Parigi/2: così si rinnova il Museo di Cluny

by • 19 luglio 2016 • Patrimonio, Progetti774

Partito il cantiere per l’edificio di accoglienza, firmato Bernard Desmoulin, del museo sulla rive gauche che riunisce le terme gallo-romane e la dimora medievale degli abati

 

PARIGI. Tra la Senna e la Sorbona, sulla rive gauche, all’incrocio tra i boulevard Saint-Germain e Saint-Michel, è partito il cantiere per l’edificio d’accoglienza del Museo di Cluny, esito d’un concorso del 2014 aggiudicato all’architetto Bernard Desmoulin. Il museo offre una testimonianza unica delle epoche antiche e medievali, riunendo in un insieme patrimoniale rimarchevole le terme gallo-romane e la dimora medievale degli abati del noto monastero francese. Secondo il comunicato stampa del ministero della Cultura, committente dell’opera, il progetto è stato scelto per «la sua pertinenza, sia dal punto di vista urbano nel rapporto con la città, sia dal punto di vista architettonico nel dialogo con gli elementi costruiti del Museo e dell’Hôtel di Cluny».

Costruito sulla terrazza Boeswillwald, è adiacente all’edificio eponimo del XIX secolo. L’intervento funziona da segnale, per migliorare la visibilità dal boulevard Saint-Michel e s’inscrive in un luogo di sedimentazione storica: un tema che Desmoulin ha già affrontato in precedenti lavori, come nei pressi della medesima abazzia di Cluny. Il concetto è quello della presenza e del mascheramento: la volumetria esterna rispetta le costruzioni preesistenti e ne lascia intuire la stratificazione. Tale connivenza con il sito è tradotta attraverso una “pelle” in fusione d’alluminio tinta bronzo sulla parte alta della doppia sala che definisce il volume. Lo zoccolo vetrato invita il visitatore a penetrare dalla rue de Sommerard, perpendicolare al boulevard Saint-Michel. La figura piegata della copertura dello spazio d’accoglienza permette d’identificare quest’ultimo entro un insieme di coronamenti dal linguaggio e dalle forme variate.

L’aspetto interno del museo è quello d’un labirinto, al riparo dalla luce. Per contrasto, la zona di accoglienza è un vestibolo generoso e chiaro, la cui luminosità sottile e calda procura una sensazione di comfort ai visitatori. Il reticolato esterno riprende un motivo di merlettatura presente in diverse parti della residenza degli abati e soprattutto nella scala di pietra della cappella; un segno che connota il luogo. Tali aperture organizzano orizzontalmente e verticalmente delle viste su una parte delle vestigia, invitando il visitatore a scoprire l’antico percorso.

Il nuovo intervento riunirà i vari spazi d’accoglienza, la boutique, uno spazio per le esposizioni temporanee nel mezzanino, alcuni atelier pedagogici e la logistica. In connessione con la nuova costruzione, alcuni spazi esistenti sono risistemati, unitamente alla realizzazione di un percorso verso le vestigia antiche. Tale inserzione contemporanea che rinnova l’immagine del museo sarà seguita da un secondo intervento ai fini di realizzare un nuovo percorso museografico attraverso l’esistente.

 

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