Fondazione Feltrinelli, laica cattedrale esoterica per Milano

by • 14 dicembre 2016 • Mosaico, Progetti2973

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Visita alla nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli su progetto di Herzog & de Meuron. Una settimana di festeggiamenti a Porta Volta per un edificio che contiene la storia ma guarda al futuro

MILANO. Carlo Feltrinelli, nella mattinata che apre le manifestazioni con le quali la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli viene svelata alla città, ricorda i numeri impressionanti che costituiscono il patrimonio materiale dell’istituzione: 265.000 volumi, un milione e mezzo di fogli di archivio, 20.000 riviste. Dal dopoguerra a disposizione degli studiosi come punto di riferimento per la storia del movimento operaio e del socialismo in Europa, la Fondazione trova oggi una sede di grande prestigio all’interno di un’operazione immobiliare che va ben oltre l’orizzonte di questa istituzione culturale. Con lo slogan Il futuro non nasce da solo si propone uno Spazio di cittadinanza che vuole essere Una piazza contemporanea di partecipazione e aggregazione. I temi sui quali si lancia la sfida, seguendo le indicazioni del segretario generale della Fondazione Massimiliano Tarantino, sono Partecipazione, Confini, Sostenibilità, Fonti e Memoria; in un programma, organizzato con il Comune di Milano e la Fondazione Cariplo, che impegna le giornate di questa settimana inaugurale e vara l’agenda dei prossimi anni.

Ma, ammonisce Gad Lerner, gran ciambellano dei discorsi ufficiali, qui la forma è sostanza ed ecco Jacques Herzog ad illustrarci l’architettura che, in ogni caso, non può essere disgiunta dalla visione politica e sociale propria del mondo Feltrinelli. Se per l’illustre premio Pritzker i riferimenti sono all’architettura milanese più aulica da una parte, il gotico del Duomo, e a quella popolare dall’altra, da Aldo Rossi al Gallaratese alle cascine lombarde, il sindaco Giuseppe Sala prova a citare la serialità delle fabbriche lombarde, ma ciò che ci accoglie oggi in Viale Pasubio è pur sempre una palazzata imponente anche se politicamente corretta. Ma i quattrini sono stati spesi benissimo, secondo il giudizio di Giuseppe Guzzetti, grande mecenate dell’operazione grazie alla Fondazione Cariplo che da più di due decenni sostiene finanziariamente la Giangiacomo Feltrinelli e promette di farlo anche in futuro. Sostegno alla cultura anche da Regione Lombardia che, nelle parole del presidente Maroni, vede con interesse la struttura di Porta Volta che contiene la storia, ma guarda al futuro. In testa ed in coda vengono letti i messaggi benauguranti del presidente della repubblica in carica e di quello emerito. Conclude l’evento una dotta dissertazione sull’utopia dell’astro nascente Rutger Bregman, giornalista/pensatore olandese di 28 anni, e l’interpretazione da parte del Toni Servillo nazionale del discorso del 1961 con il quale Giangiacomo Feltrinelli inaugurava la precedente sede di Via Romagnosi. In un clima da allegra confraternita il miglior viatico è il saluto col segno di vittoria nel quale Inge Feltrinelli si produce a favore dei fotografi di fronte alla facciata sghemba del preclaro edificio.

 

L’architettura di Feltrinelli Porta Volta

32x16x188 (metri). A volte i numeri sono aridi e freddi: in questo caso descrivono benissimo la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli a Porta Volta che sorge sull’antico tracciato delle mura spagnole seguendo il disegno dello studio Herzog & de Meuron di Basilea. Come dire 12 cubi da 16×16 metri disposti su due file una sopra l’altra, 1.224 finestre per 10.598 mq di vetrate – dimostrazione di trasparenza e apertura non solo fisica – che delimitano una sezione che sembra una citazione letterale di una casa gotica medievale del Nord Europa più che un omaggio al contesto storico meneghino. Contesto citato nella dimostrazione grafica, contenuta nel puntuale volumetto prontamente editato per l’inaugurazione, che lega l’edificio alla giacitura delle antiche mura e ne giustifica la dimensione che sembra, al contrario, eccessiva rispetto al tessuto cittadino. Mentre l’esercizio di geometria descrittiva, che dimostra le complicazioni alle quali si va incontro intersecando un volume estruso da un diedro triangolare con un piano sghembo, viene imputato dal pluridecorato architetto svizzero alla giacitura della via Maroncelli, suscitando un’immediata simpatia per l’incolpevole patriota che divise le sue prigioni con quelle di Silvio Pellico e che mai avrebbe immaginato di essere motivazione di una pagina di architettura moderna. L’organigramma dell’edificio è chiaro e funzionale, quasi calvinista nella sua semplicità.

