Claudio De Albertis (1950-2016)

by • 6 dicembre 2016 • Professione e Formazione1156

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Un doppio ricordo del presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili e della Triennale di Milano

 

Ci ha lasciati lo scorso venerdì, Claudio De Albertis. Forte, generoso, combattivo nella vita e soprattutto nel suo lavoro che amava e a cui si è dedicato con passione fino all’ultimo giorno.

Nato a Genova ma cresciuto a Milano, città che amava e dove si è laureato in Ingegneria civile, nel 1976. Ha iniziato da subito a lavorare nell’impresa di famiglia, la Borio Mangiarotti. Compito importante, data la storia di questa impresa, che inizia ad operare a Milano dagli anni venti con manufatti di grande qualità e che ha visto committenti importanti ed architetti come Giuseppe De Finetti, Giovanni Muzio e poi Carlo De Carli, Luigi Figini e Gino Pollini. Qualità e rigore, anche in anni recenti sotto la guida di De Albertis, non si sono perse e le ritroviamo nei molti quartieri residenziali, e non solo, che continuano a lasciare un segno importante nella città e che hanno visto sempre la partecipazione dei più validi professionisti.

Non si arrendeva mai, ed infatti fondamentale per lui era il dialogo con le pubbliche amministrazioni. Un esempio fra tutti forse è il lungo progetto dei parcheggi sotterranei e dello spazio pubblico accanto alla Basilica di Sant’Ambrogio.

Molti anni quindi vissuti tra i cantieri. Tuttavia, De Albertis era soprattutto un uomo colto e lungimirante che ha trasmesso la sua voglia di fare a tutte le persone che hanno avuto la possibilità di lavorare con lui. Instancabile, le sue giornate iniziavano all’alba perché erano tante le cose a cui voleva dedicarsi sempre con meticolosità e molta cura, come il prezioso lavoro svolto per le associazioni di categoria, prima con l’Assimprendil e poi a livello nazionale con l’ANCE (Associzione Nazionale Costruttori Edili) e con In/Arch (Istituto Nazionale di Architettura).

Tra le sue passioni più grandi sicuramente quella per la Triennale di Milano, ormai diventata quasi una seconda casa. Una presidenza di quattro anni in cui ha messo tutto se stesso riuscendo ad ottenere importanti risultati come la XXI Esposizione Internazionale di cui, come lui stesso ci aveva raccontato, era molto orgoglioso; e da persona che guardava al futuro, ci parlava già da mesi della prossima Esposizione del 2019.

Vogliamo ricordarlo anche noi, con il suo motto “Andiamo avanti!”; e prendendo in prestito le parole del direttore della Triennale, Andrea Cancellato: “Ciao Presidente, continueremo a costruire mondi come tu ci hai insegnato”.

Arianna Panarella

 

Strano destino coglie a volte chi ha vissuto a Milano. Se Genova è cantata come città del Saper Fare, è il capoluogo lombardo il luogo dove questa attitudine s’invera in vite di straordinaria passione e dedizione al Fare. L’ingegner Claudio De Albertis, quel Claudio per i moltissimi che hanno condiviso e intersecato il suo percorso terreno, nasce a Genova ed opera a Milano chiudendo così un circolo virtuoso che è un inno all’operosità. Era Ingegnere di cultura Politecnica, saldamente ancorato alla pragmaticità della propria professione e dell’impresa di famiglia, ma con un amore e una frequentazione assidua della creatività che ne faceva uno straordinario interlocutore per chi aveva progetti, anche temerari, da proporre.

Uomo sociale, nel rapporto con gli altri trovava molte delle ragioni del suo Fare. Dedicava una parte considerevole del suo tempo alla cultura dell’Associazione, alle ragioni dello stare insieme per uno scopo comune e, soprattutto, per il bene comune. Con una chiara cognizione del tempo, risorsa finita e pericolosamente impredittibile, non aspettava tempo ed anzi lo sfidava ogni giorno nel testare con la propria opera il numero di azioni comprimibile nell’unità di tempo. Strano destino quello di colui che così bene ha messo a frutto i talenti ricevuti ed in cambio ha avuto un tempo terreno breve. Strano destino, ma premiato da una città che ha corrisposto l’amore ricevuto donandogli la possibilità di mettere a frutto le proprie idee ed il proprio Saper Fare. Fra gli altri, la Triennale rimarrà il luogo di elezione dove il suo entusiasmo, seminato in terreno fertile, continuerà a produrre frutti. Milano rimarrà città grata di un esempio che in molti seguiremo.

Alessandro Colombo

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