Formazione continua: per Sin Tesi Forma bisogna anche appassionare

by • 6 dicembre 2016 • Inchieste, Professione e Formazione345

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Con 15 corsi online previsti in raddoppio nel 2017 e le difficoltà, tutte italiane, nel formarsi a distanza, Sin Tesi Forma è parte dei 279 enti terzi accreditati dal Cnappc e, come strartup innovativa all’interno dell’I3P di Torino, cerca di affrontare in modo scientifico l’aggiornamento professionale continuo

 

Fondata nel 2009 da Elisa Vaira e Francesco Allasina, entrambi architetti ed entrambi classe 1979, Sin Tesi Forma è oggi uno dei 279 soggetti terzi accreditati dal Cnappc per la formazione continua degli architetti. Accreditato anche presso Cni, Cng e, presto, Conaf, nel 2014 si riconfigura come piattaforma e-learning che, tra criticità e progetti per il futuro, è oggi ospitata presso il Politecnico di Torino dall’I3P, il principale incubatore universitario italiano pera le imprese innovative in ambito tecnologico. Abbiamo posto loro alcune domande sulla loro esperienza di questo primo triennio sperimentale di formazione continua e sulle attese future.

 

Voi siete architetti e avete costituito una società che si occupa di e-learning per architetti, ingegneri e geometri inserita all’interno dell’I3P, l’incubatore d’imprese innovative del Politecnico di Torino. Com’è nata Sin Tesi Forma?

Sin Tesi Forma è nata dalla passione per l’insegnamento che abbiamo maturato dal 2009, quando iniziammo con i primi corsi in aula, un’esperienza che ci ha permesso d’intuire il potenziale di una scuola che non prevedesse aule. Così nel 2014 abbiamo trasformato Sin Tesi Forma in una scuola di esclusiva formazione online, e, grazie a questo, l’anno successivo siamo stati accolti come startup all’interno dell’I3P. Oggi Sin Tesi Forma è una scuola riconosciuta dal Ministero della Giustizia e accreditata da Cnappc, Cni (ingegneri), Cng (geometri) e, a breve, anche dal Conaf (dottori agronomi e dottori forestali).

 

Come è strutturata la vostra attività?

Sin Tesi Forma è una scuola, e una startup di cui noi due siamo i fondatori, che organizza e produce corsi nell’ambito della progettazione. Con la nostra squadra di collaboratori – dieci oltre ai docenti dei vari corsi – seguiamo le diverse attività da svolgere, strutturate secondo una partizione cronologica: passato (l’analisi dei dati, dei movimenti e dei flussi nel web), presente (l’amministrazione quotidiana dell’azienda, le relazioni, la pubblicità, la gestione dei social network e le scelte strategiche) e futuro (la produzione dell’offerta formativa, l’ascolto dei bisogni dei nostri studenti e la gestione finanziaria).

 

Quanti corsi offre e di quali tipologie?

Ad oggi offriamo 15 corsi online, che prevediamo di raddoppiare nel 2017. Definiamo la tipologia dei nostri corsi, di cui siamo registi e autori, attraverso tre parole chiave per noi necessarie per strutturare la nostra offerta formativa: la prima è Progettazione, poiché ci rivolgiamo a chi (architetti, ingegneri, geometri e agronomi-forestali) lavora attraverso il progetto. La seconda è Strumento, inteso come strumento tecnico – ovvero i vari software Sketchup, Autocad, Revit e il mondo BIM, Photoshop, V-Ray, Blender, Lumion, Excel, o strumento di aggiornamento della cultura del progetto in diversi ambiti, dall’energetico come Energia e Costruito, alla consapevolezza teorica (Progettazione in Alta Quota), all’apprendimento delle procedure per la compilazione di un bando (Accesso ai Finanziamenti Europei). Divulgazione è invece il monito del nostro fare didattica ed essere scuola: dall’ideazione alla produzione, alla modalità di proporre i nostri corsi, siamo particolarmente attenti a essere chiari, immediati e semplici perché i nostri destinatari possano comprendere velocemente la nostra identità di scuola online ed esserne positivamente colpiti. Il fatto poi di esistere solo su rete e device ed essere disponibili 24 h non ci permetterebbe il contrario.

 

Alla chiusura del primo triennio di formazione obbligatoria per architetti e ingegneri, quali sono le problematiche che avete riscontrato?

Paradossalmente la difficoltà principale è stata scegliere una modalità d’insegnamento che in Italia non si conosce bene: gli utenti italiani che seguono corsi online sono pochi e, quando succede, spesso senza grande soddisfazione. Con un riferimento costante all’e-learning statunitense, il nostro obiettivo è invece essere tra i primi qui a scardinare questa convinzione dimostrando come la formazione a distanza può essere efficace e appassionante anche per un pubblico non abituato all’e-learning: per questo abbiamo previsto gratuita la prima lezione di tutti i nostri corsi, per far comprendere come anche l’e-learning possa essere sinonimo di formazione di qualità. Questo primo triennio è stato sperimentale per tutti, Ordini nazionali e locali, Collegi, Ministero ed enti terzi, ma crediamo sia stato utile per capire quali modalità adottare nel futuro. Ci fa piacere notare come gli accorgimenti dei Consigli siano sempre più rivolti a rendere la formazione online una soluzione per l’aggiornamento professionale.

 

È stato facile ottenere l’accreditamento? Come sono stati i rapporti con i due Consigli Nazionali?

Purtroppo non è stato facile ottenere l’accreditamento. Le procedure ci hanno impegnati per molto tempo. Questo senza dubbio è dovuto al fatto che è stato il primo triennio sperimentale, e che i Consigli nazionali di architetti e ingegneri per primi hanno faticato a comprendere come affrontare al meglio la Formazione continua. Ma abbiamo avuto un buon ascolto presso entrambi i Consigli, e siamo felici che abbiano da subito cercato di strutturarsi in modo da rispondere alle esigenze di migliaia di architetti e ingegneri. Oggi entrambi si sono dotati di piattaforme in perenne aggiornamento e sicuramente il prossimo triennio sarà più facile per tutti.

 

Ci sono differenze tra gli interessi, le richieste e le modalità di approccio tra ingegneri e architetti?

Le divergenze tra le linee guida dei due Consigli nazionali, e dunque le rispettive offerte formative, sono state grandi. Ma per poterne fare un confronto approfondito analizzeremo i dati con cura alla scadenza reale del primo triennio, ossia il 30 giugno 2017 (termine ultimo per le sanzioni), e che saranno utili per disegnare la nuova offerta formativa della scuola. Ci aspettiamo sorprese interessanti.

 

All’avvio del secondo triennio e sulla base dell’esperienza pregressa, cosa pensate si debba fare per modulare offerta e modalità?

Pensiamo sia sempre l’ascolto la qualità più importante da non trascurare come formatori oltre che architetti e ingegneri. Prima di creare l’offerta formativa più facile, accattivante, o più conveniente e risolutiva per acquisire crediti, come scuola riteniamo determinante ascoltare le esigenze del professionista che ha completamente mutato il proprio modo di lavorare: ogni corso è frutto di sondaggi che periodicamente utilizziamo per indagare i bisogni specifici dei professionisti. Se la professione sta cambiando radicalmente, la buona formazione deve anticiparne le mosse, orientare il progettista, supplire ai suoi bisogni formativi di aggiornamento e, perché no, entusiasmarlo.


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