
L’aula magna della Facoltà di Architettura della Sapienza sarà sede per tutta la giornata (dalle 9.30 alle 18.30) di una discussione che, partendo dalla collaborazione di un gruppo di ricerca interdipartimentale ai piani di ricostruzione in Abruzzo per l’area omogenea 9, arriva con maggiore respiro ad affrontare il tema della prevenzione.
Il concetto principale del convegno è l’abbandono di una concezione statica della ricostruzione, che non va interpretata come acritica riproposizione delle condizioni precedenti, ma come occasione di miglioramento e strumento principe per la riduzione del rischio. Riconoscendo l’impossibilità di rimuovere totalmente il pericolo degli eventi calamitosi, si sottolinea la necessità di superare, in primo luogo, la tendenza alla limitazione dei costi in ambito di prevenzione e sicurezza e, last but not least, la persistente impostazione culturale che vede gli interventi sotto un profilo meramente tecnicistico, sminuendo la loro portata culturale.
La sessione mattutina si focalizza sulle potenzialità innovative, in termini di riduzione del rischio, di piani come quello abruzzese, finalizzati con ottica strategica non solo al ripristino, ma anche alla rivitalizzazione dei centri colpiti e alla formazione di un «unico sistema resistente» declinato fra edilizia, infrastrutture e consapevolezza collettiva.
Nel pomeriggio, invece, si approfondiscono i temi scaturiti dai più recenti programmi di ricostruzione, evidenziando l’utilità di un lavoro coordinato fra università e soggetti pubblici coinvolti nella gestione del rischio per ottenere un’azione efficace, capace di garantire sicurezza, miglioramento funzionale e semplificazione normativa.