Per i grandi della terra, una roccaforte isolata

by • 13 agosto 2009 • Inchieste752

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L’AQUILA. Il vertice del G8 in Italia si è sdoppiato per migrare dalla Maddalena all’Aquila. Secondo i dati ufficiali, ai 320 milioni di euro spesi per il primo se ne sono aggiunti 50 per il secondo, definito «sobrio» o «low cost». A questi si devono sommare i costi per garantire la sicurezza dei «grandi del mondo», anche dal sisma che continua a far tremare la terra d’Abruzzo con scosse d’intensità vicina alla prima disastrosa del 6 aprile. Il vertice voluto in Abruzzo «per rilanciare un territorio, fare stare i grandi vicino alla tragedia della gente comune» è stato fin dal primo annuncio un grande evento mediatico scandito da un intenso calendario di visite dello stesso presidente del Consiglio e di molti ministri, a cui sono seguite le visite delle delegazioni estere, in un pellegrinaggio alla Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito, alle tendopoli e ai luoghi colpiti. La Cittadella della Finanza dell’Aquila è stata al centro della strategia mediatica, con conferenze stampa cadenzate in preparazione del colpo di scena finale: il presidente del Consiglio che annunciava il programma del vertice a bordo della nave Fantasia trasferita per l’evento dalla Maddalena al porto di Napoli(!) svelando i piani, mostrando planimetrie e immagini dei lussuosi appartamenti, snocciolando metri quadri e metri cubi di opere realizzate a tempo di record! Una roccaforte militare isolata nel paesaggio collinare a nord-ovest della città storica colpita è stata adibita per accogliere gradualmente, nei 45 ettari del grande quadrilatero, dapprima l’ufficio di coordinamento della Protezione civile, poi le istituzioni aquilane, e infine, dall’8 al 10 luglio, le 39 delegazioni (1.500 persone) dei paesi partecipanti alle riunioni del G8, del G14 e del G27. Gli edifici disposti gerarchicamente intorno alla Piazza d’Armi hanno cambiato volto e destinazione d’uso per accogliere la densa agenda dei lavori: gli spazi per le conferenze generali, i meeting collaterali, le colazioni e i pranzi di lavoro, gli alloggi delle delegazioni totalmente riallestiti da un pool di cinque imprese abruzzesi (Iannini, Edilfrair costruzioni generali, Mancini, Di Vincenzo Dino & C. e Iciet Engineering), guidate da architetti e designer. C’è spazio anche per esposizioni di arte italiana e regionale, perfino per un museo del terremoto con «tavola vibrante» che simula gli effetti del sisma, come spiega Agostino Miozzo, direttore generale dell’ufficio relazioni internazionali della Protezione civile. Per dare maggior incisività all’effetto mediatico, il centro sportivo della caserma è stato trasformato in «villaggio della stampa» per gli oltre 3.000 giornalisti accreditati. Un ospedale di emergenza, l’eliporto, il piccolo campo di volo di Preturo elevato ad «Aeroporto dei Parchi» e un’efficace rete di collegamenti con vistose rotatorie sono i segni sul territorio del piano di sicurezza passato al vaglio degli esigenti servizi segreti dei paesi ospiti.
Mentre i cantieri avanzavano a tappe forzate e la cittadella era avvolta dal più stretto riserbo la tensione cresceva, la popolazione delle tendopoli si sentiva abbandonata, o forse usata. Da più parti ci si è chiesti quali fossero gli effetti reali sulle popolazioni e sul patrimonio colpiti. Al momento di andare in stampa, la lista dei 44 monumenti da adottare diffusa dal ministro Bondi aveva già ricevuto significative adesioni: la Germania sosterrà la ricostruzione di Onna, la Spagna la Fortezza Spagnola; la Francia la chiesa di Santa Maria del Suffragio o delle Anime Sante; la Russia palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio Magno, mentre gli Stati Uniti promettono di studiare un piano per il rilancio della locale Università. Intanto pare procedere a tappe forzate il Piano CASE, che dovrà consentire agli aquilani di lasciare le tende per abitazioni provvisorie. Ma è restato sullo sfondo il capitolo centrale della ricostruzione di un patrimonio unico e complesso, e il silenzio che copre decisioni di tale importanza non può che preoccupare.

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