È per San Pellegrino la prima di BIG in Italia

by • 16 febbraio 2017 • Mosaico, Progetti2558

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I danesi Bjarke Ingels Group si aggiudicano il concorso per il restyling e l’ampliamento della Flagship Factory San Pellegrino in Val Brembana

 

Il nuovo volto architettonico della storica sede della San Pellegrino in Val Brembana (Bergamo) sarà disegnato da BIG. Alla presenza del frizzante Bjarke Ingels il progetto è stato presentato dai vertici della prestigiosa casa di acque minerali (appartenente al gruppo Nestlé ormai da anni) durante la manifestazione organizzata nella scenografica cornice architettonica della Fondazione Feltrinelli di Milano.

 

Quattro progetti per un concorso

Per trovare la soluzione congeniale alle proprie aspettative e aderente alla mission di un brand che esporta acqua minerale in 140 paesi nel mondo, San Pellegrino ha indetto un concorso internazionale nello scorso luglio invitando a partecipare quattro stelle dell’architettura contemporanea: BIG dalla Danimarca, MVRDV dall’Olanda, Snøhetta dalla Norvegia e Michele de Lucchi dall’Italia. Nella giuria del concorso i membri interni di San Pellegrino e Nestlé sono stati affiancati da un accreditato gruppo di esponenti della critica, del design e dell’architettura coordinati da Luca Molinari in qualità di presidente. Alla seconda fase di approfondimento, comunicata a settembre, sono state ammesse le proposte di BIG e MVRDV. I due studi hanno lavorato al perfezionamento del progetto fino a gennaio e hanno anche ospitato presso i loro studi i membri della giuria affinché questi potessero comprendere il loro metodo di lavoro.

 

Una sinfonia d’archi

L’architettura che farà dello storico stabilimento la nuova flagship factory di San Pellegrino è una sinfonia di archi ben calibrata che ordina l’intero comparto produttivo in modo organico. Partendo da una lettura del contesto, geografico e culturale, e analizzando i processi alla base della produzione dell’acqua minerale, Ingels ha impostato il concept progettuale sul dialogo tra la nuova architettura, il paesaggio e la cultura di San Pellegrino e della Valle Brembana. La nuova architettura del brand San Pellegrino nasce dal disegno elegante di una sequenza di archi, un elemento che richiama la tradizione costruttiva e la storia del contesto. Gli archi ritmano lo spazio, creano armonia, uniscono ma differenziano le parti: sono la sintassi di un progetto che ridisegna la grande area senza eccedere, coinvolgendo armonicamente edifici esistenti, spazi aperti e nuove addizioni. Interessante il sistema dei percorsi pedonali, formato da una serie di passaggi coperti o pergolati che sono promenade architecturale dalle quali si guarda ai luoghi di lavoro. Il progetto non si ferma alla forma estetica ma entra nella sostanza delle relazioni e delle funzioni e dimostra attenzione al tema dell’acqua e alle parti che compongono tutta la complessa macchina produttiva.

La futura factory non sarà un’enclave esclusa ai non addetti ai lavori ma è pensata per essere visitata e permeabile. Ne sono un esempio l’Experience lab – il nuovo volume collocato nella zona nord dell’area che farà conoscere e avvicinerà fruitori e visitatori al mondo San Pellegrino con contenuti tecnologici e interattivi – e anche la nuova piazza, da utilizzare per manifestazioni ed eventi aperti al pubblico, caratterizzata da una scultura che riproduce artisticamente la stratigrafia della roccia dalla quale nasce, dopo un lungo processo trentennale, l’acqua minerale.

 

Tra quattro anni

Chi vorrà vedere finalmente concluso il primo progetto di BIG in Italia dovrà attendere almeno quattro anni. Le fasi progettuali saranno sviluppate fino all’esecutivo durante l’anno in corso. E con un budget complessivo di 90 milioni nel 2018 verranno avviati i lavori che, se tutto andrà bene, si concluderanno all’inizio del 2021. Sarà sicuramente un cantiere complesso, dato che sarà installato su un impianto industriale che continuerà a produrre ininterrottamente, e sarà sicuramente seguito con attenzione dalle comunità locali. Il percorso appena iniziato non è “solo” il restyling del quartier generale di un’azienda leader mondiale. Negli auspici di molti questo progetto ha la potenzialità di un’operazione di ampia portata in grado d’infondere energia positiva a un contesto – quello della Valle Brembana – che ha bisogno di ritrovare una nuova dimensione.


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