prodotto una proposta condivisa delle funzioni che dovranno essere ospitate all’interno dell’edificio, ovvero uno spazio-laboratorio aperto al confronto sulle politiche e sulle pratiche di rigenerazione del territorio, un incubatore di imprese innovative con spazi coworking e fab-lab ed una grande piazza coperta degli usi temporanei focalizzata su eventi culturali, mercatali e civici. Questo percorso partecipato è sfociato nella realizzazione del Workout Pasubio Temporary, dove gli usi temporanei stanno già realizzando, con grande successo, la fabbrica culturale che i cittadini hanno prefigurato negli esiti del workshop. La decisione di affrontare la definizione del progetto di recupero dell’edificio mediante un concorso di progettazione in due fasi, ha rappresentato la naturale prosecuzione di un percorso aperto e democratico per dare vita al tassello fondamentale del “Distretto delle imprese creative e della rigenerazione urbana”


Sul Piano

Abbiamo recentemente adottato il nuovo Piano Strutturale Comunale Parma 2030. Siamo giunti a questo bel risultato solo a fine amministrazione, perché le priorità nei primi tre anni sono state orientate principalmente al risanamento della situazione finanziaria del Comune. Ciò non ha però impedito in questi anni di portare avanti alcuni importanti piani di riqualificazione urbana e piani di sviluppo industriale e produttivo del settore agroalimentare e farmaceutico, innescando processi di rigenerazione urbana e dando supporto, senza chiusure ideologiche, al mondo dell’impresa e del lavoro, puntando decisamente verso il miglioramento della competitività del nostro territorio e delle sue aziende. Il nuovo Piano Strutturale Comunale esprime scelte coraggiose: è un piano tutto orientato, per la prima volta nella storia della pianificazione urbanistica cittadina, verso politiche di riqualificazione e rigenerazione urbana incentivate da manovre anche di natura economica, con una drastica riduzione del potenziale consumo di suolo agricolo per oltre 4 milioni di mq. È inoltre un piano attento alla valorizzazione del territorio agricolo periurbano – con la pianificazione di un grande parco agricolo di cintura -, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, alla sicurezza e qualità ambientale del territorio dal punto di vista sismico, energetico, idrogeologico, nonchè a una politica dei servizi diffusa, rilanciando inoltre il settore dell’edilizia sostenibile e dell’agricoltura innovativa.


Meno slogan, meno ideologia

Ho iniziato questa esperienza cinque anni fa non avendo mai fatto politica. Ho accettato questo incarico con entusiasmo ed un briciolo di incoscienza che mi sono serviti per svolgere al meglio il mio ruolo, con la sensazione costante di affrontare giorno per giorno una sfida enorme. Il bilancio è positivo: molti gli elementi di soddisfazione, a partire dal risanamento del debito del Comune e dall’avvio di una nuova stagione di pianificazione urbanistica, oltre all’aver messo in campo, con i mezzi economici disponibili, un convincente piano di risanamento del patrimonio scolastico cittadino e del patrimonio storico monumentale e dei luoghi della cultura in genere. Ci sono state anche alcune delusioni, soprattutto dovute alle posizioni ideologiche nella contrapposizione maggioranza-minoranza che non sempre hanno favorito un sereno confronto nel merito delle questioni. Purtroppo vi sono stati anche alcuni fraintendimenti all’interno della maggioranza, che hanno portato ad una scissione di alcuni consiglieri passati all’opposizione, accusando la giunta di incoerenza rispetto al programma elettorale. In particolare, per quel che mi riguarda, rispetto al tema dello “stop al consumo di suolo”, questione controversa rispetto a chi lavora per slogan e a chi possiede maggiore consapevolezza della pratica di governo amministrativo. Su questo punto credo sia stata mantenuta una forte coerenza, distinguendo tra ciò che sono i diritti acquisiti e ciò che invece può non essere concesso ai sensi di legge, e lo abbiamo dimostrato anche con le scelte coraggiose del nuovo piano strutturale. Oggi che siamo usciti dall’M5S e abbiamo fondato un nuovo gruppo “Effetto Parma”, correremo per il prossimo mandato amministrativo con meno slogan e più sostanza, forti di un’esperienza amministrativa che ci ha fornito maggiore consapevolezza e capacità di governo.

(testo raccolto da Michele Roda)

 


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