Nove proposte per vincere marginalità e degrado

by • 2 dicembre 2016 • Inchieste554

Gli esiti del concorso bandito dal MiBACT con il Consiglio nazionale degli architetti per la riqualificazione di nove aree periferiche individuate in vari comuni dello stivale

 

VENEZIA. Non è un caso che la premiazione del primo concorso dedicato alla riqualificazione delle aree urbane periferiche, bandito dal MiBACT con il CNAPPC, abbia avuto luogo, il 19 novembre scorso, durante gli ultimi giorni di Biennale, al padiglione Italia all’Arsenale. Padiglione Italia che quest’anno ospitava una mostra dal titolo “Progettare per il bene comune”, ove i curatori, Tamassociati, hanno individuato fra i luoghi sensibili in cui operare per la collettività, le periferie, ambienti ai margini, complessi e plurali, ove si giocano anche i temi dell’integrazione. Emergono il valore sociale e la dimensione etica della disciplina, chiamata a rispondere a domande ben poste sulla riqualificazione delle periferie urbane, sull’appropriazione degli spazi collettivi con modalità tali da essere riconosciuta come propria, utile e prioritaria dalla comunità.

Le aree individuate dal concorso erano inizialmente dieci; successivamente è stata stralciata la candidatura di Empoli. Denominatore comune delle aree – alcune già note, altre meno – è l’essere spazi ai margini, non-finiti, o caratterizzati da edifici abbandonati, ma con scale dimensionali assai differenziate: da Palermo a San Bonifacio a Ruvo di Puglia.

I tempi di consegna dei progetti erano brevissimi: dal bando lanciato il 12 settembre, alla consegna l’11 novembre, alla proclamazione dei vincitori il 19 novembre. I partecipanti, di cui almeno un under 35 per gruppo, sono stati 220; ai nove vincitori è andato un premio di 10.000 euro ciascuno.

Gli enti banditori, il MiBACT e il CNAPPC nella figura del presidente Giuseppe Cappochin, si sono detti soddisfatti dei risultati ottenuti, sia in termini di partecipazione sia di qualità delle risposte ottenute. Inoltre, pare funzionare anche la formula del progetto-pilota bandito e risolto in tempi rapidi anziché prolissi come di solito, così come la promozione di gruppi giovani. Infine, convince l’idea di promuovere l’architettura come possibile veicolo di riscatto sociale. Per questo Cappochin, durante la presentazione, ha lanciato un’idea-provocazione, auspicando che anche la ricostruzione post-sismica venga affrontata attraverso il tema del concorso. E ha ribadito l’efficacia, la trasparenza e la qualità del metodo annunciando, insieme a Federica Galloni, direttrice generale per l’Arte e l’architettura contemporanee e le periferie urbane del MiBACT, una convenzione per mettere a concorso progetti in altre dieci aree degradate nel 2017.

L’impegno dei sindaci dei comuni che hanno manifestato interesse per l’iniziativa è quello, una volta ricevuti in dono le proposte selezionate, di affidare agli artefici gli approfondimenti progettuali, affinché si possa giungere alla realizzazione degli interventi. Per questo motivo ogni progetto reca il costo complessivo di massima per la sua fattibilità, come si può vedere sul sito web della piattaforma “Concorrimi”, in cui sono riportati tutti i progetti, le tavole, le relazioni e soprattutto il bando con le specifiche.

Senza entrare nel merito dei progetti, della loro rappresentazione, del linguaggio, dei contenuti, emergono in ciascuno e a titolo diverso impegno ed entusiasmo, anch’essi sinonimo di qualità. I progetti sono stati presentati fugacemente all’interno del padiglione Italia proiettati su parete, ma avrebbero meritato di restare esposti per una più attenta analisi. Tuttavia sorge una domanda: cosa ne sarà di questi progetti se, ad esempio, all’attuale ministro dovesse succederne uno meno interessato a questi temi, se venissero a mancare i finanziamenti, se i sindaci infine non tenessero fede alla parola data? Ancora una volta, si tratterebbe di energie spese e rimaste sulla carta.

I primi classificati nelle 9 aree

 

copia-di-94afd8962ee3760ae1912678f0eeb526

Aprilia (Latina): area nel quartiere Toscanini 

Studio Orizzontale: Manfra Margherita (capogruppo), Grant Giuseppe, Mohiti Asli Nasrin, Pantaleoni Roberto, Ragazzo Stefano, Chimienti Antonio, Cioccetti Giorgia, Cocci Samuele, Mariani Chiara, Pallotta Simone

copia-di-d40b8134c46385b70e8d048dd20981c2

Corato (Bari): area “Case minime” in rione Belvedere

De Napoli Mariangela (capogruppo), Giardino Francesco, De Gennaro Annapaola, De Napoli Francesca

9243251b762ba2c7562fa5bec83c87b0

Marsala (Trapani): area nel Parco della Salienza

Capanno Danilo (capogruppo), Borrelli Francesca, Prevedini Paolo

5f8b23b419d95181ffaca059b2150e06

Palermo: area “Cittadella dello sport” nel quartiere San Filippo Neri (Zen)

Luzio Sergio (capogruppo), Barbaro Salvatore, Tuttolomondo Valeria, Nogara Giuseppa Marianna

2c217c2d0e6d2d27bb5598793c720fc2

Reggio Calabria: area in rioni Trabocchetto e Sant’Anna

Brunelli Cristina (capogruppo), Pigliautile Marta, Cavalaglio Costanza, Biondi Lorenzo, Garinei Alberto, Marconi Marcello

ce6e39ef1f736df67a801940ae1a5f30

Ruvo di Puglia (Bari): area ex convento in rione Cappuccini

Nannini Cristiana (capogruppo), Naimoli Francesco, Ferrari Federica Annamaria, Spaltini Alessandra, Auricchio Gaetano, Yahfoufi Mirna

2eadee3ebc1dcfa4e4ba3e70c33818e5

San Bonifacio (Verona): area in quartiere Praissola (disegno di dettaglio in copertina)

Vandini Luca (capogruppo), Tedeschi Leonardo

d6fcf21ca71724ff8b6eec5650639662

Santu Lussurgiu (Oristano): area ex collegio Carta-Meloni

Lai Silvia (capogruppo), Mastinu Miriam, Onni Giuseppe, Bartocci Samanta, Valentino Michele, Cannaos Cristian

c024dd7606fde7f36fee4d89a59631fb

Sassari: area in quartiere Latte dolce

Marras Paolo (capogruppo), Marras Carlo Antonio, Sechi Stefano, Deriu Silvia


Pin It

One Response to Nove proposte per vincere marginalità e degrado