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Cambridge rivaluta il suo patrimonio architettonico del secondo dopoguerra

© Architectural Press Archive / RIBA Library Photographs Collection

In mostra solo per un paio di settimane a Cambridge (Regno Unito), «Cambridge in Concrete: Images from the Royal Institute of British Architects» ha fornito spazio per la discussione sul patrimonio architettonico del secondo dopoguerra nella cittadina universitaria. Troppo spesso, l’attenzione e le lenti della macchina fotografica si sono posate sui risultati del costruito medievale: in realtà gli architetti hanno realizzato tanto per Cambridge anche in epoca più recente.
Fino al 25 maggio 2012, presso il Department of Architecture dell’University of Cambridge è esposto al pubblico materiale degli anni cinquanta e sessanta selezionato dalla ricca collezione della RIBA British Architectural Library Photographs Collection: gli edifici si esprimono attraverso il calcestruzzo, materiale in contrasto con gli edifici esistenti fino ad allora costruiti. Inoltre, queste strutture moderne rispettano la scala e le dimensioni del contesto e hanno permesso di ospitare le crescenti necessità create dal cambiamento del dopoguerra, in particolare l’espansione delle università e l’accesso all’alta formazione.
La considerazione data al paesaggio pittoresco di Cambridge e lo spirito dell’epoca sono parzialmente riflessi nell’evocativa immagine di Colin Westwood del George Thomson Building, Corpus Christi College.
Disegnata da Philip Dowson di Arup Associates, l’architettura si siede bassa nel paesaggio con, in primo piano, una scultura di Henry Moore. La massa di questo edificio, realizzata in calcestruzzo armato, è suddivisa in più blocchi e sollevata dal grazie al telaio su pilotis che offre spazi di circolazione al riparo, come negli antichi chiostri.
Nel 1970, nella seconda edizione del Cambridgeshire, Sir Nikolaus Pevsner già dichiarava: «Che ci siano dei fallimenti tra questi edifici è ovvio, ma ci sono anche dei capolavori». Adesso, quarant’anni più tardi, il pubblico è invitato a giudicare da solo i frutti di un boom edilizio che ha dato spazio e commissioni a grandi architetti come Hugh Casson, Denys Lasdun, Powell & Moya, Leslie Martin e Basil Spence: il loro design moderno - meritevole di maggior attenzione - è «nascosto» a Cambridge.

(Fonte: Royal Institute of British Architects)

edizione online, 23 maggio 2012


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