Murano, lo scandalo Conterie (o dell’architettura come retorica)

by • 3 aprile 2016 • Mosaico, Progetti1437

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Siamo andati a Venezia a vedere l’interessante intervento firmato da Studio Macola per 36 alloggi sociali nelle ex Conterie, scoprendo che non tutto è come vorrebbero far credere i racconti “canonici”…

 

MURANO (VENEZIA). Colgo l’occasione d’una visita lagunare per spingermi fin sull’isola dei vetrai. Motivo: un sopralluogo, a mo’ di blitz, per osservare un’opera che, nei mesi scorsi, è stata assai veicolata (quasi sempre col medesimo testo, ripreso da una relazione dei progettisti) sui siti web di architettura, con un bel servizio fotografico di Marco Zanta. Il progetto e il tema sono degni d’interesse: la trasformazione di un comparto dell’ex fabbrica delle Conterie (perline) in 36 alloggi sociali, firmato da Giorgio Macola, più erede che epigono di Gino Valle.

Giunto in loco, lo sconcerto è grande. Tutto disabitato e sprangato: finestre con scuri chiusi, rete elettrosaldata e fogli di compensato a sbarrare alcuni varchi di cantiere rimasti tali; nessun nome sui campanelli; immondizie nei cortiletti d’accesso; prime efflorescenze sulle murature costruite ex novo.

Da alcune ricerche sul web, ma soprattutto da una cordiale conversazione telefonica con Macola, ricostruiamo la vicenda, che è ben lungi dalla conclusione. Tutto comincia nel 1995, con un Piano di recupero per l’intera area (2,2 ettari), definitivamente dismessa due anni prima. Previsti la ristrutturazione di alcuni fabbricati con la realizzazione di residenze, un albergo e attività artigianali, finanziati da Ministero dei Lavori pubblici e Regione Veneto all’interno di un pacchetto da 300 milioni di vecchie lire. Il documento è redatto da Macola e da Giorgio Lombardi e Walter Gobbetto, nel frattempo trapassati. Nel 1999 il Comune di Venezia bandisce un duplice concorso: per gli alloggi (nell’attuale lotto A) e per uno studentato (nell’adiacente lotto B). Entrambi resteranno sulla carta: il primo concorso, appannaggio d’un architetto coreano, è ritenuto inattuabile e nel 2009 si opterà per una gara su curriculum aggiudicata a Macola; il secondo, vinto dallo Studio C+S, è stralciato nel 2010 a favore di ulteriori residenze pubbliche, affidate come consulenza per il progetto preliminare e definitivo sempre a Macola. In mezzo, vanno di scena le bonifiche, lunghe e difficili, dal 2003 al 2009, assegnate dal Comune a Edilvenezia, poi rinominata Insula spa, società partecipata dalla stessa Municipalità. E neppure completate! Ad oggi, raggiungono appena il 40% circa; ciò spiega perché gran parte dell’area versa ancora in condizioni di spettrale degrado. Quanto ai 36 alloggi in questione nel lotto A, dopo l’affidamento del progetto nel 2009 – come detto sopra -, nel 2011 si appaltano i lavori, mentre il cantiere parte nel 2013 ed è consegnato a giugno 2015. Tuttavia, ancora nessuna assegnazione delle case perché mancano le opere di urbanizzazione e l’allacciamento alla rete del gas. Stessa sorte, in altra parte dell’area, per un edificio ATER di 10 alloggi terminato ormai da anni; vicenda, quest’ultima, oggetto d’un contenzioso tra ATER e Comune che, oltre a stimolare le cronache locali, ha attirato le telecamere di “Striscia la notizia”. I progettisti auspicano che entro l’anno si concludano le urbanizzazioni, per procedere con le assegnazioni nel 2017. Per quanto concerne invece il lotto B, dovrebbe partire a breve la progettazione esecutiva (in mano a Insula) per 18 alloggi in luogo dei 24 previsti: i 6 stralciati sono una sorta di “spending review” per consentire di finanziare le urbanizzazioni. Fine del cantiere attesa entro il 2018.

Al netto di alcuni cenni in un articolo di “Edilizia e Territorio”, di tutto ciò nulla emerge stando alle omologanti presentazioni del web, con testo copia-incolla e foto patinate. E, cosa più grave al di là della mancata ricostruzione dell’iter, pare che le case siano abitate e l’architettura viva e vegeta. In buona fede, i progettisti hanno rilasciato i comunicati e commissionato il servizio fotografico quale “assist” per suscitare il pronto consenso del popolo del web, auspicando che fosse un buon viatico per la fine dell’odissea. Se l’atteggiamento è plausibile, noi tuttavia crediamo che sia più “utile” – nonché onesto – verificare sul posto, rilevando l’eventuale scollamento tra il “sistema di attese” e la dura realtà. Diversamente, significa quanto meno essere consapevoli che la veicolazione dell’architettura viaggi per canali indipendenti; e, dunque, chissenefrega di quel che poi succede davvero a Murano…

Ah, già… e il progetto? Lo racconteremo quando sarà abitato da coloro per i quali è stato concepito.

 

Il reportage fotografico di Marco Zanta…

 

… e il nostro

 

Per_approfondire

Il “Progetto Murano” secondo il Comune di Venezia

La presentazione dell’intervento secondo i progettisti

La presentazione in alcuni siti di settore: domusdivisareedilportale – archilovers – archdaily


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