Finalmente un piano per Onna: è il primo

by • 28 febbraio 2012 • Città e Territorio435

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L’Aquila. Lo scorso 15 novembre il consiglio comunale dell’Aquila ha approvato la delibera relativa all’adozione del Piano di ricostruzione di Onna, il noto centro devastato dal sisma del 2009. Il Piano redatto dagli studi Schaller di Colonia e Mar di Venezia è il primo tra quelli del cratere a concludere il suo iter. Il progetto è stato completamente finanziato dalla Germanianell’ambito di un Accordo di programma tra Comune, Repubblica federale tedesca e Onna Onlus. Il documento di recupero e ricostruzione è una visione radicata alla trama storica del paese ed insieme un flessibile strumento di traduzione dei singoli progetti di ricostruzione che si spinge a ipotizzare una ridefinizione del territorio in riferimento alle strategie di recupero e valorizzazione e apre un ragionamento sull’uso delle risorse e sull’efficienza dei servizi, mettendo in risalto le criticità legate al degrado del fiume quale potenziale generatore di sviluppo, e alla viabilità, inserendo le stesse in un quadro di sviluppo. Lo studio Mar, che nel paese ha già realizzato il Centro civico, ha lavorato insieme allo studio Schaller a stretto contatto con la popolazione, attuando un processo virtuoso di consultazione dal carattere innovativo, per ricostruire il paese sulle esigenze dei suoi abitanti i quali, sin dall’inizio, hanno rifiutato la delocalizzazione prevista dal Piano Case. Il Piano è suddiviso in ambiti che ridisegnano il centro storico e il suo completamento, con una riperimetrazione più ampia, alla cui base vi è la tutela; i sottoservizi procederanno di pari passo con la ricostruzione che è nelle mani degli abitanti, la cui intraprendenza scandirà i tempi di completamento. Il masterplan permetterà di riedificare conservando l’impianto urbano e i materiali tradizionali (in accordo con le norme antisismiche), ricucendo il tessuto con nuovi edifici e inserti contemporanei (la cui suggestione nordeuropea ha dapprima incontrato resistenze e poi generato consensi puntuali in seguito a un lavoro di limatura) servizi e spazi pubblici, innalzando la qualità architettonica e puntando sulla sostenibilità energetica. La visione di sviluppo futuro contenuta nel Piano prevede inoltre la modifica di parte delle destinazioni d’uso degli edifici con l’obiettivo d’incentivare le economie basate sulla micro-ricettività e il turismo. Costo dell’operazione, 72 milioni, di cui 5 per opere pubbliche e la restante parte affidata ai privati. Ora le osservazioni, poi l’Accordo di programma e il pronunciamento del commissario per la ricostruzione, se la macchina burocratica non incontrerà intoppi è legittimo sperare per un inizio dei lavori a fine 2012. Si tratta di un’occasione, un laboratorio la cui scommessa è l’integrazione tra ricostruzione e conservazione nel segno dell’innovazione, preludio per la rinascita del centro dell’Aquila.

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