100 Pocket Parks per Londra

by • 28 febbraio 2017 • Città e Territorio, Mosaico10705

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Si deve all’ex sindaco di Londra Boris Johnson la realizzazione di 100 piccoli giardini a due passi dalle abitazioni dei residenti, coinvolti attraverso percorsi partecipativi

 

Londra è una delle metropoli europee con più parchi e giardini pubblici ma, per l’ex sindaco Boris Johnson, conosciuto dalla stampa come “l’uomo che gira in bicicletta”, tali spazi non erano sufficienti. Johnson voleva garantire, attraverso la realizzazione di 100 Pocket Parks, dei piccoli giardini immersi nel verde a due passi dalle abitazioni dei cittadini. Per soddisfare tale necessità Johnson ha inserito la realizzazione di 100 Pocket Parks all’interno del programma London’s Great Outdoors, il quale prevedeva di migliorare piazze, strade e tutti gli spazi pubblici esterni, compresi alcuni argini del Tamigi.

Le aree scelte, interessate dall’intervento di rivitalizzazione, erano vuoti urbani non utilizzati di piccole dimensioni, aree anonime, spazi indifferenti privi d’identità. Il programma dei 100 Pocket Parks ne prevedeva il recupero in 26 quartieri con l’obiettivo di coinvolgere attivamente residenti e associazioni green, anche attraverso una partecipazione on line, dall’idea fino alla completa realizzazione, avvenuta nei mesi scorsi a fronte di un impegno finanziario contenuto, pari a 2 milioni di sterline.

I parchi, di grandezza e forma diversa, costituiscono uno spazio intimo e collettivo al contempo, un rifugio dal caos cittadino per vivere momenti d’incontro e di relax. Una sorta di grande stanza a cielo aperto dove si può chiacchierare, bere un drink, leggere o prendersi cura di orti e alberi da frutta, godendo della presenza della fauna selvatica. L’iniziativa ha così rafforzato il senso di condivisione e appartenenza nel comune controllo del territorio urbano: Jane Jacobs, sociologa urbana e community organizer, parlava di simili luoghi come di “occhi sulla strada”.

Il successo del programma è stato celebrato da una mostra alla London City Hall nell’agosto 2015 in cui si sono presentate le esperienze di coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Un’occasione per rinfondere nelle persone la fiducia verso i luoghi pubblici, dimostrando che lo spazio tra gli edifici non è solamente un luogo di transito ma un luogo di condivisione.


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