Palermo terra di conquista per il mercato

by • 20 agosto 2009 • Design622

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PALERMO. Dal 25 al 31 maggio si è tenuta la terza edizione di «Palermo Design Week», un’iniziativa promossa dall’associazione Icod in collaborazione con il Dipartimento di Disegno industriale della Facoltà di Architettura di Palermo. La manifestazione ha avuto come principali sedi espositive l’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo e il nuovo Centro d’Arte Piana dei Colli e, pur proponendo un vasto programma di convegni, mostre, workshop, concerti e feste, non è riuscita a calamitare del tutto l’attenzione della città sul design. Le sette mostre («Premio alla carriera», «Storie di design», «Avverati_A Dream Come True», «Wallpaper», «Look it…Touch it!», «Colors» e «Sperimentazioni intorno al design») e le conferenze non sono riuscite ad attrarre un circuito più ampio di quello degli addetti ai lavori. Inoltre, disguidi organizzativi, come l’inaugurazione posticipata dell’interessante mostra curata da Porzia Bergamasco «Storie di design» – una selezione di 54 progetti provenienti da 27 paesi della Comunità europea – e la localizzazione in spazi poco accessibili con i mezzi pubblici, hanno di fatto limitato la portata di quest’evento che si proponeva l’ambizioso obiettivo di stimolare l’attenzione verso il settore trasformando la città in una piattaforma internazionale del design rivolta verso il Mediterraneo. Altro limite della manifestazione è stato quello di non aver spinto fino in fondo la difficile sfida di censire e valorizzare le energie creative presenti sul territorio, alimentando così la diffusione di un’idea del design come fenomeno di consumo. Un dialogo tentato solo a livello didattico con i due workshop curati dal Dipartimento di Disegno industriale della Facoltà di Architettura di Palermo e con l’allestimento, a cura degli studenti, delle vetrine di alcuni negozi specializzati nell’architettura degli interni. La mostra «Avverati_A Dream Come True», curata da Beppe Finessi e realizzata dal Cosmit nel 2007 in occasione dei 10 anni del SaloneSatellite di Milano, ha presentato al pubblico una serie di progetti ormai entrati in produzione e in ciò riassume il limite di questa manifestazione che, contrariamente alle aspettative, sembra confermare, ancora una volta, l’attuale destino di Palermo: una città che si propone sempre di più come un mercato da conquistare piuttosto che come una fucina d’idee.

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