Abolire le facoltà di architettura: a Genova è già accaduto!

by • 7 marzo 2017 • Forum7550

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera nata dal dibattito circa l’utilità della formazione accademica. Continuate a inviarci le vostre opinioni, noi le divulgheremo

Leggi la lettera che ha dato il via al dibattito e le risposte

La provocazione del prof. Mazziotti per cui le facoltà di architettura sono indicate come “fabbriche di illusioni” merita qualche attenzione. Certamente in Italia la proliferazione delle Facoltà, più di 30, con una popolazione studentesca spropositata (oltre 40.000?) nonostante test di ammissione introdotti nei primi anni ’90, ha contribuito alla “sovrapproduzione” di architetti, che dovrebbero essere più di 150.000! Con una brutta espressione lo si potrebbe definire un “sottoproletariato professionale” a cui non sono offerte significative possibilità lavorative. Nello stesso ambito operano anche ingegneri edili e geometri, riducendo ulteriormente gli spazi di lavoro. Sebbene nelle statistiche internazionali si indichi l’Italia come paese con una bassa percentuale di laureati rispetto alla popolazione! Forse bisogna intervenire sui “flussi”, direzionando i giovani con una precisa informazione verso corsi di laurea che possano fornirgli prospettive di lavoro. Non solo le famiglie ma anche lo Stato stanno dissipando risorse economiche fuori da ogni ragionevole programmazione di spesa, mantenendo anche vecchie strutture accademiche non più al passo dei tempi. Quelli che possono permetterselo “scappano” e non per far piacere a qualche Ministro.

Tanto premesso, la proposta del prof. Mazziotti di “riversare” nelle facoltà di ingegneria o in scuole politecniche, gli studenti di architettura alla ricerca di una rassicurante téchne illuministica e razionalizzante non modifica il dato di fondo: saranno sempre troppi! L’asserita controprova della maggior “forza” espressiva di coloro che non sono architetti nel produrre “qualità architettonica”, seppure supportata da una forzata serie di nomi di rilievo, non appare convincente. Credere che solo chi, fortunato, possiede il DNA dell’artista possa fare l’architetto attende delle risposte convincenti dall’esame del genoma che l’identifica. Ritenere che con l’avvento dell’École Polytechnique tutto il bagaglio di conoscenze del passato sia da buttare è un grosso sbaglio: abbiamo ancora molto da imparare dalla storia e forse sono proprio gli architetti che ci potranno salvare.

Si rallegri però il prof. Mazziotti perché a Genova, dopo 50 anni di onorato servizio, la Facoltà di Architettura (nella foto di copertina, il corpo di fabbrica firmato da Ignazio Gardella) è stata “fagocitata” dalla Scuola politecnica! Una prece.

 

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