A Torino, 13 “flipper” per i 150 anni della Stampa

by • 27 febbraio 2017 • Mosaico, Progetti603

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Visita all’allestimento di Diego Giachello per la mostra anniversaria de “La Stampa” a Palazzo Madama di Torino

 

TORINO. Dal 9 febbraio al 22 maggio la Corte medievale di Palazzo Madama ospita “La Stampa fotografa un’epoca. Scatti che raccontano 150 anni della nostra storia”, mostra (a cura di Cynthia Sgarallino) che celebra il secolo e mezzo del quotidiano torinese.

Lo spazio della Corte medievale – che a dispetto del nome si presenta in realtà come un salone coperto – presenta caratteristiche che lo rendono un ambiente di difficile allestimento. I quattro pilastri centrali che reggono le volte seicentesche, le pareti perimetrali che recano tracce degli interventi dall’epoca medievale in poi, il pavimento trasparente che consente la vista dei livelli archeologici inferiori – raccordando peraltro livelli diversi – e le balaustre che proteggono gli affacci sugli scavi (lascito dei restauri effettuati tra il 2005 e il 2016) fanno sì che gli interventi temporanei richiedano un attento lavoro di calibratura tra i diversi vincoli.

Nel caso della mostra de La Stampa, la richiesta di esporre una parte dell’immenso archivio (6 milioni di pezzi) di fotografie del quotidiano, organizzando delle aree tematiche, ha portato alla concezione da parte del progettista incaricato (Diego Giachello per Officina delle Idee) di una serie di 13 tavoli-espositori in metallo e vetro (uno per ciascuna sezione, più una parte introduttiva) che ospitano gli originali delle 486 foto selezionate. Ciascun tavolo presenta a un estremo, sul lato corto, un pannello verticale retroilluminato che illustra il tema della sezione. I 13 “flipper” così ottenuti sono disposti diagonalmente rispetto alle geometrie prevalenti della sala, in modo da svincolarsi dall’ingombrante contesto e facilitare la fruizione delle immagini da tutti i lati.

Altro elemento in mostra, 47 prime pagine emblematiche dei 150 anni di vita del quotidiano sono riprodotte sotto forma di pannelli retroilluminati che si “aggrappano” in maniera “parassitaria” ai mancorrenti delle balaustre esistenti, definendo un secondo percorso di visita, cronologico anziché tematico. L’organizzazione dei pannelli come elementi indipendenti che si appoggiano alla struttura dei parapetti ovvia così alla mancanza di spazio e lascia al contempo libera la vista dell’architettura.

La Corte medievale di Palazzo Madama ha negli ultimi anni consolidato una propria vocazione come spazio espositivo per mostre tematiche, in particolare di fotografia. Quest’ultimo allestimento testimonia della possibilità d’intervenire con successo in un ambiente che la stratificazione storica rende particolarmente complesso da trattare.

 

 

Chi è il progettista

Dipendente del Comune di Torino per oltre sedici anni, tra il 1995 e il 2004 Diego Giachello partecipa all’allestimento delle mostre della Città. Dal 1997 fa parte della squadra di progettisti che operano al riallestimento di Palazzo Madama. Nel 2006, con la riapertura del Museo, lasciato l’impiego pubblico, fonda Officina delle Idee, studio attivo nell’architettura, nella grafica, nel restauro e nell’allestimento di musei e mostre, ma anche struttura a servizio del monitoraggio, conservazione, gestione e manutenzione di edifici museali e di beni tutelati. Tra gli incarichi, oltre alle mostre, il Museo dell’Artigianato di Fénis, il Museo civico Garda di Ivrea, Maison Musée Berton a La Thuile, la sezione Torino del Museo Archeologico, l’esposizione permanente del Papiro di Artemidoro, l’Auditorium della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, la Biblioteca della Sapienza a Pisa.


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