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I romani di Modostudio si aggiudicano il concorso per Piazza D’Armi a L'Aquila

L’Aquila. Si è concluso il 29 giugno l’iter del concorso internazionale per la progettazione del parco urbano di piazza d’armi, bandito a febbraio dal comune dell’Aquila e chiuso in tempi piuttosto stretti per la presenza di finanziamenti in scadenza. La giuria presieduta dall’architetto spagnolo Salazar ha premiato il progetto presentato da Modostudio (Cibinel, Laurenti, Martocchia) tra i 34 giunti da Italia, Spagna e Polonia. Si tratta di una delle aree su cui si gioca la scommessa di rinascita della città, lontana dall’ingessato e politicizzato tema della ricostruzione del centro storico, strategica per dimensioni (circa 110 mila mq) e posizione, su cui gravitano le maggiori aspettative economiche e politiche, nonché una scommessa urbanistica che determinerà gli sviluppi futuri del quadrante ovest. Il progetto è stato selezionato per il particolare rapporto che instaura con il contesto, la proposta infatti lavora sui margini dell’area creando un filtro che permette al nucleo del progetto: il parco nel quale si trova l’edificio iconico del teatro, di astrarsi dal contesto ed allo stesso tempo di interagire con esso attraverso una serie di piazze circolari che disegnano i bordi ricucendo il tessuto circostante con attività urbane di quartiere. Quindi i margini si sollevano e si espandono per ospitare al di sotto e fra le “dune”  il parcheggio interrato da 400 posti, la piazza e la chiesa disegnata da Citterio, le attrezzature sportive, le sale lettura, bar e ristoranti e il nuovo mercato che diventa parte integrante del progetto (superando la previsione del bando che chiedeva una collocazione temporanea). Sotto il teatro, cilindro luminoso dalla pelle traslucida un grande portico ospita attività commerciali e servizi. Costo dell’intervento suddiviso in 3 comparti, circa 15 milioni, di cui  6 milioni  ottenuti attraverso il project financing per il comparto A che comprende il parcheggio interrato e un edificio direzionale di 1000 mq, 9 milioni per il comparto B, di cui 3 donati dal governo australiano ed il restante ottenuto attraverso la concessione in gestione a privati. I lavori partiranno nel 2013 e per completare i 18 ettari del progetto occorreranno 5 anni. Intanto altri cantieri vanno avanti come quello di restauro dell’ex Mattatoio dall’innovativo progetto museografico (costo 5 milioni) pronto per fine 2013 (cfr. Il Giornale dell’Architettura nr. 106 e Il Giornale dell’Arte edizione online), che ospiterà una parte del nuovo Museo Nazionale d’Abruzzo ripensato come rete di spazi espositivi diffusi sul territorio cui riferimento centrale rimarrà il Forte Spagnolo anch’esso interessato dal primo dei 4 interventi di restauro finanziati dal MiBac per un totale di 25 milioni.

di Davide Fragasso, edizione online, 6 luglio 2012





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