Il Giornale dell\ ilgiornaledellarchitettura.comwww.allemandi.com

città, infrastrutture e territorio


CONDIVIDI Condividi su Facebook

Macao dalla Torre Galfa a palazzo Citterio

I «Lavoratori dell’arte» dopo la Galfa occupano Palazzo Citterio, destinato a ospitare la Grande Brera ma abbandonato a lavori iniziati dagli anni ottanta

© Gregorio Carboni Maestri

Dopo essere stati sgomberati dalla Torre Galfa, il 19 maggio i «Lavoratori dell’arte» hanno deciso di liberare e ridare alla cittadinanza palazzo Citterio occupandolo. Non è necessario perdersi nei suburbi meridionali accompagnati dal Gabibbo per scoprire ecomostri e incompiute ministeriali: proprio nella centralissima Brera, a due passi dalla Pinacoteca con cui confina attraverso l’orto botanico giace il fantasma senza pace del settecentesco Palazzo Citterio (acquistato nel 1972 per 1miliardo e 472 milioni di lire), silenzioso simbolo dei Mali culturali del Paese: Bell'edificio triste inabitato! /Grate panciute, logore contorte! /Silenzio! Fuga dalla stanze morte! /Odore d'ombra! Odore di passato!  /Penso l'arredo ( ma anche al progetto di Stirling ) che malinconia! I mesti fan-coil arrugginiti di un impianto mai collaudato, abitato dai fantasmi dei progettisti che non sono sopravvissuti alla loro creatura incompiuta, prima Ortelli e Sanesi e poi James Stirling (1987) . Nomi importanti, anzi uno importantissimo, James Stirling, il padre del museo contemporaneo, l’anticipatore del museo come grande macchina della comunicazione, cultura e divertimento. Sperimenta nuovi moduli funzionali: ampliamento e sviluppo degli spazi e nuovi collegamenti orizzontali e verticali, aumento delle superfici con la copertura dei cortili e con l’ampliamento e lo sfruttamento degli interrati, spazi per la lettura e la sosta, gli ormai immancabili bookshop e bar, antico e moderno insieme. Un’opera che doveva aprire la ludica stagione postmoderna e chiudere quella mistica dei grandi maestri italiani, Scarpa e Albini per tutti, i nuovi orizzonti del mercato globale delle archistar. La Grande Brera rinasce dalle ceneri con la «Gara europea per servizi di progettazione» dell’agosto 2008, con cui si sceglieva evidentemente innanzitutto progettista e offerta economica (era richiesta una relazione al posto del progetto), la vittoria di Bellini Architect(s) e l’immancabile polemica sollevata quando sono iniziate a girare primi layout, che riguardavano la copertura del cortile e il collegamento di Brera con il Citterio e con l’orto botanico, (prima esclusi dalla gara da 40 milioni di euro, ma poi subito rientrati) Quando anche il trasferimento in via Mascheroni dell’Accademia iniziava ormai ad assumere la sua fisionomia, il progetto globale di previsione così lievitava a 120 milioni di euro. Soldi naturalmente mai visti tutti insieme: ma non sarà per eludere le norme europee, assai stringenti per gli appalti di importi superiori? Si sa che a pensar male si fa peccato….). Come è andata la vicenda ormai lo sappiamo tutti, il fossile dormiente è stato anche visitato dagli spettrali manichini e pirati di McKarty della fondazione Trussardi, nel 2010: ricordo specialmente una sedia su cui era meglio non sedersi, poi la Grande Brera, persa nelle paludi della cricca e delle polemiche seguite ai grandi eventi (G8 della Maddalena, con Marco Casamonti indagato e qualche imbarazzo per Stefano Boeri) pareva rischiasse l’accantonamento definitivo o un ulteriore rinvio alle calende greche, quando una inedita convergenza ministero, Mibac, Comune di Milano, lo ha rianimato improvvisamente e con motus in fine velocior, riparte con la complicità birichina del trenino grandi eventi dell’Expo. Grandi eventi vuol dire anche Grandi procedure straordinarie di spesa ed ecco che così si rparte ancora una volta, apparentemente dal punto opposto da dove si era cominciato: prima di Brera e di Mascheroni ora è la volta del Citterio, per il quale il Cipe ha approvato un specifico capitolo, non si sa per fare cosa. Anche se si sa chi farà: la benedizione del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, il Direttore Regionale per i Beni Culturali Caterina Bon Valsassina, l'assessore alla Cultura del Comune Stefano Boeri e il Presidente dell'Accademia di Brera Salvatore Carrubba, pare abbiano finalmente trovato quell’idem sentire che sempre era finora mancato, in attesa della recalcitrante regione, al momento più interessata alla Reggia di Monza, e del privato di turno, che per adesso non si è ancora fatto avanti, forse aspetta nell’ombra il momento propizio. Ma, a turbare le faticose recenti conquiste, con un colpo di scena, a rovinare la festa sono arrivati i dispettosi macachi, che, senza colpo ferire in un sabato uggioso hanno preso a popolare con la loro energia dissacrante e arguzia le antiche stanze, subito popolate di festosi folletti. Ma non solo: disertato l’incontro con l’assessore Boeri all’Ansaldo, una micidiale miscela tre la riunione di condominio e il comizio elettorale, dove si assiste ai rituali presenzialisti delle benemerite rinomate associazioni, alcune che operano da 40 anni sul territorio, per lo più spesi ad aspettare una sede che ancora non c’è (ma quelli della Fabbrica del Vapore, tristemente vuoti, a chi li hanno dati oltre a Polifemo e Casva…?), ne si vede come gli ex capannoni dell’Ansaldo, logisticamente infelici, fino ad oggi affittati solamente per il salone del mobile e per i design victim, possano agevolmente concentrare funzioni che sarebbe più utile disperdere per tutto il territorio: rimane la fastidiosa sensazione di un qualcosa di artificioso e raffazzonato, stridente per la povertà di mezzi e di idee, mentre anche il futuro della Cittadella delle culture (più di dieci milioni di euro spesi per l’ormai «vecchio» progetto Chipperfield del 2006) è ancora incerto come quello della mostra che sarà allestita in occasione dell'apertura: “non essendo possibile anticiparne porzioni in maggio o giugno. Il cantiere terminerà in autunno e a seguito saranno previsti gli allestimenti. La struttura potrà essere fruibile immaginiamo dalla primavera prossima”. Intanto a movimentare le idee e stimolare e accelerare la politica ci pensano i ragazzi di Macao, che, come non ha mancato di sottolineare più volte anche l’Assessore Boeri, noi tutti dobbiamo ringraziare…. Si è scritto che lo sgombero alla torre Galfa , il più veloce che la storia di Milano ricordi dopo il Maresciallo Radetzky, sia stato aiutato più dal fatto che il figlio del ministro degli interni fosse l’amministratore delegato della società, l’Immobiliare Lombarda di Ligresti, che dalla reale pericolosità sociale degli occupanti: ma adesso la proprietà è interamente pubblica….Dopo quello organizzato da Russoli nel 1975, un nuovo Processo al Museo a Milano…… Ne vedremo delle belle….. Stasera ad esempio per cominciare ci sarà la presentazione di Millepiani/Urban 4 - I situazionisti nella città con la proiezione della versione restaurata del film di Guy Debord: Guy Debord, Son Art, Son Temps. Mi sembra un buon inizio…….