Piano terra. Ingresso e libreria, perché i libri vanno pur sempre venduti e lo si fa prendendo un caffè.

Primo e secondo piano. La sala polifunzionale è piazza contemporanea aperta alla città e si configura come un grande spazio  pronto a tutto, ma soprattutto pronto ad essere chiuso alla vista esterna da grandi tendoni che devono bilanciare le enormi vetrate con le quali dovrà lottare chi allestirà questa piazza.

Terzo e quarto piano. Ricerca e didattica per gli uffici della Fondazione che si dispiegano secondo standard europei di alto livello.

Quinto piano. In un mondo singolarmente triangolare e sghembo, adornato di morbido rovere e tende plissettate, si colloca la sala lettura, aperta al pubblico anche se la capienza è limitata, sulla quale veglia la bandiera della Comune di Parigi esposta in una teca a parete, quasi laica reliquia. Triangolari sono le lampade e triangolari i mobili, anche se sorge spontanea la domanda: chi mai consulterà i libri posti a molti metri di altezza sulla guglia della libreria? Evidentemente anche i libri della Fondazione hanno la loro valenza estetica. Grande la cura costruttiva, ottimi i dettagli: “tutto a disegno” nella migliore tradizione milanese interpretata magnificamente dalle aziende coinvolte, anche come partners, nella costruzione di questa grande cattedrale laica esoterica che non mancherà di portare ulteriore fama a Milano.

 

Per_approfondire

La carta d’identità dell’intervento

Cronologia: 2008-2016
Committente: Fondo Feltrinelli Porta Volta, Milano
Asset management: COIMA srl, Milano
Progetto: Herzog & de Meuron (Jacques Herzog, Pierre de Meuron, Stefan Marbach, Andreas Fries); project team: Mateo Mori Meana (project manager), Liliana Amorim Rocha, María Bergua Orduna, Nils Büchel, Amparo Casani, Yolanda De Rueda, Claudius Frühauf, Yannik Keller, María Ángeles Lerín Ruesca, Monica Leung, Christina Liao (Animation), Adriana Müller, Argel Padilla Figueroa, Francisco Requena Crespo, Juan Sala, Francisca Soares de Moura, Carlos Viladoms, Federica von Euw, Thomasine Wolfensberger; partner architect: SD Partners (Milano)
Strutture: Zaring (Milano)
Impianti: Polistudio (Riccione)
General contractor: CMB srl (Carpi)
Facciate: AZA spa (Fiorenzuola D’Arda)
Prefabbricati in cemento: Orobica srl (Bergamo)
Illuminazione: Artemide
Protezioni parasole: Resstende srl (Milano)

Dati dimensionali: superficie lotto 15.797 mq; slp edificio Feltrinelli Porta Volta 7.795 mq, edificio Fondazione: 3.645 mq, totale 14.249 mq; spazi pubblici 12.935 mq

 


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3 Responses to Fondazione Feltrinelli, laica cattedrale esoterica per Milano

  1. […] Il nuovo volto architettonico della storica sede della San Pellegrino in Val Brembana (Bergamo) sarà disegnato da BIG. Alla presenza del frizzante Bjarke Ingels il progetto è stato presentato dai vertici della prestigiosa casa di acque minerali (appartenente al gruppo Nestlé ormai da anni) durante la manifestazione organizzata nella scenografica cornice architettonica della Fondazione Feltrinelli di Milano. […]

  2. […] nuovi insediamenti. Forse il più eclatante, più che altro per dimensione, è a Porta Nuova la Fondazione Feltrinelli disegnato dalle star Herzog & de Meuron, che in verità è una porzione minoritaria di un […]

  3. […] nuovi insediamenti. Forse il più eclatante, più che altro per dimensione, è a Porta Nuova la Fondazione Feltrinelli disegnato dalle star Herzog & de Meuron, che in verità è una porzione minoritaria di un […]