Per il sole di Siviglia, un ombrellone tedesco di legno e metallo invece dei toldos tradizionali

by • 7 luglio 2011 • Città e Territorio475

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Siviglia. Anche il capoluogo andaluso ha voluto entrare nel xxi secolo con un gesto architettonico di sicuro impatto visivo. In un clima di competizione globale per attrarre visitatori e turisti, e per non essere da meno dei vari Guggenheim, Città della Cultura o delle Arti sparsi per il territorio iberico, presi peraltro a modello, la città ha scommesso su un progetto che trasforma sensibilmente uno degli spazi pubblici principali del centro storico da piazza aperta a piazza coperta.
Il progetto Metropol Parasol è del tedesco Jürgen Mayer H., vincitore del concorso internazionale bandito dal Comune nel 2004. Doveva essere realtà nel 2007, ma è arrivato solo ora al termine, non senza problemi tecnici, polemiche e battute d’arresto (anche di un anno). Non ultima, la crisi economica che ha scosso la Spagna poco dopo il verdetto della giuria, quando è stata messa in discussione la necessità di un intervento di tali proporzioni. L’investimento non è d’altra parte cosa da poco: 90 milioni, di cui 55 di provenienza municipale e il resto da privati. L’avvicinarsi delle elezioni municipali del 15 maggio ha imposto un ritmo serrato ai lavori, che si sono conclusi dopo l’inaugurazione del 27 marzo.
Il Parasole, o i «funghi», come è stata soprannominata questa imponente struttura alta 30 metri, s’impone sul cielo di Siviglia per rivitalizzare plaza Encarnación, usata per anni come parcheggio, nonostante la posizione centralissima. La moderna cattedrale urbana, la cui idea originaria era quella di offrire un riparo contro il sole estivo e dunque di permetterne la colonizzazione da parte dei cittadini, si presenta come una struttura organica complessa oltre che ambiziosa (ingegnerizzata da Arup) in legno laminato e acciaio con collanti extra forti: una grande tettoia sostenuta da colonne disposte in modo da non interferire con le rovine romane venute alla luce durante precedenti scavi. Ispirato dalle volte della cattedrale sivigliana, ma anche dagli alberi secolari che sorgono nella vicina plaza de Cristo de Burgos, Mayer ha voluto idealmente spogliarla dei muri perimetrali per renderla accessibile a tutti.
La nuova piazza polivalente di 3.000 mq accoglie il Museo Antiquarium, il nuovo spazio ubicato nel basamento della struttura che mette in mostra le rovine di epoca romana, un mercato comunale, negozi, un podio per eventi e concerti all’aperto e, a 21 metri dal suolo, un ristorante e una passerella con vista sulla città. Il museo e la zona commerciale (così come i dettagli degli elementi accessori non propriamente della struttura) sono spazi non progettati dallo stesso Mayer che hanno suscitato critiche perchè indifferenti al Parasole.


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