Il comunicato stampa di Macao:

«È con piacere che inauguriamo nuovamente MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano. Un grande esperimento di costruzione dal basso di uno spazio dove gli artisti e i cittadini possono riunirsi per inventare un nuovo sistema di regole e sperimentare nuovi linguaggi comuni. Un laboratorio politico-culturale che partendo dal coinvolgimento di centinaia/migliaia di cittadini attivi vuole attivare nuove forme di democrazia reale.
Sabato 5 maggio abbiamo liberato la Torre Galfa riqualificando e rendendo vivo uno spazio privato che da 15 anni era stato abbandonato. L'occupazione ha messo in evidenza con forza come logiche speculative e di profitto governano di fatto questa città. Siamo stati sgomberati dalle forze dell'ordine, ignorando la volontà di migliaia di cittadini di autodeterminarsi creando un nuovo spazio comune dove confrontarsi e relazionarsi. Abbiamo deciso di restare lì, di fare un presidio permanente in via Galvani, per continuare a denunciare lo scandalo legato all'impero finanziario di Ligresti e per riorganizzarci all'aperto favorendo nuovamente la partecipazione della cittadinanza.
Se il privato persegue solo logiche di profitto, il pubblico e chi dovrebbe amministrare il bene pubblico ha di fatto fallito il suo compito. Politiche economiche e sociali al servizio di un sistema neoliberista che privilegia pochi a danno di molti hanno impoverito questo paese. L'assenza di politiche culturali ha aggravato la situazione desertificando culturalmente e socialmente questo paese. Gli spazi culturali sono stati abbandonati e resi vuoti svalutando un patrimonio artistico di enorme valore.
È per questo che oggi 19 maggio Macao ha deciso di liberare e ridare alla cittadinanza palazzo Citterio. Vogliamo creare un luogo aperto, vivo e accessibile dove l'arte venga vissuta come bisogno primario dell'essere umano. Palazzo Citterio è da molti anni parte di un progetto di grande rilancio culturale che coinvolge l'accademia di Brera e la Pinacoteca. Tale ristrutturazione non è mai partita per colpa di un uso strumentale e corrotto dei commissariamenti pubblici nella logica dei grandi eventi.
Macao propone qui un processo del tutto differente e innovativo: vuole restituire alla città chiarezza su come i fondi pubblici sono gestiti, vuole mettere in discussione e non dare per scontato il progetto che si andrà ad attuare e, soprattutto, vuole aprire un laboratorio di idee e pratiche per cui sarà la cittadinanza stessa a ripensare Palazzo Citterio.
Viva Macao e buon lavoro a tutti.
Siamo una rete di soggetti che stanno operando fianco a fianco all'interno di questa lotta: Nuovo Cinema Palazzo di Roma, Teatro Valle Occupato di Roma, Sale Docks di Venezia, Teatro Coppola di Catania, Asilo della Creatività e della Conoscenza di Napoli, Teatro Garibaldi Aperto di Palermo».

Sito dei Lavoratori dell'Arte: http://www.lavoratoridellarte.org
Blog tumblr: http://wmacao.tumblr.com

Pagina Facebook MACAO: https://www.facebook.com/macaomi

Twitter: @MacaoTwit E-mail: lavoratoridellarte@gmail.com

di Davide Borsa con fotografie di Gregorio Carboni Maestri, edizione online, 21 maggio 2012


  • © Gregorio Carboni Maestri
  • © Gregorio Carboni Maestri
  • © Gregorio Carboni Maestri
  • © Gregorio Carboni Maestri
  • © Gregorio Carboni Maestri

Ricerca


Copertina GAR n° 113 - primavera 2013

Rapporti Annuali
RA Restauro - Marzo 2013 - GAR

Monografie
Monografia Velux

Speciale
Urban Promo
Speciale Urban Promo - Allegato GAR n°111 dicembre 2012

RA Rigenerazione Urbana n°110 - novembre 2012

RA Rigenerazione Urbana n°109 - ottobre 2012


Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa - via Mancini 8, 10131 Torino - 011.819.9111 - p.iva 04272580012